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      TEMPO di PASQUA - ANNO LITURGICO C   |  9 maggio 2010 / 6a Domenica
     LITURGIA e LETTURE DELLA DOMENICA    
|   Sussidio per l'Omelia


      AFORISMI...


""Ho trovato un'ottava opera di misericordia: rallegrare le persone tristi!". J. LAVERGNE

"Voglio veder ridere. Un cristiano non ha alcun motivo per essere triste e ne ha tanti per essere contento". SANT'IGNAZIO Di LOYOLA

"Il diavolo fa grande tripudio, quando può togliere la gioia dello spirito al servo di Dio". SAN FRANCESCO D'Assisi

"La montagna più alta è il limitare dell'uscio: superato quello, ogni ascesa è possibile" DON CARLO GNOCCHI.

"Chi ama più le proprie idee degli uomini, finisce presto o tardi per sacrificare gli uomini alle proprie idee" DON PRIMO MAZZOLARI.


      
 RIFLESSIONI...


La Parola di Dio di questa domenica ci presenta Gesù e il Padre da una parte, e Gesù e i discepoli dall'altra.
E' bello avere Dio nel cuore, ma è anche bello sentirsi nel cuore di Dio!
La prima lettura, tratta dagli Atti degli Apostoli, ci mette davanti il problema più importante della Chiesa primitiva. Paolo, nel suo viaggio missionario, aveva annunciato il Vangelo, e sono stati tanti quelli che hanno risposto alla grazia, e Lui si è solo preoccupato di essere l'intermediario della grazia, e ha donato loro il battesimo anche se non erano ebrei. Tornato ad Antiochia con i suoi collaboratori presenta alla Comunità dei Credenti i frutti della Grazia del Signore, ma nella discussione che ne deriva sorgono altri e grandi problemi: i gentili che sono chiamati dalla grazia a diventare discepoli di Cristo devono prima di ricevere il battesimo passare dalla tradizione del popolo ebreo, o la possono ignorare, perché anche Gesù era ebreo, e ha praticato tutta la Legge. Non è un problema semplice per la Chiesa, ma proprio perché la fede si fonda su Gesù, sul Padre, e sullo Spirito Santo, la Chiesa sa trovare la giusta soluzione, partendo dalla preghiera, si fa la discussione per arrivare alla soluzione: ai credenti non bisogna imporre nessun peso, se non il grande dono della grazia. E sotto la guida dello Spirito la Chiesa dimostra che ha imparato l'insegnamento di Gesù: "… E noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui"; " Vi lascio la pace, vi do la mia pace … ".
La prova del nostro amore per Dio è sempre il nostro comportamento con i fratelli, e dimostriamo che lo Spirito opera in noi se noi siamo nel cuore dello Spirito.
Noi siamo in cammino verso la Patria Celeste, insieme a tutta la Chiesa e agli uomini e donne di buona volontà del mondo, e siamo incarnati con la Chiesa nei problemi degli uomini del nostro tempo, e tanti problemi da noi si aspettano una risposta fedele al rispetto dell'uomo, ma quel Gesù che ha pregato per noi, ci invia il Paraclito perché le soluzioni siano secondo l'Amore del Padre. E la pace che Gesù ci lascia non porta scompiglio nei nostri cuori e nella nostra vita, e ci dice che anche le soluzioni, che noi diamo ai vari problemi personali e sociali, diventano impegno di libertà, quella libertà e quella pace che nessuno ci potrà mai togliere.
Se seguiamo con serenità e fiducia il cammino, nonostante tutti gli ostacoli, ci accorgiamo della presenza di Dio che cammina con noi: "Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui" (Gv 14,23).

      ESEMPI UTILIZZABILI...


