TEMPO ORDINARIO - ANNO LITURGICO C | 30 maggio 2010 / 9a Dom. Ss. Trinità LITURGIA
e LETTURE DELLA DOMENICA |
Sussidio per l'Omelia
AFORISMI...
"Il caso è una
zuppa fatta dai furbi, ma soltanto gli sciocchi la mangiano".
V. M. HUGO
"Io mi vedo come un bambino
che gioca sulla riva del mare, mentre davanti mi si stende l'oceano
inesplorato, l'immenso oceano della verità". Isaac
NEWTON
"Vides Trinitatem, si
caritatem vides! Vedi Dio Trinità, se vedi la carità!".
SANT'AGOSTINO
"La fratellanza e l'amore
sono un pezzo di pane: provato una volta, piace per sempre"
DON ZENO SALTINI.
"Dio non è venuto
per sopprimere la sofferenza, ma a riempirla della sua presenza"
PAUL CLAUDEL.
"Dio dà a coloro
che danno: Dio si dà a coloro che si danno" WLADIMIR
GLIKA.
RIFLESSIONI...
Il Vangelo che abbiamo letto
diceva "Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento
non siete capaci di portarne il peso"
, verrà
lo Spirito Consolatore
(Gv 16,12). Questa frase che Gesù
ha detto agli Apostoli, la Chiesa oggi la ripete a noi. La vita
del cristiano è una crescita continua nell'Amore verso
Dio e verso i fratelli, e gli uomini e le donne che hanno la
fortuna di diventare anziani, se sono stati dei bravi cristiani
hanno la possibilità di diventare persone di grande interiorità
e di grande preghiera, perché interiorizzano sempre di
più l'Amore di Dio.
Il Signore oggi vuole aiutarci ad interiorizzare la Verità
che Lui è Amore, e proprio perché è Amore
la Trinità diventa dono: dono di salvezza, dono della
Chiesa, dono della crescita continua nell'Amore. L'Amore no lo
si capisce totalmente, lo si accetta e lo si vive, e alcune riflessioni
trovate, mi aiutano ad entrare nel grande Mistero dell'Amore
di Dio, nel grande Mistero della Trinità.
Hans Urs von Balthasar ha approfondito una stupenda analogia
per parlare dell'azione trinitaria in favore di noi uomini, per
parlare della Trinità per come la conosciamo noi in quello
che ha fatto per noi uomini. L'analogia è quella del teatro.
Pensiamo al teatro, ad un dramma. Pensiamo al rapporto che c'è
tra l'Autore del testo del dramma, l'Attore protagonista della
scena e il Regista di tutta la scena.
Quanto i tre fanno può essere espresso dai verbi seguenti:
L'Autore genera, concepisce, esprime, formula.
L'Attore incarna, rende vivo, realizza, presta alla parola dell'autore
presenza e azione.
Il Regista ispira, suggerisce, dirige, orchestra, armonizza.
Pensiamo ad un dramma in cui i tre sono coinvolti allo stesso
modo: perché l'attore è la persona più cara
per l'autore, perché nell'attore persona e ruolo coincidono,
il dramma cioè è qualcosa in cui non si recita
ma si vive, chi fa la parte del re è re davvero, non si
muore per finta, ma con vero spargimento di sangue.
La bellezza della rappresentazione dipende tutta dalla sintonia
del regista e dell'attore con l'autore. Il pubblico è
coinvolto, ci sono ponti fluidi tra platea e scena.
Chi sono l'Autore, l'Attore e il Regista del dramma divino che
coinvolge l'uomo? Sono proprio il Padre, il Figlio e lo Spirito.
Il Padre genera, esprime, formula, dà tutto ciò
che è.
Il Figlio incarna, rende vivo, realizza, dà presenza e
azione.
Lo Spirito Santo ispira, suggerisce, dirige, orchestra, unisce
nella distanza.
La bellezza che attrae, stupisce e coinvolge è la sintonia
perfetta, l'unità.
Il Padre non troneggia immobile, giudice sopra il dramma. Il
suo testo è il suo stesso piegarsi sulla sua creatura.
L'Attore, il Figlio è ciò che di più caro
il Padre abbia. In lui persona e ruolo coincidono perfettamente,
non c'è neppure un minuto in cui reciti, vive! Muore e
risorge realmente.
Lo Spirito Santo sa cogliere perfettamente lo spirito del testo:
è lui! È allo Spirito che il Padre affida il suo
testo, è all'interpretazione e alla guida dello Spirito
che il Figlio si affida per tradurre in vita il testo.
Che il mondo lo voglia o no il suo dramma è dramma trinitario,
dramma dell'amore puro dono di sé.
Noi cristiani lo sappiamo, e sappiamo che sta qui il senso vero,
ultimo della vita.
