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      TEMPO ORDINARIO - ANNO LITURGICO C   |  31 gennaio 2010 / 4a Domenica
     LITURGIA e LETTURE DELLA DOMENICA    
|   Sussidio per l'Omelia


AFORISMI...



""Che cosa c'è da fare per uscire da questa situazione di difficoltà?", il Cardinale Benelli rispose: "Non c'è niente da fare, c'è tutto da essere: essere cristiani veri".

"C'è una cosa più grande della tua azione: la Preghiera; c'è una forza più efficace della tua parola: l'Amore". Carlo CARRETTO

"Chi vuol fare qualcosa, trova un mezzo; chi non vuol fare nulla, trova una scusa". PROVERBIO ARABO

"L'apostolato e la propaganda non hanno nulla in comune. Il vero apostolato testimonia per mezzo della vita e questa testimonianza attira al pari della gioia". CARD. J. SALIEGE.

"La primavera incomincia con il primo fiore, il giorno con il primo barlume, la notte con la prima stella, il torrente con la prima goccia, il fuoco con la prima scintilla, l'amore con il primo sogno" DON PRIMO MAZZOLARI.

"Chi conosce il rovescio d'ogni cosa? Quante volte c'è l'aurora dietro la montagna?" JUAN RAMÒN JIMENEZ.

RIFLESSIONI...


Domenica scorsa abbiamo riflettuto sull'importanza della Parola di Dio: in questa domenica dovremmo capire che ogni cristiano è un profeta. Il profeta è colui che indica la strada per arrivare alla Salvezza.
Nella prima lettura abbiamo la chiamata di Geremia a profeta, e la vita di Geremia è stata una vita sofferta, a causa degli uomini, per essere fedele alla vocazione che Dio gli aveva dato, ma Dio l'aveva assicurato: "Ti faranno guerra, ma non Ti vinceranno, perché io sono con Te per salvarti" (Ger 1,19).
E Gesù, nel Vangelo, nella Sinagoga di Nazaret, dopo aver letto e deposto il Rotolo del Profeta Isaia dice: "Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato"… e davanti alla reazione negativa dei suoi concittadini dice anche "Nessun profeta è ben accetto nella sua patria" (Lc 4,24).

Geremia e Gesù ci dicono che il profeta non segue le mode, indica la strada da seguire se si desidera fare la Volontà di Dio, e per questo quasi sempre va controcorrente: Il cristiano nel Battesimo è diventato, Re, Profeta e Sacerdote, se si impegna a vivere la Grazia del Battesimo, deve essere Segno della strada che conduce alla salvezza, e tante volte anche Lui è chiamato ad andare controcorrente. Gesù, una volta accettata la vocazione del Padre conserva sempre la Libertà di fare quello per cui era stato mandato, ed è per questa libertà che accetta la croce…., e con la Sua Risurrezione ci lascia il "Segno visibile della Chiesa".

San Paolo nella seconda lettura integra il tema del profetismo e ci dice che il dono più grande che Dio ci può fare è il dono della Carità, e la risposta più bella che noi possiamo dare a Dio è rispondere generosamente a questo suo dono. Il sapere moderno ha trovato il modo di valutare il quoziente di intelligenza delle persone, e uno più è intelligente e più può…, chissà perché non ha ancora trovato la possibilità di misurare il quoziente della bontà del cuore, il quoziente della Carità, e il Signore ci valuterà sul quoziente della Carità…

Oggi la Famiglia Salesiana festeggia don Bosco: se Gli avessero misurato il quoziente della bontà del cuore…, ed è per questo che è amato e seguito nel nome del Signore Gesù…

ESEMPI UTILIZZABILI...




Paradosso evangelico
Un vecchio numero di Readers Digest Selezione riferiva di un dialogo tra un giovane e un anziano. Affermava il giovane: "Non serve a nulla la religione: guarda quanta gente continua a peccare ogni giorno". Ribatteva ironicamente l'anziano: "Non serve a nulla l'acqua: guarda quanta gente continua a sporcarsi ogni giorno". Ecco: il paradosso delle beatitudini consiste proprio in questa incomprensione degli ideali veri da parte di molti. Le beatitudini non sono la felicità. Tutt'altro. Ma procurano la felicità eterna, rivoluzionando la scala dei valori, capovolgendo le aspirazioni umane, esaltando l'esperienza soprannaturale della vita.

