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      TEMPO DI QUARESMIA -  ANNO LITURGICO C   |  4 aprile 2010 / 1a Dom.: Pasqua
     LITURGIA e LETTURE DELLA DOMENICA C  
|  Omelia di approfondimento


MORALE PASQUALE DELL'ANIMA RISUSCITATA:

"Questo è il giorno che il Signore ha fatto: rallegriamoci ed esultiamo".

E' lo squillante grido erompente dalla liturgia odierna. E' il delizioso ritornello che martellerà la nostra anima durante tutto il periodo pasquale: gioia celestiale per la risurrezione del Signore.
Dopo il lungo periodo di tristezza e di austerità, dopo la lugubre settimana della Passione, eccoci alla purissima gioia della risurrezione, inaugurata solennemente questa notte col triplice grido dell'Alleluia.
Festa di gioia, dunque, è oggi, festa del tripudio e del melodioso inno di riconoscenza al nostro Dio: "Celebrate il Signore, perché è buono, perché eterna è la sua misericordia" (Salmo responsoriale). Nessun'altra festa più di Pasqua è capace di manifestare al nostro spirito la meravigliosa bontà del Signore. Ma perché questo sia possibile , dobbiamo sforzarci di penetrare un po' nel mistero che oggi celebriamo.

ANDIAMO AL SEPOLCRO DI GESÙ

Con le donne, di cui parla Luca nel Vangelo, o con la Maddalena, di cui parla Giovanni, andiamo anche noi al sepolcro di Gesù. Non già con gli aromi sepolcrali per rendere omaggio al suo corpo esanime, ma con la fede nella sua parola.
"Il Figlio dell'uomo... il terzo giorno risusciterà" (Lc. 18,33). Con la fede della Madonna che, per questo, non era nel gruppo incamminato al sepolcro, ma godeva già col Figlio le gioie della risurrezione.

Osserviamo la pietra ribaltata, i soldati fuggiti in preda al terrore, l'ingresso del sepolcro folgorante di luce. Accostiamoci. Anche a noi l'angelo del Signore ripeterà: "Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato" (Lc. 24,5-6).
E' il grande annuncio che ben presto si diffonderà tra gli sbigottiti discepoli di Gesù e causerà quel convulso via vai al suo sepolcro, quella ridda di supposizioni, quella incertezza mista di gioia e di paura...
Il Vangelo dei prossimi giorni ci racconterà tutte le apparizioni del Risorto e, insieme a tutti gli onesti, saremo obbligati, saremo obbligati a concludere che se c'è un fatto certo, questo è la risurrezione di Gesù. "Non è qui!... E' risorto !".

NB/ Quanto segue (ed è tra parentesi) si può tralasciare per non prolungare troppo l'Omelia...

(Per comprendere la grandezza di questo annuncio ritorniamo, solo per un attimo, al Venerdì Santo. A che cosa era ridotto Gesù?
Pensiamo. La croce, lo strazio delle sue membra, la gioia satanica dei suoi crocifissori, l'empia affermazione della loro vittoria, il ghigno beffardo del principe delle tenebre... Poi la mesta ombra del sepolcro. La fine?

Gesù ha risposto a satana, ai suoi nemici, ai suoi discepoli, al mondo intero alla storia con l'improvviso tuono della sua risurrezione. Il sepolcro vuoto ne è la testimonianza, lo spavento delle guardie ne è la conferma...
Non è vero che Gesù non sia comparso ai suoi nemici (come fu detto non molto tempo fa...): infatti regala la sua prima apparizione proprio alle guardie... Ma queste furono messe a tacere con un pugno di soldi. E così coloro che avrebbero potuto diventare i primi testimoni della risurrezione, ne divennero i primi... mercanti...

Con la sua risurrezione Gesù passa dall'ignominia all gloria, dalla morte alla vita, dalla sconfitta alla vittoria.
"Noi sappiamo che Cristo è veramente risorto" grida esultante la Sequenza della Messa odierna.
Questo è il nostro grido. E' la sicura professione della nostra fede. La rinnoviamo oggi con tutto lo slancio del nostro cuore: Cristo è risorto! "Noi siamo testimoni... e (Gesù) ci ha ordinato di annunciare al popolo e di attestare" (At. 10,39.42) la sua risurrezione.

Paolo VI nel 1964 esclamava: "Noi siamo testimoni di questo fatto. Siamo la voce che si perpetua di anno in anno nella storia (...) siamo la voce che ripete la testimonianza irrefragabile di coloro che per primi lo videro con i propri occhi e lo toccarono con le loro mani (...), siamo i trasmettitori da una generazione all'altra(...) del messaggio di vita della risurrezione di Gesù. Siamo la voce della Chiesa (...): Gesù è risorto" (PAOLO VI, 29-3-1964).
"Se Cristo non è risorto è vana la nostra fede" (1 Cor. 15,17); Paolo ha ragione. Ma è anche vero che, per noi, sarebbe vana la sua risurrezione senza la nostra fede; cioè senza accettarlo come ragione dei "sì" e dei "no" della nostra vita della nostra morte. ).

