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      TEMPO di PASQUA - ANNO LITURGICO C   |  23 maggio 2010 / 8a Dom. Penteocste
     LITURGIA e LETTURE DELLA DOMENICA    
|   Sussidio per l'Omelia


      AFORISMI...


""Senza lo Spirito Santo, Dio è lontano, il Cristo resta nel passato, il Vangelo è lettera morta, la Chiesa una semplice immaginazione, l'autorità una dominazione, la missione una propaganda, il culto un'evocazione e l'agire cristiano una morale da schiavi. Ma nello Spirito Santo il cosmo si solleva e geme nelle doglie del parto, il Cristo Risuscitato è presente, il Vangelo è potenza viva, la Chiesa è comunione trinitaria, l'autorità è servizio liberatore, la missione è Pentecoste". IGNATIOS di LATAKIA

"Lo Spirito Santo vi guiderà alla verità tutta intera. Noi siamo facili a dimenticare la verità soprattutto la verità che impegna, la verità che mette in crisi, la verità che fa luce sulle nostre cattiverie. Oggi abbiamo bisogno che Qualcuno risvegli dall'alto la memoria delle cose sante, delle cose che danno senso alla vita". CARD. Leo J. SUENENS.

"Lo Spirito Santo non ci porta il fuoco e la luce: li trae da noi. Così il fuoco che si appicca alla candela non la lascia più fino a quando non sia interamente consumata" PAUL CLAUDEL.

"Non lasciar crescere l'erbaccia sul cammino dell'amicizia" PLATONE.

"È il distacco a rendere eterne tutte le cose" SIMONE WEIL.


      
 RIFLESSIONI...


A. Solzenicyn ha detto: "Abbiamo dimenticato Dio: questo è il vero male; il resto è solo conseguenza".
Se il cristiano dimentica Dio, Lo Spirito Santo …, non può mai trovare quella fiducia e quella serenità che cerca.
La Solennità di Pentecoste ci ricorda che Lo Spirito Santo cambia la vita e dona al cuore la Speranza.
Vivere e testimoniare il Vangelo costa, del resto Gesù non ci ha promesso la felicità in questo mondo, però ci ha promesso la serenità "non sia turbato il vostro cuore" … Tutte le sfide della vita possono essere superate serenamente, se siamo convinti che il Signore è vicino a noi.

La Parola di Dio di oggi ci ricorda che un gruppo di uomini ricchi di paura, chiusi nel Cenacolo, per il dono dello Spirito diventano uomini pieni di speranza e di coraggio. La predicazione di Pietro e degli undici e con l'adesione al messaggio di tanti ascoltatori, che hanno il coraggio di pentirsi dei loro peccati, e chiedono il Battesimo, nasce la Chiesa.

Questa Chiesa è presente oggi nel mondo e manifesta la sua vitalità attraverso tante persone che cercano di realizzare nella loro vita il progetto di Dio.
E' stato detto che fa più rumore un albero che cade che non una foresta che cresce.
Dovremo vedere la Chiesa proprio come foresta che cresce attraverso la testimonianza fedele di valori evangelici di tante persone, anche se ce ne sono tante altre che usano la Buona Notizia che hanno ricevuto per interessi personali.

Noi non vediamo il Cristo Risorto o lo Spirito Santo, ma vediamo il professionista che mette la sua professionalità a servizio degli altri e nel posto di lavoro verso gli ultimi o andando addirittura in paesi in cui la vita è difficile e presenta dei rischi anche per la mancanza delle prime necessità.
Vediamo il Cristo Risorto nella famiglia che si vuole veramente bene e che nel giorno del Signore partecipa all'Eucaristia, e sa che non è sufficiente per rispettare quel giorno se manca di attenzione verso i fratelli, soprattutto i più diseredati.

La Solennità di oggi ci invita a recuperare la presenza dello Spirito nella nostra quotidianità, vivendo con disponibilità gli impegni che la vita ci offre.

      ESEMPI UTILIZZABILI...


