TEMPO ORDINARIO - ANNO LITURGICO C | 14 febbraio 2010 / 6a Domenica LITURGIA
e LETTURE DELLA DOMENICA |
Sussidio per l'Omelia
AFORISMI...
""Essere diventati
più profondi è il privilegio di quanti hanno sofferto".Oscar
WILDE
"L'uomo è infelice,
perché non sa che è felice". Fiodor DOSTOEVSKIJ
"La felicità non
è né in noi, né fuori di noi. La felicità
è in Dio: sia fuori che dentro di noi". Blaise PASCAL
"Non parlate di Dio al
povero, se prima non gli avete procurato pane e tetto: parlandone,
lo indurreste a bestemmiare. Ma mentre tacete di Dio con lui,
parlate di quel povero a Dio" S. VINCENZO DE PAOLI.
"La Chiesa deve andare
alla ricerca del mondo, e non viceversa" GIOVANNI XXIII.
"Chi dice Diritto di Dio,
dice volontà santa e perdono sovrano: il perdono richiama
a un dono, quello della propria vita" Johachim JEREMIAS.
RIFLESSIONI...
Tutte le persone cercano la
felicità, e nonostante la continua esperienza della vita
non la trovano quasi mai perché cercano nella direzione
sbagliata.
La Parola di Dio di questa domenica ci aiuta a trovare l'indicazione
giusta, ed è la direzione che ci indica il Signore.
Geremia ci dice la "benedizione"
arriva se si confida nel Signore, il vangelo di Luca ci ricorda
le beatitudini, la strada della serenità del credente,
e San Paolo ci ripete che perché tutto questo sia vero
dobbiamo vivere nella Risurrezione di Gesù"
Il Vangelo di Luca ci ripropone
le Beatitudini, che sembrano diverse da Matteo, ma se le leggiamo
con una certa serenità scopriamo che il Messaggio è
lo stesso, contrapponendo però "beati" a "guai",
diventa certamente più incisivo.
Gandhi ci dice: "Aumentando il mio contatto con i veri cristiani,
cioè con le persone che vivono nel timore di Dio, vidi
che il discorso della Montagna era tutto il Cristianesimo, per
chi voleva vivere una vita cristiana. Fu questo discorso che
mi fece amare Gesù".
E' vero che nel pensiero corrente
del mondo sembrano beati i ricchi, ma "i ricchi curano i
propri interessi, ma non sanno quali sono i loro veri interessi,
sono uomini senza futuro" (R.Fabris).
Sembra un paradosso, ma coloro che credono nelle beatitudini
sono considerati dei falliti, ed allora possiamo dire che Il
Signore salva il mondo attraverso i poveri, i semplici, i puri
di cuore, i misericordiosi, salva il mondo per mezzo dei falliti,
ma sappiamo che non è vero, perché è risorto
.
Francesco d'Assisi agli occhi di tanti suoi contemporanei sembrava
un fallito, perché ha sposato "Madonna Povertà",
ma oggi i credenti lo pregano come grande amico di Dio, e i non
credenti lo stimano per la sua profonda libertà, e questa
libertà di spirito e di vita li affascina.
Nella storia dell'uomo di ieri
e di oggi c'è anche il problema della Sofferenza, e Simon
Weil davanti a questo problema dice: "Il cristianesimo non
è un rimedio soprannaturale contro la sofferenza, ma un
impiego soprannaturale della sofferenza"
, proprio
perché Cristo è risorto.
ESEMPI
UTILIZZABILI...
Sale e Spugne
Due muli tornavano dal mercato, seguiti a piedi dal padrone.
Uno era carico di spugne e l'altro di sale. Quello carico di
sale avanzava a fatica, pieno di sudore a causa del peso del
sale; quello che portava le spugne, trotterellava leggero e prendeva
in giro il compagno malcapitato. Giungono a un fiume, che devono
guadare, ed entrambi entrano nell'acqua, e che succede? Quello
carico di spugne comincia a sentirsi sempre più oppresso,
finché annega sotto il peso delle spugne che si sono riempite
di acqua; quello carico di sale si sente sempre più leggero,
perché l'acqua va sciogliendo il sale, finché con
un balzo è al sicuro sull'altra riva, libero da ogni peso.