"Perfetta Letizia "
S. Francesco d'Assisi e frate Leone camminavano a tarda ora verso un convento lontano. E Francesco diceva press a poco così: "Se noi, giungendo al convento così stracciati e bagnati, bussassimo alla porta del convento, il frate portinaio ci scambierebbe per mendicanti, ci direbbe che è tardi, che non c'è più nulla per noi o che sarebbe meglio se andassimo a lavorare, e questo già sarebbe grande letizia. Ma se noi insistessimo a bussare perché nevica, abbiamo freddo e fame, il portinaio si arrabbierebbe certamente e, uscito fuori, con un randello ci picchierebbe come fossimo ladri e gentaglia malintenzionata lasciandoci a terra sanguinanti e rotti... 'se noi tutte queste cose sosterremo pazientemente e con allegrezza, pensando le pene di Cristo benedetto... o frate Leone, scrivi che in questo è perfetta letizia"'.

La Gioia nella Bibbia
In un film americano un po' sdolcinato ma abbastanza chiarificatore, un pastore protestante è invitato a non predicare sempre con toni apocalittici, minacciando soltanto castighi e condannando il peccato e ogni allegria: "Secondo il mio papà", gli dice una bimbetta, "nella Sacra Scrittura si parla della gioia più di 500 volte. Perché Lei non ne parla mai?". Il pastore non dormì tutta la notte: scorse l'intera Bibbia e trovò che la gioia è raccomandata 508 volte. Il giorno dopo tenne il sermone più gioioso del mondo ricordando che Gesù è venuto proprio per acquistarci la felicità e per sempre. Da allora in poi cambiò il tono delle sue prediche, e la vita della parrocchia fu veramente trasformata per l'intervento di quella bimbetta che sapeva sorridere in ogni occasione, con la grazia di Dio.

Dio ama tutti…
"Dio ama tutti quelli che credono in Lui e vivono secondo la sua volontà" (Atti 10,35).
- "Un giorno un grande principe orientale fece chiamare a corte il più saggio dei maestri religiosi del suo regno. Gli chiese:
- Sento dire che è vostra opinione che le varie religioni portano tutte ad un unico Dio, invocato con nomi diversi; e perciò, secondo voi, Dio ama ugualmente il musulmano, il buddista e il cristiano: purché tutti in buona fede.
Rispose il maestro: - Ascoltate, o sovrano, questo racconto: Un padre aveva numerosi figli e un ricco tesoro. Nel tesoro erano custodite molte perle preziose, tutte simili, ma tra esse ce n'era una d'inestimabile valore. Un giorno il padre divise con amore il suo tesoro tra i figli, ormai adulti. Tutti pensavano d'avere la perla preziosissima e contenti si sparsero per il mondo, a vivere la loro vita.
Quando qualcuno di loro scopre finalmente che la sua perla non è quella d'inestimabile valore, con dispiacere, ma anche con gioia, raduna gli altri fratelli e dice loro:
- Questa mia perla non è la più bella, tuttavia sicuramente attesta che io sono vostro fratello e che vostro padre è anche mio padre!
Piacque al re l'insegnamento e d'allora nel suo regno tutti i fedeli delle Varie religioni si amano come fratelli e onorano con nomi e riti diversi il Padre di tutti.

Dio è....
- Una leggenda racconta che quando Adamo ed Eva furono espulsi dal paradiso terrestre, Iddio nella sua grande bontà dette loro un medaglione, su cui c'era scritto il proprio nome. Col passare dei secoli il medaglione fu perduto e poi, finalmente ritrovato. Vi si leggevano però solo queste parole: "DIO è ... ".
Tutti i popoli cercarono di completare la frase.
Gli egiziani vi lessero: DIO è mistero.
I babilonesi: DIO è l'ordine del cielo.
I greci: DIO è bellezza.
Gli ebrei: DIO è santità.
I Romani: DIO è legge.
I cinesi: DIO è tutto.
Gli indiani: DIO è il mondo.
I buddisti: DIO è l'indefinibile.
I cristiani, solo i cristiani, dettero questa definizione di Dio: DIO è amore, perché l'aveva loro rivelato lo stesso Figlio di Dio. E fecero "centro". Anche tu nella vita non sbaglierai la mira e "farai centro" solo se accoglierai tutto quello che Dio ha rivelato e lo adempirai soprattutto amando.

                                                                         D. TOMMASO DURANTE sdb |  E-mail:  tduranteicp@pcn.net 

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