LA MANDÒLA DEL MONACO
Il beato Notker, un monaco svizzero di Sangallo che, quasi per rivincita sulla sua balbuzie, compose magnifici canti religiosi (tra cui il "Victimae Paschali Laudes"), passava una sera lungo un torrente. Arrivato nei pressi del mulino di Presle, gli capitò di vedere un ragazzetto che abbassava la chiusa fermando così le ruote e le macine. Inaspettatamente ci fu silenzio completo. Allora il monaco, accordandosi con la mandòla, intonò il famoso canto che incomincia appunto con la frase: "Come un mulino senz'acqua, così è l'uomo senza lo Spirito Santo".

IL CRISTIANO NON È MAI SOLO
In una Poesia di Renzo Pezzani si legge di una rondine che giunse in ritardo all'appuntamento autunnale con le sue sorelle che si preparavano a partire. Tuttavia prese a volare anche lei sulle onde per trasvolare l'oceano. Era scoraggiata perché temeva di non poter portare a termine il suo viaggio da sola. Stava per cedere, quando, a un tratto, scoperse che sotto di sé un'altra rondine volava nella sua stessa direzione. Allora si rasserenò e, ogni qualvolta si sentiva stanca, guardava quella fida compagna e, cinguettando, riprendeva vigore. Così compì la lunga trasvolata. Ma quando giunse all'approdo, si accorse che l'altra rondine era scomparsa... Era solo la sua ombra che l'acqua rifletteva: aveva volato da sola con la propria immagine rispecchiata nel mare. Anche il cristiano si rende conto di non essere mai solo nel suo volo verso la perfezione. C'è sempre lo Spirito Santo che lo sostiene e lo conforta anche se invisibile e silenzioso.

IL DIVINO SOFFIO
La morte di Ugo da S. Vittore fu così descritta da un suo discepolo parigino: "La vigilia della sua dipartita, venni a vederlo di primo mattino; mi chiese se fossimo soli; alla mia risposta affermativa aggiunse: "Hai già celebrato la Messa?". "Certo", risposi. "Avvicinati dunque e soffiami in viso a forma di croce perché io riceva lo Spirito Santo". Poi, attanagliato già dall'agonia, mormorò con voce appena intelligibile: "L'ho ottenuto... Egli accoglierà l'anima mia". Cf. C. MURRET, Histoire Général de l'Eglise, vol. IV p. 377).

Nel paese che conosco io
Nel paese che conosco solo io, viveva gente di tutte le razze: bianchi, neri, gialli... e per una strana combinazione, ogni nazione del mondo era rappresentata e aveva un borgo per sé.
Tu dirai: "Che bello, anche a me piacerebbe abitare in un paese del genere, così potrei imparare molte lingue, conoscere molti costumi e molte culture!".
Altro che bello! Pensa, ogni gruppo viveva isolato, le case erano state circondate da filo spinato, ogni gruppo aveva le sue scuole, i suoi tram, i suoi negozi e guai a parlarsi tra di loro.
Praticamente era così da sempre, ognuno pensava di essere più furbo, più bello, più... più... degli altri. Ogni tanto arrivava in quel paese qualcuno che cercava di unire i vari gruppi, ma niente da fare; dopo un po', veniva cacciato via in malo modo.
Una mattina tutto il paese si svegliò e come al solito ciascuno si accingeva ad iniziare la sua giornata secondo le sue abitudini, ma in ogni casa, proprio in ogni casa, ci fu una sgradita sorpresa: tutti i bambini, proprio tutti, erano spariti.
Ci fu una grande paura, e tutti si riversarono nelle piazze e per le strade; nessuno faceva più caso se il vicino aveva un colore diverso.
Per giorni e per mesi tutti si unirono nella ricerca; anzi, per cercare meglio, avevano addirittura abbattuto i reticolati; dei bambini, però nessuna traccia.
Quando finalmente li ritrovarono erano in un luogo, che conosco solo io, a giocare tutti assieme.
Nel paese iniziò allora una festa, che oggi non è ancora terminata e che non finirà mai, perché ormai, grazie ai bimbi, tutti si volevano bene ed era passata l'epoca dei reticolati. - (E. OLIVERO, Nel paese che conosco solo io, Città Nuova).

                                                                         D. TOMMASO DURANTE sdb |  E-mail:  tduranteicp@pcn.net 

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