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ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014:
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DON BOSCO OGGI | Paradiso, solo e sempre Paradiso


 

* Allora siamo alla fine. L'ultima domanda.
Il fatto è che mi sento proprio uno stupido a farla. Ho osato molto di più, ma per il gusto di provocare. Adesso mi sembra di offendere il Santo così generoso nel sopportare le mie domande. Però sento che il cerchio non sarebbe chiuso se in un discorso sulla vita, la vocazione, la congregazione, non arrivassimo al cuore di ogni vita, vocazione, congregazione. La domanda è semplice farla in terra. Ma lì, cioè qui, in Paradiso, davanti a lui, con tutto quello che ho visto… come posso chiedergli… eppure devo… perché tutto questo non risulti alla fine solo una favola.

Allora. Don Bosco… esordisco schiarendomi la voce…
Il Santo mi guarda divertito. Al solito ho l'impressione che alla fine stiamo recitando un copione già scritto, tipo quegli spettacoli che lui faceva da giovane per intrattenere gli altri ragazzi o che hanno da sempre caratterizzato la vita degli oratori salesiani. Nonostante sia davanti ad un santo in Paradiso quindi chiedo:

- Ma oggi, è ancora possibile credere?
don Bosco si alza e va verso il piccolo mobile a fondo della stanza. Lo apre e cerca tra alcune carte che mi sembrano antiche. Mi porge un foglio che riconosco per averlo letto anni indietro durante un corso di esercizi spirituali organizzato proprio dai suoi figli. E' il suo "testamento spirituale".
Guardo il Sacerdote dei Giovani che ha conserto le mani come in tante foto della sua vecchiaia. Sembra essere diventato un poco più anziano in questi pochi secondi. Ma gli occhi restano vivi e grossi.

- È tutto lì, per quanto mi riguarda, almeno.
- Ummm… credo di aver bisogno di un aiutino…
- Le ultime cose che ho detto ai miei figli, permettimi di riassumerle:

1- Tutto si deve fare per il Paradiso. Per ritrovarci insieme in Paradiso. La nostra è una compagnia che si fonda in terra ma solo per stare insieme in Cielo. E questo è un dato di fede, chi non ha fede non può comprendere a fondo l'opera che il Signore ha fatto attraverso me, noi. Quando un giovane oggi decide di diventare salesiano fa un atto di fede nel paradiso: certo che è ancora possibile credere.

2- la nostra fede deve essere visibile. Ho chiesto di non piangere la mia morte: perché nella morte non c'è nulla di terribile. Noi facevamo fare ai ragazzi gli esercizi della buona morte… per prepararli all'incontro sereno con Gesù. Oggi gli parlate solo più di coccole con le ragazze… certo che poi perdono il senso profondo della vita e il suo essere percorso verso il cielo. La morte è solo un altro viaggio. E questo è un grande invito alla fede, se penso al trapasso dei nostri confratelli anziani e alla serenità con cui le comunità li accompagnano.

3- muore un Rettor Maggiore, ma il Maestro - l'Unica vera Autorità - è vivo per sempre. Lui non mancherà mai di seguire, guidare e incoraggiare il nostro cammino. Si può credere oggi? Certo che si può, ma bisogna avere il coraggio di rischiare quando tutti negano. Rischiare sulla Risurrezione di Cristo. Questo è quello che ha reso tutto possibile. Se Cristo è risorto dai morti… cosa c'è di impossibile nella vita? Tutto quello che faremo con Dio non potrà che riuscire per il bene delle anime.
Per questo raccomando ancora - in conclusione - la fedeltà alle Costituzioni. Tornare… a don Bosco… insomma, per essere sicuri di continuare quella strada che non io, ma il Signore e la nostra Maestra Ausiliatrice, hanno tracciato per trasformare i lupi in agnelli, per essere ancora di salvezza per i giovani, per realizzare il sistema preventivo che dimostra amore per i ragazzi senza più teorizzarlo.

- Accipicchia. Potremmo dire… don Bosco in dieci righe… non male come sintesi, Capo. - ops. Mi è proprio scappato.
don Bosco ride - ho avuto anche io la passione per il giornalismo, come sia. I miei libretti volevano dare qualche appoggio sicuro all'incertezza di quei tempi. La chiarezza nello scrivere di fede aiuta il lettore a credere. Non dimenticarlo mai…
- Quegli scritti ti hanno fatto anche odiare però…
- Hanno cercato di ammazzarmi un paio di volte, ma avevo un Cane Grigio a proteggermi. Faceva davvero paura sai? Ma con me era di una dolcezza incredibile. Anche se non sono mai riuscito a dargli un biscotto da mangiare. Scompariva appena fatto il suo lavoro.

- Ti ha fatto paura vedere l'odio di quella gente?
- Mi ha messo tristezza perché non riuscivo ad entrare con i miei ragionamenti nel loro cuore e non sapevo conquistarli all'amore di Dio. E mi ha messo tristezza perché mi rendevo conto, quando avevo paura, che la mia fede in Dio doveva essere più sicura. Una volta, dopo che mi avevano sparato, ho scherzato con i ragazzi che avevo intorno per tranquillizzarli, ma sapessi che voglia avevo di scappare da quella stanza. Ma poi… tutto è stato fatto. Tutto è andato bene.

- Dicono che sei morto di stanchezza…
- Sono morto perché il mio corpo non poteva più obbedire al mio cuore. E allora è stato meglio dare il cambio a forze giovani. Ehi, ma non è che stai aggiungendo domande a domanda?
Si, confesso che ci ho provato. Perché adesso ho il mio taccuino ben pieno di dati e il cuore colmo di nostalgia. Non ho molta voglia di andare via.
- Basta un grazie? - chiudo con un convenevole.
- No - diventa subito serio don Bosco.
- Oh.
- Un grazie è troppo poco. Vivi con fedeltà il tuo sacerdozio. In particolare impegnati a portare i ragazzi a Gesù: il tempo che spendi meglio è quello che dedicherai alla loro direzione spirituale. Ma non essere un pioniere, non sono degli esperimenti. Cerca di avere chiara la rotta tu, prima di proporla a loro. E la meta è una sola… il Paradiso. Ci rivedremo tutti qui, nella nostra bella compagnia.
Parlando si è avvicinato e mi ha messo la mano sulla testa portandola poi contro il suo fianco. Sento l'odore della sua veste e mi accorgo che è un vestito logoro, usato, consumato.
Rimango un poco in quell'abbraccio di quell'uomo che non ha avuto un padre ma ha saputo esserlo per migliaia di uomini e donne di ogni tempo e cultura.

Rialzo la testa ma tutto è scomparso. Sento il rumore di fondo della nostra redazione che riemerge: sono nel mio ufficio. Tutto intorno è movimento e agitazione come al solito. Guardo il mio taccuino: è tutto scritto, non era un sogno.
O se ho sognato, è stato un tocco di vera magia: ho sognato il Paradiso. Un colpo degno di don Bosc


Diego Goso - dondiegogoso@icloud.com


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014 - 3  
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