"Corpus Domini",
festa dell'amore di Gesù!
Come potremo solennizzare degnamente
questo giorno? Certo nessuna parola può adeguarsi al sublime
oggetto della nostra celebrazione e sarebbe meglio sprofondarsi
in un adorante silenzio, oppure, come ha fatto San Tommaso d'Aquino,
abbandonarsi alla piena dell'onda poetica e cantare...
Noi invece balbetteremo umilmente qualche parola...
"Vere dignum et iustum
est...: è veramente cosa buona e giusta, nostro dovere
e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a
te, Signore, Padre Santo..."
La Chiesa è Maestra di pietà e perciò ci
conduce spesso al Padre per ringraziarlo dei suoi doni: il dono
del Figlio Salvatore, il dono della Redenzione , il dono dello
Spirito, il dono della Chiesa, il dono della vita filiale divina,
il dono dell'eredità futura.
Nella festa del Corpo e del
Sangue del Signore la Chiesa ci porta a ringraziare il Padre
per il dono più sublime, che contiene tutti gli altri
doni divini, cioè il dono della Santissima Eucaristia.
L'EUCARISTIA
E' VERAMENTE IL COMPENDIO DI TUTTI I DONI DIVINI
Ed è facile dimostrarlo.
Infatti:
1. L'Eucaristia
ci dà Gesù realmente presente, come Dio e come
uomo.
Non un quadro, una statua, ma Gesù in persona. Il Padre
ha tanto amato il mondo da dargli il Suo Unigenito nell'Incarnazione.
Nell'Eucaristia, il Padre fa il dono del suo Unigenito incarnato
ad ogni singola anima, in ogni luogo e in ogni tempo. <Mediante
l'Eucaristia Gesù è realmente con noi, "tutti
i giorni fino alla consumazione dei secoli".
2. Con l'Eucaristia il Padre ci dà
il sacrificio redentore di Gesù, che diventa, nella Messa,
presente in ogni tempo e in ogni luogo per effondere su tutti
e sempre quel Sangue purificatore e quell'acqua di vita eterna,
scaturita dal Cuore di Gesù trafitto sul Calvario.
3. Mediante l'Eucaristia, pane di vita,
Gesù ci trasforma in Lui e ci comunica la sua vita di
figlio del Padre: "chi mangia di me, vive di me e per me".
4. Mediante l'Eucaristia, ricevuta nella
S. Comunione, Gesù ci comunica una specialissima presenza
inabitatrice del Padre e dello Spirito Santo, perché dove
c'è il Figlio, c'è pure il Padre, c'è pure
lo Spirito Santo, che vivono la stessa vita divina.
5. Mediante l'Eucaristia, Gesù
Capo, ci dà la sua Chiesa e ci fa vivere più intimamente
la vita della Chiesa: noi tutti, che siamo molti, formiamo un
solo corpo, perché ci nutriamo di un solo pane vivo, che
è Gesù Signore.
6. Con l'Eucaristia Gesù ci dà
la certezza della vita eterna e della gloriosa risurrezione finale:
"Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita
eterna ed io lo risusciterò nell'ultimo giorno".
7. Dobbiamo perciò ringraziare
Gesù per l'inneffabile suo dono!
a) Gesù ha detto dello Spirito
Santo: "Egli mi glorificherà, perché riceve
del mio" (Gv. 16,1\4).
Lo Spirito Santo è l'infinita glorificazione di Gesù,
perché tutto quello che è ed ha, lo riceve da Gesù,
e per mezzo di Gesù, dal Padre.
b) Sul piano finito, queste parole valgono
anche per noi: tutta la nostra vita deve essere una glorificazione
di Gesù, perché la nostra vita cristiana e religiosa
deriva da Lui, nostro alimento divino mediante la Santissima
Eucaristia.
DOBBIAMO
VALORIZZARE IL DONO IMMENSO DELLA SANTISSIMA EUCARISTIA
1. Chiediamo pertanto a Gesù che
tutti i Sacerdoti del mondo siano davvero i ministri dell'Eucaristia:
è il loro ufficio principale, è il loro fondamentale
apostolato: portare l'Eucaristia a tutti e portare tutti all'Eucaristia.
2. Chiediamo per noi e per tutti una struggente
passione verso l'Eucaristia e Gesù ce la concederà,
perché Egli ha detto di essere venuto a portare sulla
terra il fuoco della carità e di desiderare arde ardentemente
che questo fuoco si accenda.
Ora, solo gli apostoli dell'Eucaristia possono incendiare il
mondo, con la carità di Gesù e trasformare l'éra
atomica in éra di carità.
3. Un giorno Gesù disse a Santa
Margherita Maria Alacoque: "E' tale il mio desiderio di
venire a te nella S. Messa e nella S. Comunione, che se non avessi
istituito l'Eucaristia, la istituirei per te, per avere la gioia
di comunicarmi a te".
Non deludiamo quindi il desiderio di Gesù: andiamo a riceverlo
spesso.