CERTEZZA CHE DA' GIOIA

La risurrezione di Gesù è una certezza che dà una indicibile gioia.


In un pomeriggio domenicale, un uomo entrò nella canonica del parroco di Ars e gli domandò: - Signor Curato, credete proprio a tutto quello che dice il Vangelo?
- Ma certo, figlio mio.
- Ma è proprio sicuro che Gesù dopo la sua morte è risuscitato?
- Sicurissimo.
- Proprio sicuro come è sicuro che domani, dopo la Domenica, ci sarà un Lunedì?
- No, molto più sicuro.
- Come il sole che ora tramonta e sorgerà di nuovo domani mattina?
- No, molto più sicuro, perché può darsi che dopo una domenica non ci sia un Lunedì, e che dopo un tramonto non ci sia un'altra aurora. Ma non può assolutamente darsi che le parole di Gesù non si realizzino.
- Quali parole? - domandò allora quell'uomo.
- Queste, per esempio: "Dopo tre giorni risusciterò da morte".
Quell'uomo, commosso, se ne partì, ma con le stesse convinzioni del Santo Curato d'Ars
(TROCHU, Il Curato d'Ars).

Solo se abbiamo in noi questa certezza possiamo ripetere con gioia: "Questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo".
Oggi è il compleanno del mondo. E' la festa che celebra la nascita di un mondo nuovo. Sì. Questo è il "giorno " per eccellenza. Il giorno che ha fatto il Signore.
Gli altri giorni li abbiamo fatti noi. So o opera nostra. I giorni del tradimento, dell'abbandono, della fuga, del rinnegamento, dell'odio, della viltà, del peccato: li abbiamo inventati noi. Fanno parte del nostro "vecchio" calendario.
Oggi, invece, è il giorno creato dal Signore. E' il primo mattino del mondo. E' un giorno "nuovo". E' il primo giorno della nuova creazione.
Noi abbiamo inventato le tenebre. Lui ci offre la luce. Non abbiamo accumulato sozzure. Lui ci inonda di acqua purificatrice.
Noi abbiamo creato la morte. Lui ci regala la vita. Noi ci siamo specializzati a combinare guai, nel rovinare ogni cosa. Lui ha provveduto a "rifare", a proprie spese, tutto da capo. Noi abbiamo fabbricato l'odio. Lui ha risposto col perdono. Noi abbiamo scelto il peccato. Lui ha reagito con la misericordia. Noi l'abbiamo condannato. Lui ci ha "graziati".
Questo è il giorno del "passaggio". Passaggio dall'uomo vecchio all'uomo nuovo. Traslochiamo dal mondo vecchio a un mondo nuovo.
"Cristo nostra Pasqua"... (1 Cor. 5,7).
Pasqua, letteralmente, significa "passaggio". Ora, Gesù è il nostro "passaggio".
In Lui passiamo da uno stato di separazione a un rapporto di comunione. Da una situazione di morte alla vita.
La pietra tombale è quella che ci murava nel nostro mondo vecchio, fatiscente, inabitabile. Lo stesso mondo decrepito, soffocante, in cui siamo rimasti imprigionati.
Gesù ha scaraventato lontano quel masso. E noi siamo usciti con Lui fuori dalla prigione. Lui ci ha fatti passare in un mondo nuovo. Lui, il nostro passaggio.
Attraverso questo "passaggio" siamo usciti dall'oscura cella dei nostri difetti, delle nostre passioni, e a stento gli occhi riescono a sopportare la luce che ci viene incontro all'uscita.
Gesù, oggi, ci offre il "suo" giorno.
Ci consegna un mondo nuovo. E l'unica raccomandazione è quella di non tornare indietro. Neppure per recuperare le nostre cianfrusaglie . Dobbiamo tagliare i ponti col vecchio, con l'odio, con le divisioni, con le nostre meschinità.
Non rimpiangere il nostro calendario.

NB/ Qui, per i semplici fedeli, si può concludere con la:

1. CONCLUSIONE.

Si tratta di seguire il "suo" calendario, scandito dalla novità: "Camminate in novità di vita", ci esorta San Paolo. Dobbiamo abituarci alla luce, all'amore, alla libertà.