Ricerca di Dio
Nei pressi di Chester; in Inghilterra, il giornalista George Borrow si trovò a passare davanti ad una carovana di zingari in sosta, quando fu scambiato per un sacerdote da quella gente. Gli dissero: "Mister, prete o pastore che siate, fermatevi un momento con noi, diteci una buona parola, parlateci un po' del Signore Onnipotente". "Non sono ministro, né pastore, sono un laico", rispose Borrow: "che il Signore sia con voi, è tutto quanto posso dirvi", e riprendendo il cammino gettò alcune monete ai bambini. Ma una zingara gli gridò dietro: "Tenetevi il vostro denaro, dateci invece Dio … gíve us God! ". - P. REGINALDO FRASCISCO, o.p.

Lasciarsi impregnare da Dio
Un filosofo indiano di questi anni, Sudhu Sundar Sing, ha scritto di noi: "Un giorno io stavo seduto sulla riva di un fiume. Presi dall'acqua un bel sasso rotondo, e lo spezzai. L'interno era perfettamente asciutto. Quel sasso giaceva in acqua da tanto tempo, ma l'acqua non era riuscita a penetrargli dentro. Allora pensai che la stessa cosa succede agli uomini in Europa. Da secoli il cristianesimo li circonda, ma non è penetrato, non vive in loro. L'errore non sta nel cristianesimo, ma nel cuore dei cristiani, che è impenetrabile come il duro sasso del torrente" TOMMASO Toschi, Gandhi ai giovani. Ed. Emi 1983. Pag. 166 167].

Lampada Eucaristica
In ogni chiesa cattolica la presenza eucaristica è segnalata dalla fiammella di una lampada: così il fuoco del nostro amore per il prossimo segnala quando siamo in grazia di Dio...
S. Colombano chiese un giorno al suo discepolo Desle: "Perché la tua faccia è sempre gioiosa e tu sorridi sempre quando lodo gli altri e biasimo il tuo lavoro?". "Il fatto è", rispose il giovane monaco, "che niente può rapirmi il mio Dio".

Io sono chiesa!
In Cina, durante la persecuzione contro i cristiani, i soldati dopo aver messo in carcere il sacerdote e le suore insegnanti, avevano distrutto anche la chiesa del villaggio.
Un ragazzino cinese, che non sapeva nulla di questo, si avvicinò alla chiesa distrutta, ma i soldati con lo sguardo cattivo e il fucile in mano, lo fermarono, chiedendogli:
- Dove vai? Che vieni a fare qui?
- Vengo al catechismo - rispose.
- Non c'è più catechismo!
- Voglio vedere il missionario. Non c'è più il missionario: l'abbiamo portato in carcere. Allora io voglio entrare in chiesa! Non vedi che l'abbiamo distrutta? Non c'è più chiesa!
Il fanciullo stupito ed addolorato tace. Ma, dopo qualche istante, dice serenamente: - Avete detto che non c'è più la chiesa? Ma io, sono battezzato, sono della famiglia di Dio, abita in me lo Spirito Santo... Io sono chiesa' - P. Emilio D'ANGELO.

Diventare immagini di Gesù, Figlio del Padre.
Un santo era appena morto e si presentò alle porte del Regno glorioso di Dio. Batté e la voce di Gesù risorto domandò:
- Chi sei? E quello:
- Sono io, non mi conosci? Posso entrare?
Nessuno risponde e le porte non si aprono.
L'amico di Gesù, preso dalla tristezza, pensò: Forse avrò qualcosa ancora da purificare nel purgatorio, e si allontana. Ci ripensa però e disse a se stesso: Non avrò risposto giusto.
Torna alla svelta, bussa di nuovo alle porte del Paradiso e di nuovo Gesù domanda:
- Chi sei?
Il santo allora risponde con semplicità:
- Sei tu, Gesù, che ho copiato nella mia vita!
Allora si spalancarono le porte del Regno della gioia, dove entrano solo i fratelli "gemelli" di Gesù risorto.

                                                                         D. TOMMASO DURANTE sdb |  E-mail:  tduranteicp@pcn.net 

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