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 ARCHIVIO RMA 2013 : SALESIANITA'-DON BOSCO-FAMIGLIA SALESIANA-GIOVANI -                                         EDUCAZIONE - DON BOSCO 2015 - ....
          
Con "don Patagonia" ai confini del mondo

Nel centotrentesimo anniversario della nascita di Padre Alberto Maria De Agostini un volume, edito dal Museo nazionale della Montagna, ne ricostruisce la sterminata bibliografia.


"Un uomo e un Salesiano che ha fatto molto nel Cile e per il Cile, al punto di guadagnarsi l'appellativo affettuoso di "don Patagonia"". Con queste parole, colme di riconoscenza, il direttore degli Affari culturali del Ministero degli Esteri cileno Germàn Guerrero ha definito Padre Alberto Maria De Agostini nel corso della presentazione - all'ultimo Salone del Libro di Torino (v. box) - del volume Scritti d'America australe, che ne ricostruisce la sterminata bibliografia.

Condividere la vita con i poveri

L'attrazione per i poveri, le terre lontane e le meraviglie della natura è il leitmotiv dell'intera vita di De Agostini. Nasce a Pollone, in provincia di Biella, il 2 novembre 1883. Entra in seminario giovanissimo e nel 1909 viene ordinato sacerdote Salesiano. Sentendo risuonare nel proprio cuore l'invito di Gesù a percorrere le strade del mondo per far conoscere il Vangelo a tutte le nazioni, diventa missionario per diffondere la Buona Notizia tra i popoli dell'America australe.
La presenza dei Salesiani nell'America del Sud aveva avuto inizio trentaquattro anni prima - nel 1875 - quando dieci missionari, "capitanati" da Don Giovanni Battista Cagliero, raggiunsero Buenos Aires per prestare la propria opera pastorale nella chiesa Mater Misericordiae, punto di riferimento di un gran numero d'italiani emigrati in Argentina in cerca di fortuna, e per aprire una scuola per sarti, falegnami e legatori a San Nicolàs de los Arroyos. Undici anni dopo - nel 1886 - il seme dei Salesiani aveva cominciato a germogliare anche in Cile grazie all'opera di Don Giuseppe Fagnano, che svolse un intenso lavoro tra le popolazioni indigene Ona, Alakauf e Yamana, sterminate dai "conquistatori" europei alla ricerca d'oro e di terre ove allevare greggi, o costrette a vivere in zone sempre più marginali.

Amore per la missione e per la cultura

Quando, nel 1910, De Agostini approda nello stretto di Magellano la tragedia degli indios si è in gran parte consumata. Lo scenario in cui si trova a operare è in rapida trasformazione, tra atroci conflitti e prospettive sconfinate.
Consapevole di non poter far nulla per salvare il declino degli indios, decide di raccoglierne e tramandarne almeno le tradizioni e la memoria. E, fondendo l'amore per Dio con quello per gli uomini e per la natura, mette al loro servizio fede e scienza, missione e cultura.
Con slancio ed entusiasmo stringe un accordo con Don Fagnano, diventato nel frattempo Prefetto apostolico della Terra del Fuoco: alternare l'attività d'insegnante con quella di esploratore senza perdere mai di vista l'impegno pastorale, nella consapevolezza di essere - sempre e prima di tutto - prete.
I canali dell'arcipelago dello stretto di Magellano, il massiccio del Paine, i monti Balmaceda, Fitz Roy e San Lorenzo, i ghiacciai Hielo Continental e Perito Moreno sono solo alcune delle sue mete. Instancabile, percorre valli, scala vette mai raggiunte, naviga mari tempestosi, s'insinua in fiordi sconosciuti. E, soprattutto, scrive le proprie esperienze, fotografa i luoghi, filma le esplorazioni per divulgarle e farle conoscere. Un impegno che non conosce tregua, cui si dedica fino al giorno della morte, avvenuta a Valdocco il giorno di Natale del 1960.
Per ricordarlo, il Governo cileno gli ha intitolato - tra l'altro - un Parco nazionale che copre una superficie di circa 15.000 chilometri quadrati a sud dello stretto di Magellano, un fiordo lungo 35 chilometri, la Facoltà di Geografia dell'Università Cattolica Silva Henriquez di Santiago e un quartiere della città di Punta Arenas.

                              Carlo Tagliani - redazione.rivista@ausiliatrice.net


Scritti d'America australe

Edito dal Museo nazionale della Montagna "Duca degli Abruzzi" in collaborazione con il Consiglio regionale del Piemonte e l'Associazione Missioni Don Bosco, Scritti d'America australe - Bibliografia di Alberto Maria De Agostini è curato da Denis Chevallay e Cinzia Granero.
In 168 pagine, corredate da numerose foto a colori, i due ricercatori hanno raccolto e schedato - tra Cile, Argentina e Italia - circa 30.000 documenti inediti del sacerdote-esploratore che in 45 anni di attività editoriale ha dato alle stampe 140 pubblicazioni, 78 articoli divulgativi e realizzato circa 40.000 fotografie e numerosi documentari.
Alla presentazione del volume, domenica 19 maggio al Salone del Libro di Torino, sono intervenuti lo storico Roberto Mantovani, la curatrice Cinzia Granero, il direttore del Museo della Montagna Aldo Audisio, il direttore degli Affari culturali del Ministero degli Esteri cileno Germàn Guerrero e il console onorario del Cile a Torino Vivien Jones (da sinistra a destra nella foto).


           RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2013 - 4  
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