Far Pasqua vuol dire cambiamento radicale di vita. Così la nostra risurrezione sarà evidente. I nostri fratelli vedranno le nostre opere buone e ne daranno gloria a Dio.
"Così quando Cristo, nostra vita, apparirà nella gloria, anche voi comparirete con Lui rivestiti di gloria".


A Coblenza, un giovane studente, orfano di padre, vivace ed intelligente, si diede ad una vita di peccato ed era perciò il martirio di sua madre.
Un giorno commise un grave delitto, e perciò fu condannato al carcere. La madre cadde ammalata di crepacuore; sentendosi vicina alla morte, chiese ed ottenne di vedere suo figlio.
Quando questi entrò nella stanza della madre, ella aveva perduto la parola; però lo riconobbe e gli diede uno sguardo lungo e pieno d'angoscia; poi morì.
Il figlio profondamente sconvolto e commosso, rientrò in carcere.
Era vicina la Pasqua: si confessò, ricevette la S. Comunione. Scontata la pena, riprese i suoi studi, si fece Sacerdote e missionario; convertì molti peccatori. Fu il Padre Staslacher della Compagnia di Gesù.
Ecco una risurrezione vera, evidente, costante. - Qual è la nostra risurrezione?

Cari fratelli, chiediamo alla Madonna che ci aiuti a risorgere a vita nuova e ad essere luminosi testimoni di Gesù Risorto.

2 CONCLUSIONE:

Non rimpiangere il nostro calendario. Si tratta di seguire il "suo" calendario, scandito dalla novità: "Camminate in novità di vita", ci esorta San Paolo. Dobbiamo abituarci alla luce, all'amore, alla libertà.
In breve possiamo compendiare così la morale pasquale dell'anima risuscitata:

a) Novità di vita, nella grazia, nel fervore, nella rinnovata adesione a Gesù: "Togliete via il vecchio lievito, per essere pasta nuova" (1 Cor. 5,7).

b) Vita di gioia: un risorto non può essere triste! "Non temete! Sono io!", ci ripete Gesù.
Qualunque cosa accada, c'è Lui, il Risorto, il vincitore del Maligno, il restauratore d'ogni cosa... Come si fa ad essere tristi, quando si è capito chi è Gesù e che cosa Egli vuole per ciascuno di noi? Quando si sa che ci chiama ad essere Suoi prediletti, sue anime consacrate?

c) Vita di luce: "Un tempo eravate tenebre, ora siete luce nel Signore. Comportatevi perciò come figli della luce..." (Ef. 5,).

L'anima consacrata è luce nei pensieri, luce nelle parole, luce nelle azioni, luce che illumina il mondo.

d) Vita di lotta:"Rivestitevi dell'armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo" (Ef. 6,11) Il possesso della vita pasquale, non è un possesso pacifico, perciò bisogna lottare continuamente.

e) Vita di testimonianza: come gli Apostoli, anche noi dobbiamo annunciare al mondo la risurrezione di Gesù. E come? Con le nostre parole e con la nostra vita, entrambe specchio della nostra fede, nell'esercizio di una carità costante (Cfr. L.G.: 38).

f) Vita celestiale: "Cercate le cose di lassù" (Col. 3,1). Gesù è nella gloria del Padre e là ci attende. Dove possono essere i nostri cuori se non dove è il nostro tesoro?...
Siamo risuscitati per vivere sempre. Ora la vita eterna è quella di lassù, con Gesù, con la Madonna , Regina gloriosa e trionfante.

Siamo fatti per la vita, non per la morte.



Nel giugno del 1985 un bambino di 11 anni, Aniello Taurasio, è rimasto ferito dopo essere caduto dal quarto piano insieme con la madre, che si era lanciata nel vuoto nell'intento di suicidarsi.
Il bambino aveva tentato di salvare la donna, aggrappandosi ai vestiti...
Un amore tanto più grande delle forze di un piccolo undicenne non è servito a sventare il gesto insano di una madre. Il piccolo si è salvato, ma la madre è morta.

Siamo fatti per la vita: il ragazzo l'aveva intuito. Giocò il tutto per salvare la vita della madre, ma non ci riuscì.

Gesù invece si è lanciato nel pauroso abisso in cui era caduta l'umanità. Ma il suo sacrificio ha salvato il genere umano."Per le sue piaghe noi siamo stati guariti" (Is. 53,5).

Pasqua, Festa della vita nel senso più reale. Gesù è risorto, l'uomo risorge. Pasqua, Festa della gioia più squillante.

Ci aiuti la Madonna a trasformare tutta la nostra vita in un gioioso "Alleluia di Pasqua", in attesa di poter cantare con Lei l'estasiante "Alleluia del Cielo".

                                                                                                                     D. SEVERINO GALLO sdb, (+ 2007)

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