4. Prima di istituire l'Eucaristia nel
Cenacolo, Gesù pensò anche a ciascuno di noi, la
istituì per ognuno di noi.
Facciamo in modo che Gesù non si penta mai di questo dono
che ci ha fatto. Diamogli la gioia di vedersi corrisposto, mediante
la nostra devozione eucaristica, che la solennità odierna
deve ravvivare per renderla passione struggente della nostra
vita.
Dobbiamo riconoscerci in quella turba affamata che seguiva Gesù,
desiderosa di nutrirsi della sua parola. Quasi a premiare la
fedeltà di quella moltitudine, Gesù interviene
miracolosamente e sazia la sua fame materiale.
Quel pane moltiplicato è simbolo del pane eucaristico
moltiplicato quotidianamente sui nostri altari per la nostra
fame.
Sentiamo davvero questa fame
spirituale di Gesù? Ci sentiamo spinti verso di Lui nella
Santissima Eucaristia?
Gesù vuole essere il nutrimento delle nostre anime, il
pane per la nostra fame.
Gesù ci chiama alla Comunione: "Prendete e mangiate...
Prendete e bevete...".
Egli ci ama troppo, è per questo che vuole donarci tutto
Se stesso.
Nella Comunione diventiamo "concorporei e consanguinei di
Gesù" (San CIRILLO di Gerusalemme).
Nella Comunione Gesù ci assimila a Sé , alle sue
virtù, alla sua grazia, alla sua potenza, alla sua gloria.
L'Eucaristia è scuola
di carità, di amore verso il nostro prossimo, specialmente
il più bisognoso.
Nel suo libro intitolato: "Mi chiamano Padrelardo",
P. WERENFRIED
van STRATEN racconta
che una Domenica egli aveva predicato sette volte in una chiesa
di Coblenza.
Anche dopo l'ottava predica, finita la Messa vespertina, fece
la questua per l' "Aiuto alla Chiesa del silenzio".
Più tardi trovò nel cestino delle offerte una busta
con una chiave d'automobile e una lettera che diceva:
"Reverendo Padre, anche stamattina ho ascoltato la sua predica
e ho fatto la Comunione. Sono tornato questa sera spinto dalla
mia coscienza. Mio padre è ricco e mi ha regalato una
Volkswagen. Penso che non ho il diritto di tenerla per me. La
prego di mandarla a un Sacerdote povero in Iugoslavia.
Nella busta c'è la chiave. La macchina è parcheggiata
davanti alla chiesa e reca la targa: K.O... Dentro c'è
il biglietto di circolazione. Non cerchi di mettersi in contatto
con me; la sinistra non deve sapere quello che fa la destra.
Preghi affinché Dio mi conceda la grazia di poter un giorno
diventare anch'io Sacerdote...".
Come vedete, è Gesù
Eucaristico che spinge a donare agli altri ciò che per
noi è superfluo, non solo, ma anche a sacrificarci e a
immolarci con Lui, nella donazione totale di noi stessi. Il sacrificio
di Gesù spinge le anime generose ai più eroici
sacrifici.
Chiediamo alla Madonna che ci aiuti a immolarci come Gesù
per diventare pane profumato per tutti i nostri fratelli. )
NB. Tralasciando la precedente conclusione
(che è tra parentesi), si potrebbe continuare così
(se la predica non è già troppo lunga...):
Don CARLO GNOCCHI nel suo libro intitolato: "Cristo
con gli alpini", scrive:
"Nell'incendio meridiano del sole, la marcia degli alpini
sulla montagna era stata lunga e pesante, soprattutto per la
sete.
Ciononostante un giovane alpino non volle assaggiare una sola
goccia d'acqua per poter ricevere la Santa Comunione (NB/ era
ancora in vigore il "digiuno totale dalla mezzanotte"...).
Giunti sulla vetta, il cappellano aveva rapidamente alzato l'altarino
da campo e aveva iniziato la celebrazione della Messa.
Ma all'offertorio l'attendente si era rivolto smarrito ai compagni...
La sua borraccia rovente non dava più una goccia d'acqua.
Ecco allora venire fuori dai ranghi quel nostro soldatino, il
quale , con gesto timido, ma con indicibile gioia, offre al celebrante
la sua borraccia d'acqua rimasta intatta".
Alla sera quel generoso soldato scriveva alla mamma lontana:
"Mia diletta mamma, oggi, senza di me, il cappellano non
avrebbe potuto dire la S. Messa. Pensa che l'acqua della mia
borraccia è diventata Sangue di Gesù nel calice
del Sacerdote".
Cari Fratelli e Sorelle, facciamo
in modo che anche noi, al termine della nostra giornata possiamo
dire alla Madonna, nostra diletta Mamma: i miei sacrifici, i
miei sudori e le mie lacrime sono diventate Sangue di Gesù
nel sacrificio della Santa Messa.
E allora la Madonna ci sorriderà dal profondo del Suo
Cuore di Mamma.