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 ARCHIVIO RMA 2013 : SALESIANITA'-DON BOSCO-FAMIGLIA SALESIANA-GIOVANI -                                         EDUCAZIONE - DON BOSCO 2015 - ....
UN'INTERVISTA DA SOGNO (dei 9 anni)

… Faccio mente locale. Sono in Paradiso, ho davanti a Don Bosco e sto bevendo del vino. So che la cosa avrebbe più senso se invertissi i tre fattori: a causa del vino, ho le allucinazioni e credo di essere in questo piccolo studio dove il Santo mi sta parlando. Ma così non è. E la Freisa che mi ha appena offerto è qualcosa di eccezionale. Direi una bevanda… da Dio… se non avessi paura che cominci a tremare tutto.
Ho bevuto due sorsi, perché davvero merita, e riprendo ad incalzare il nostro, che ha bevuto anche lui da una semplice scodella.
- Il miglior rimedio contro l'influenza… - accenna alla bottiglia.
- Ci credo - convengo - Posso riprendere l'intervista?
- Oh, certo. Dicevamo che l'oratorio doveva essere casa di preghiera. Bè, lo dice il nome no?
Concordo di nuovo. Lui socchiude gli occhi e si concentra, come ricordasse.
- E' da quel sogno, sai? Quello dei nove anni.
- Lo rammento bene - affermo con orgoglio da ex allievo.
- Eh, sì, lo raccontano sempre - annuisce Don Bosco - ma viverlo ti assicuro che non è così rilassante. E anche ricordarlo. Quei giovani, quei lupi. Che violenza, che rabbia. Anche oggi quando leggo sul giornale quanta ne viene sparsa nel mondo, sui giovani e a causa dei giovani…
Lo fermo un istante.
- Scusa, ma leggete i giornali, in Paradiso…
- Eh? Oh Sì - sorride felice - Arriva "Avvenuto", che è come Avvenire, solo che qui è fuori dal tempo, per cui lo racconta. Anche se non è il mio preferito sai… non vedo l'ora invece che escano la Rivista di Maria Ausiliatrice… e il Bollettino Salesiano… sanno tanto di diario di famiglia: li uso per vedere le facce di tutti i miei ragazzi di adesso. E poi discutiamo gli articoli, sai?
- Gli articoli… i nostri…
- Si, con Madre Mazzarello. Che donna straordinaria. Donna grande e suora immensa. Le due cose devono sempre andare a braccetto, ricorda. Con Lei era evidente sulla terra: cuore a Gesù, ma occhi e piedi ben piantati nel lavoro. Concreta, allegra, profonda. Quassù, insieme, leggiamo i consigli che vengono dati. Ecco perché ho accettato l'intervista. Per ricordare i fondamentali.
- Casa di preghiera. Il sogno di 9 anni.
- Oh, sì, ti dicevo - chiude di nuovo gli occhi… - in quel sogno che paura, che freddo, che buio. Mi lanciavo in mezzo a quella mischia per fermarli ma le gambe mi tremavano. E poi la luce mi ha avvolto: serena, calda, forte. Era Lui che allontanava il Male.
- Oh Gesù! - esclamo in maniera impropria.
- Ecco, si, proprio Lui - mi asseconda Don Bosco. - Gesù che mi dice che con la mansuetudine e la carità li avrei calmati, li avrei rasserenati quei giovani: avrei trasformato i lupi in agnelli.
- E la preghiera?
- Per avere la mansuetudine del cuore, non quella un po' ecclesiastica di facciata, e l'autentica carità bisogna pregare tanto. Chiedere questo dono di Grazia continuamente. Chi ha il cuore in Dio non se lo vede riempire da altro. E già tutto colmo…
- Il sogno continuava, se non sbaglio…
- Oh, si. E qui arriva il bello, o meglio la Bellissima… Ho visto Lei. Ci si può innamorare di quegli occhi, sai?
- Don Bosco innamorato? Ummm. Forse questo è meglio non scriverlo…
- No, no. Qui si dice solo la Verità, sai. Quello sguardo mi ha accompagnato tutta la vita. Mai visto nulla di così buono e puro, per cui… bello.
- E' stata l'Ausiliatrice…
- Non avevo ancora avuto quell'intuizione, allora. Avevo 9 anni e Lei mi venne presentata come la Maestra. Mi ha insegnato a pregare. L'angelus, tre volte al giorno, le tre Ave Maria prima di andare a dormire… Insisto perché dici ai miei figli che solo attraverso Maria saranno fedeli al nostro carisma: perché è Lei che me lo ha insegnato.
- Ma parla poco, di solito, no? Voglio dire la Signora…
- Oh, certo. Allora si limitò ad un solo consiglio: renditi umile, forte e robusto. Il primo gradino è stato una faticaccia da salire fino all'ultimo istante di vita, il secondo ci hanno pensato le prove della vita, come tempesta contro la pietra, a levigarmi nel tempo. Be, quanto al robusto… ci pensava mamma Margherita con le sue merende. Quest'ultimo è stato facile.
- Siamo ancora alla casa di preghiera.
- Certo. Insegnare ai ragazzi a pregare è la chiave di tutto. Trovano Dio, trovano la pace. Siete così affannati in quel mondo. Tanta tecnologia e velocità solo per fare ancora più cose. E non vivete più, siete inquieti, arrabbiati ed agitati di continuo. Vabbè che ho detto che vi sareste riposati in Paradiso… ma non è il caso di arrivarci in camicia di forza quassù. La preghiera aiuta a dare il ritmo giusto, a scaldare il cuore, a trovare forza. Mai capito perché i cristiani vadano in cerca delle forme di meditazione orientale… hanno già tutto, hanno già il meglio, nel dialogo con la Madre Celeste, che porta al Figlio.
Un rumore ci fa sussultare entrambi. E' un gruppo di ragazzi che sembra appena uscito da scuola e urla per la gioia nel grande corridoio fuori del piccolo studio dove ci troviamo. Don Bosco sorride con gli occhi e mi fa cenno con la mano di aspettare.
Esce fuori e vedo quei ragazzi passare. Uno si ferma e scambia due parole con il Santo. Mi pare di riconoscerlo. Mi fa un occhiolino e poi riprende a correre con gli altri. Don Bosco chiude la porta e si risiede.
- Scusali. Sono Domenico e i suoi amici.
- Domenico…? - farfuglio - Domenico Savio? - chiedo esplicito.
- Certo. Giocano sempre qui in Paradiso. Sai, noi qui facciamo consistere la santità nello stare molto allegri. Per finire il discorso dell'oratorio: non c'è Don Bosco se non c'è sorriso, questo dovresti proprio scriverlo.
Ed è già sul mio taccuino ben cerchiato....

                                       Diego Goso - redazione.rivista@ausiliatrice.net
                          


        RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2013 - 02  
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