La Festa dell'Assunta coincide
col tempo del ferragosto. Si può avere l'impressione che
queste due ricorrenze siano in contrasto.
Il ferragosto è una
festa tutta mondana, che disperde la gente per le montagne e
le spiagge marine, in cerca di diversivi e di divagazioni.
La solennità dell'Assunzione, invece, invita al raccoglimento,
alla preghiera.
La celebrazione religiosa viene
a dare un senso cristiano al ferragosto e riconduce nei giusti
limiti la mondanità, insegnando che si può servire
il Signore nella gioia.
L'anno liturgico è costellato di feste che onorano la
Madonna col ricordo dei momenti più espressivi della sua
vita e dei suoi titoli più gloriosi. Vi sono, però,
due solennità alle quali la Chiesa dà maggiore
rilievo. La festa dell'Immacolata Concezione e quella della sua
gloriosa Assunzione. La prima celebra la Vergine Santa nel suo
ingresso alla vita terrena; la seconda invita i fedeli a celebrare
il suo ingresso nella gloria celeste.
Nella seconda Lettura della
Messa, San Paolo fa un richiamo alla risurrezione di Gesù.
Dice: "Cristo è risuscitato dai morti, primizia di
coloro che sono morti".
Gesù è il vincitore della morte, il primo dei risorti.
Ha vinto la morte per sé e l' ha vita per tutti quelli
che credono in Lui; Maria Santissima è stata la prima
a risorgere dopo Gesù.
Non si può affermare che sulla Madonna sia pesata la condanna
che tocca tutti gli altri mortali, perché la morte è
la conseguenza del peccato e la gloriosa Madre di Dio, esente
dal peccato, era fuori della legge comune.
Nei primi secoli si celebrava
il transito della Beata Vergine chiamandolo "Festa della
Dormizione".
Secondo la fede comune nella cristianità Ella ha chiuso
la vita terrena addormentandosi in un placido sonno; è
stata quindi una fine senza esaurimento, senza travagli e senza
dolore.
Non conosciamo neanche con certezza dove è spirata. A
Gerusalemme c'è la chiesa dove si venera la tomba e una
pia tradizione ritiene che lì abbia riposato il suo corpo
verginale, nell'attesa di essere portato in Cielo; ma non ci
sono prove sicure che lo confermino.
Secondo la testimonianza dei
Santi Padri fin dai primi secoli nella Chiesa è stata
generale la convinzione che Dio ha voluto la Vergine SS.ma partecipe
della gloria del suo Figlio, chiamandola alla risurrezione per
essere assunta anche col corpo a prendere possesso del suo trono
di gloria accanto a Gesù.
Papa Pio
XII, nella solennità
di tutti i Santi dell'anno 1950, basando la definizione sui testi
chiari della divina rivelazione, ha proclamato "dogma di
fede" che "l'Immacolata Madre sempre Vergine Maria,
terminato il corso della vita terrena, fu assunta nella gloria
celeste in anima e corpo".
Quando una dottrina è dichiarata "dogma di fede",
porta il sigillo dello Spirito Santo e i fedeli la debbono accettare
come sicura, perché è passata sotto il giudizio
del magistero infallibile della Chiesa.
Nel Vangelo,
S. Luca descrive l'incontro della Madonna con S. Elisabetta nella casa di Zaccaria, dopo l'Annunciazione
dell'angelo. Divinamente ispirata, la madre di Giovanni Battista
ha salutato la cugina come "Madre del Signore e benedetta
fra tutte le donne".
In risposta, dal cuore della Vergine è sgorgato il cantico
di lode all'Altissimo con le sublimi parole: "L'anima mia
magnifica il Signore
perché ha fatto in me cose
grandi
".
La Madonna è il capolavoro dell'onnipotenza e dell'infinita
misericordia di Dio. Nella vita di Maria le meraviglie succedono
alle meraviglie: Immacolata e ricolma di grazie nel suo concepimento,
scelta per essere la Madre del Verbo, Vergine nella sua maternità,
sposa eletta dello Spirito Santo, proclamata da Gesù morente
"Madre dei credenti", l'Assunzione l'ha innalzata alla
massima glorificazione; in Cielo siede Regina degli Angeli e
dei Santi, mediatrice d'ogni grazia.
Aveva seguito il suo Gesù
sulla via del Calvario, aveva preso posto davanti alla croce,
con il Figlio divino, aveva condiviso le umiliazioni e i dolori
della Passione. Mentre Gesù offriva al Padre il sacrificio
della sua vita, Maria offriva il sacrificio del suo cuore. Era
giusto che, in premio della fedeltà alla sua vocazione
e della generosità nell'accettare la volontà di
Dio spinta fino al massimo sacrificio, Dio elevasse alla massima
gloria anche il suo corpo.
Viene quindi spontaneo ricordare le altre parole di San Paolo,
che troviamo nella stessa lettura: "A causa di un uomo,
venne la morte, a causa di un uomo verrà anche la risurrezione
dei morti, e come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno
la risurrezione da Cristo".
