| HOME PAGE - ITALIANO | FORMAZIONE CRISTIANA  | FORMAZIONE MARIANA | INFO VALDOCCO |


  ARCHIVIO RMA 2013 : SALESIANITA'-DON BOSCO-FAMIGLIA SALESIANA-GIOVANI -                                          EDUCAZIONE - DON BOSCO 2015 - ....
LA PRIMA 'FAMIGLIA SALESIANA' DI VALDOCCO


Il sogno dei nove anni comincia a realizzarsi sotto forma di una casa che accoglie, educa e protegge e fa sperimentare il calore di una famiglia che ama.

La prima famiglia salesiana di Valdocco è animata da molteplici personaggi non sempre, all'apparenza, omogenei tra di loro.
Innanzitutto ci sono varie centinaia di ragazzi scapestrati e di difficile gestione. Si tratta di piccoli lupi allo stato brado che solo una grande sapienza di cuore, una irremovibile passione educativa ed un costante aiuto e protezione della Provvidenza riescono a riplasmare in agnelli mansueti. I ragazzi apportano storie di violenza ed abbandono, di caos ed insubordinazione. La confusione è l'inevitabile risultato di tanti cuori senza legge, con una minima percezione del senso di una famiglia, abituati a strappare, anche con la violenza, un minimo spazio per sopravvivere. Accanto ai giovani, come laici angeli custodi, ci sono varie guardie civiche mandate dalle preoccupatissime autorità civili del tempo a vigilare, spiare, origliare e riferire tutto ciò che viene detto e fatto all'Oratorio. Nelle Memorie dell'Oratorio, al riguardo Don Bosco riporta la relazione di un "vigilante" a Michele Benso di Cavour responsabile dell'ordine pubblico: «Signor Marchese, abbiamo veduto una moltitudine immensa di ragazzi a divertirsi in mille modi. Abbiamo udito in chiesa delle prediche che fanno paura. Si raccontano tante cose sull'inferno e sui demonii, che mi fecero venir voglia di andarmi a confessare. I ragazzi non si interessano di politica, ma di pagnotte». Insomma con il pane si tiene a bada l'appetito e con un po' di inferno gli "appetiti". Il clima è, a volte, cosi carico di tensione da spingere i responsabili dell'ordine pubblico ad orientarsi verso la chiusura dell'Oratorio. Per fortuna il re Carlo Alberto la pensa diversamente. Per mezzo del conte Giuseppe Provana di Collegno informa «lor signori» che «è mia intenzione che queste radunanze festive siano promosse e protette; se avvi pericolo di disordine si studi modo di prevenirli e di impedirli». Queste parole regali fanno sparire qualsiasi proposito di chiusura o di messa sotto tutela dell'Oratorio.

Il ruolo di Don Bosco e di Mamma Margherita

Accanto agli scapestrati ragazzi ed alle guardie, sul palcoscenico educativo oratoriano, si muovono Don Bosco e madre Margherita coadiuvati da vari collaboratori. La loro passione educativa riesce a captare e a dare una riposta concreta alle richieste dei giovani; la loro fede nella Provvidenza divina e nella protezione materna di Maria li spinge ad accettare una scommessa che, agli occhi del comune buon senso, prende le sembianze di pura utopia. Per dissipare le paure di pericolosi caos, Don Bosco redige un Regolamento a cui tutti devono sottoporsi e, scrupolosamente, osservare pena l'immediato allontanamento. L'ignoranza dei ragazzi e abissale. Al riguardo, Don Bosco scrive nelle sue memorie: «Più volte mi avvenne di cominciare il canto dell'Ave Maria e di circa quattrocento giovanetti, che erano presenti, non uno era capace di rispondere e nemmeno di continuare se cessava la mia voce».

La prima proposta educativa all'interno di Valdocco

Attiva con alcuni collaboratori la scuola domenicale per l'apprendimento del catechismo e le scuole serali per elevare la cultura e favorire l'inserimento nel mondo del lavoro. Inizia la Compagnia di S. Luigi per promuovere il buon comportamento in chiesa e fuori. Per venire incontro ai ragazzi senza fissa dimora, sollecitato in questo dalla preoccupazione materna di mamma Margherita,
in un fienile adattato, avvia l'esperienza di offrire riparo ai poveri sbandati. I risultati sono pessimi. I ragazzi rubano lenzuola, coperte ed anche la paglia dei poveri giacigli. Roba da spararsi per la delusione. Ma in una sera piovosa del maggio 1847 bussa alla porta dell'Oratorio un orfano inzuppato di pioggia, affamato ed impaurito. Si ferma, non scappa e non ruba nulla. Presto altri poveri giovani si aggiungono. Cosi si completa la struttura della prima famiglia oratoriana. C'è un padre (Don Bosco), una madre (mamma Margherita) e tanti figli da aiutare, educare e, soprattutto, sfamare. In questo modo prende avvio la gloriosa storia di quello che sarà poi chiamato il Sistema Preventivo che ognuno di noi è chiamato a rivitalizzare ed aggiornare per affrontare le sfide che il moderno mondo globalizzato propone con sempre maggiore urgenza.

                                               Ermete Tessore - tessore.rivista@ausiliatrice.net


        RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2013 - 02  
      | HOME PAGE - ITALIANO | FORMAZIONE CRISTIANA  | FORMAZIONE MARIANA | INFO VALDOCCO |


                                                                                                                            Visita Nr.