Supponiamo che una persona avesse incrociato quella comitiva
prima di giungere al fiume e avesse esclamato rivolto al mulo
carico di sale: "Beato te che sei affaticato e gemi!",
quindi, rivolto all'altro mulo, avesse detto: "Sventurato
te che ridi e ti diverti!". Un osservatore esterno avrebbe
detto che quello era un insulto o una presa in giro. Il fatto
è che, provenendo dalla direzione del fiume, quell'uomo
sapeva cosa aspettava i due. Anche Gesù sa cosa ci sta
davanti e per questo dice: "Beati voi poveri, guai a voi
ricchi".
Il segreto della felicità:
è una vecchia leggenda, ma
.
Racconta una leggenda persiana che v'era un re infelice, mesto
tutto il giorno, melanconico nella notte. Non ne poteva più.
Radunò allora i sapienti del suo regno e domandò
cosa dovesse fare per essere felice. Molte furono le risposte,
ma una sola piacque particolarmente al re e fu dell'ultimo, che
così parlò:
- O re, se vuoi essere felice devi indossare la camicia dell'uomo
felice.
Furono spediti molti servi a cercare l'uomo felice.
Batterono alla porta del ricco, entrarono nella casa del potente
e domandarono di poter parlare con essi; ma poi mesti, tornarono
sui loro passi. Erano costretti a concludere: 'Non abbiamo trovato
l'uomo felice'.
Ma, già vicini alla reggia, videro in un campo, sotto
il sole d'estate, un uomo curvo sul suo lavoro, bagnato dal suo
sudore: cantava così lietamente che era una delizia. Non
c'era dubbio era quello l'uomo felice. Si avvicinarono, lo interrogarono
e poi a nome del re gli chiesero la sua camicia.
Il buon uomo sorridendo rispose sereno: - lo non ho camicia!
- I messaggeri del re allora insistettero: - Allora, come fai
ad essere così felice, pur essendo povero?
Quegli rispose: 'Io ho il sorriso del Buon Dio: questo mi basta
per essere felice!'
Innamorarsi del Vangelo
Quando avevo circa quindici anni si è verificato nella
mia vita un avvenimento particolarmente importante: l'incontro
con un amico protestante, apprendista meccanico, che abitava
nella stessa casa in cui abitavo io. Tra gli altri egli leggeva
i libri di Victor Hugo e Pascal, per ricuperare gli studi che
aveva interrotto contro la volontà di suo padre.
Un giorno mi domandò: "Conosci il discorso della
montagna?". E io, tutto confuso, gli risposi di no. In effetti
lo avevo sentito leggere in Chiesa, ma mi era entrato in un orecchio,
per uscire dall'altro. Allora quel ragazzo mi lesse il discorso
della montagna con un accento così penetrante, così
personale, così convinto, che ne rimasi sconvolto. Il
Vangelo divenne per me la voce di Qualcuno, la voce di un amico
e mi colpì come una confidenza personale, che si rivolgeva
alla parte più intima di me stesso. - (M. ZUNDEL, Scintille,
Milano 1990, p. 124).
Il ricco.
Anni fa ho conosciuto in ospedale un uomo ricco che mi confessava
di aver fondato la sua esistenza sul denaro. Mi diceva: "Padre,
adesso che sono vicino alla morte mi accorgo di quanto ho sbagliato
a mettere il denaro al primo posto nella mia vita". E questo
pover'uomo mi raccontava delle fatiche fatte per moltiplicare
i suoi capitali, per comperare sempre nuovi beni. Il ricco non
vive felice. Quest'uomo mi diceva: "Vede, anche adesso che
sono qui ammalato grave, sono preoccupato delle mie proprietà
e di come finirà la mia eredità". Gli ho detto:
"Ma non ha fatto testamento?". "sì, l'ho
fatto, ma i miei figli sono purtroppo come me e sono sicuro che
finiranno per bisticciare quando si divideranno l'eredità".
- (R GHEDDO, Gesù su Rai Uno, Casale Monferrato 1994,
pp. 203-204).
D. TOMMASO DURANTE sdb | E-mail: tduranteicp@pcn.net
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