L'Assunzione è la festa
della gioia, per i figli è un bisogno del cuore, godere
della gloria della propria madre. C'è anche per noi un
altro motivo d'esultanza. L'Assunzione della Vergine santa dà
sostegno alla nostra fede e alla nostra speranza nella risurrezione
e nella nostra assunzione nella stessa gloria. Il destino della
Madre è anche il destino dei figli. L'Assunta dal Cielo
ci attende.
San Giovanni,
nel libro dell'Apocalisse,
descrive una meravigliosa visione: una donna vestita di sole,
con la luna a sgabello dei suoi piedi e la fronte incoronata
da dodici stelle.
In questo quadro è ben raffigurata la Madonna sul suo
trono di gloria. La luce che la investe è figura della
grazia di cui è stata ricolma; la luna a sgabello dei
suoi piedi è il segno della sua dignità di Regina
e della sua potenza d'intercessione.
Dai Santi Padri è chiamata "l'onnipotenza supplicante".
La corona di dodici stelle rappresenta le eccelse virtù,
che l' hanno elevata al di sopra di tutti i Santi.
Ora la solennità che
stiamo celebrando ci conduce a pratiche conclusioni. Cantiamo
con Lei l'inno di ringraziamento a Dio e lodiamo il Signore per
le meraviglie che l'Onnipotente ha compiuto nella sua creatura
prediletta.
Da questa valle di pianto, nella dura lotta con le avversità
che incontriamo tutti i giorni, rivolgiamo alla Vergine la nostra
fiduciosa preghiera. E' la stella alla quale dobbiamo guardare
per tenerci sempre sulla giusta rotta e possiamo sempre contare
sulla sua protezione, per giungere al porto della salvezza.
Nei passi più difficili,
invochiamola con la filiale confidenza di S. Bernardo, suo tenero
devoto: "Ricordati, o pietosissima Vergine, che non si è
mai udito che alcuno, ricorrendo al tuo patrocinio, sia stato
abbandonato".
Come Lei siamo disposti a rispondere il nostro "sì"
alla volontà di Dio e, fedeli alla nostra vocazione, coscienti
delle nostre responsabilità, impegniamo generosamente
tempo e talenti al servizio di Dio e del prossimo.
Un grande artista,
abituato a dipingere i suoi quadri davanti al ritratto di sua
madre, arrivato al vertice della celebrità, era orgoglioso
nell'attestare che lo sguardo di sua madre l'aveva fatto pittore.
Col pensiero diretto al Cielo, teniamo sempre il nostro sguardo
rivolto a Maria. E' il modello più affascinante d'ogni
virtù umana e cristiana. In Lei troviamo lo specchio nel
quale possiamo sempre guardarci: è l'esempio ideale d'umiltà,
di semplicità, di pazienza.di carità.
Ad Efeso, dove, secondo una
tradizione, la Madonna ha dimorato con S. Giovanni, alcuni anni
fa è stata ritrovata una statua di bronzo oscuro, forse
del 300. Non è di gran valore artistico, ma rappresenta
una caratteristica molto espressiva. La mano destra ha l'indice
puntato in su. Con quest'atteggiamento la B. Vergine dal cielo
ci chiama a volgere sempre in alto lo sguardo e il pensiero.
Ai piedi della statua si legge questa scritta: "Vita, dolcezza
e speranza nostra".
Il Paradiso sia la nostra grand'aspirazione
e la Madonna ci aiuti a raggiungerlo.
Si racconta
che Don
Cafasso diventava materno
alla vigilia dell'esecuzione del condannato. Si metteva vicino
al pagliericcio, dove giaceva il condannato e non lo lasciava
finché non prendeva sonno. Per addormentarlo, come una
buona mamma, gli faceva discorsi commoventi.
Diceva ad uno dei condannati: "Sentite, in queste occasioni
io non presto la mia assistenza per niente. Se vi domandassi
un piacere, me lo neghereste?".
E il condannato: "Che piacere posso farvi al punto in cui
mi trovo?".
"Il piacere è questo: appena sarete morto, voi andrete
in Paradiso
Sì, in Paradiso, ripeto, subito, di
volo, senza passare per il Purgatorio.
Quando sarete in Paradiso, vi recherete subito a ringraziare
la Madonna".
"Ma come", diceva l'altro, "prima la Madonna e
dopo il Signore?".
E Don Cafasso: "Sì, dalla Madonna prima del Signore;
state certo che il Signore non si offenderà e, se dovesse
offendersi, direte che fu Don Cafasso a consigliarvi così.
Quando sarete davanti alla Madonna, v'inginocchierete ai suoi
piedi: la ringrazierete e le direte di preparare un posto anche
per me".
Cari Fratelli e Sorelle, in
questa gran solennità, chiediamo anche noi alla Madonna
che ci prepari un bel posto accanto a Sé in Paradiso.
Lei non ci negherà certamente questo favore, perché
è Mamma
e poi oggi è la Sua Festa.