Sta a noi lasciarci coinvolgere fino in fondo e portare questo
nella vita di ogni giorno.
Gloria tibi Trinitas! ( da Garcia Ups ).
Si racconta che un giorno S. Agostino, grandissimo sapiente della
Chiesa, era molto rammaricato per non essere riuscito a capire
gran che del mistero della Trinità. Mentre pensava a queste
cose e camminava lungo la spiaggia, vide un bambino che faceva
una cosa molto strana: aveva scavato una buca nella sabbia e
con un cucchiaino, andava al mare, prendeva l'acqua e la versava
nella buca. E così di seguito. E il santo si avvicina
con molta delicatezza e gli chiede: "Che cos'è che
stai facendo?" E il ragazzo: "Voglio mettere tutta
l'acqua del mare in questa buca". S. Agostino sentendo ciò
rispose: "Ammiro il desiderio che hai di raccogliere tutto
il mare. Ma come puoi pensare di riuscirci? Il mare è
immenso, e la buca è piccolo. E poi, con questo cucchiaino
non basta la tua vita". E il ragazzo, che era un angelo
mandato da Dio, gli rispose: "E tu come puoi pretendere
di contenere nella tua testolina l'infinito mistero di Dio?".
Agostino capì che Dio è un grande mistero. E capì
che il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo erano così
pieni di amore, che insieme dovevano divertirsi proprio un mondo.
ESEMPI UTILIZZABILI...
"Gloria Patri"
S. Francesco di Sales conduceva spesso i bambini del catechismo
presso il fonte battesimale e li invitava a baciarlo, facendo
loro ripetere il "Gloria Patri" in spirito di riconoscenza
e di lode al Signore, nel nome del quale gli uomini ricevono
l'onda purificatrice della Grazia.
Nel Segno di Croce
Per Romano Guardini, il segno di croce rappresentava l'offerta
continua di noi stessi alla Trinità. Scriveva: "Quando
fai il segno di Croce, fallo bene. Non rattrappito, o affrettato,
tale che nessuno capisce cosa significhi. No, un ampio segno
di croce, giusto, cioè lento, largo, dalla fronte al petto,
da una spalla all'altra. Senti come ti abbraccia tutto? Raccogliti
dunque bene; raccogli in quel segno tutti i tuoi pensieri, tutto
l'animo tuo... Ti avvolge tutto, corpo e anima, ti consacra,
ti santifica. Pensieri e volontà, senso e sentimento,
agire e patire, tutto vi viene irrobustito, segnato, consacrato
nella forza di Cristo, nel nome di Dio Uno e Trino" (cf
I Santi Segni, Morcelliana, Brescia 1942, p. 18).
Gioia di essere della famiglia
di Dio e l'impegno missionario.
Per anni e anni ho cercato anch'io; ho tentato di capire. Dovevo
pur fare i miei studi, sostenere gli esami, la mia laurea in
Teologia, essere in grado di rispondere ai quesiti di molti.
Finché non ho incontrato Gregorio. Non si tratta di Gregorio
di Nazianzo, né di Gregorio di Nissa, né di Gregorio
Magno. Bensì di quel meraviglioso piccolo Gregorio dagli
occhi immensi. Gli ho chiesto ciò che si chiede normalmente
a un ragazzino che va a scuola:
- Allora, Gregorio, vai bene a scuola? - Non molto...
- Ma - aggiunsi - c'è almeno qualcosa che t'interessa?
- Sì - mi disse - la danza e la religione.
E dopo un altro silenzio: - E, nella religione, la Santa Trinità.
Ero stupefatto! Insistetti: - Come mai, Gregorio? - Ma non capisce
che la danza e la Trinità sono la stessa cosa? Sono rimasto
annichilito di fronte a quel ragazzo. Quel che mi diceva era
talmente grande! Ma per lui, con i suoi occhi penetranti, era
evidentissimo. Dio-Trinità era la più sfolgorante
danza d'amore. Ho capito in un istante, alla scuola di questo
bambino, perché Gesù aveva usato le immagini più
semplici, ma anche le più dense di vita e di festa per
dirci semplicemente questo: Dio è l'eterna celebrazione
della Vita, l'eterno festival della Luce nell'amore. Quando,
nel XV secolo, il monaco Andrei Rublev dipingerà l'icona
della Trinità, avrà solo un desiderio: esprimere
questo incontro eterno di volti, luminoso, calmo, sereno, carico
d'amore: "O miei Tre, mia Beatitudine, Solitudine infinita,
Immensità in cui mi perdo, saprà danzare con Te?".
- (L. A. LASSUS, Pregare è una festa, Gribaudi).
D. TOMMASO DURANTE sdb | E-mail: tduranteicp@pcn.net
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