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      TEMPO ORDINARIO - ANNO LITURGICO C   |  21 marzo 2010 / 5a Domenica
     LITURGIA e LETTURE DELLA DOMENICA    
|   Sussidio per l'Omelia


      AFORISMI...


"Il primo servizio che si deve al prossimo è quello di ascoltarlo. Chi non sa ascoltare il fratello ben presto non saprà più ascoltare Dio; anche di fronte a Dio sarà sempre lui a parlare". Dietrich BONHOEFFER

"Eccomi tra voi: ho messo il mio cuore vicino al vostro". PAPA GIOVANNI XXIII AI CARCERATI

"Non mi sono mai chinato a raccogliere il sasso, che mi venne gettato dall'una o dall'altra parte della strada". PAPA GIOVANNI XXIII

"L'ultimo e più decisivo di tutti gli argomenti è la conformità della nostra condotta con le nostre idee: se si potesse citare sempre la nostra virtù in prova della nostra fede, gli altri perderebbero i loro pregiudizi e si getterebbero nelle nostre braccia". JOSEPH DE MAISTRE.

"È cosa naturale cercar di nascondere i propri difetti: ma, se è così, perché godere allora che siano manifestati i difetti altrui?" S. FRANCESCO DI SALES.


       
RIFLESSIONI...


La Parola di Dio di questa domenica ci porta l'attualizzazione della Parabola del Padre Misericordioso.
Fino ad oggi avevano portato a Gesù ciechi, sordi muti, paralitici, posseduti da demonio, sperando che Lui nel nome di Dio potesse guarirli, e Gesù quando ne ha constatato la fede l'ha sempre fatto. Hanno portato a Gesù una peccatrice, sperando che la condannasse, e non sapevano che Gesù non è venuto a condannare, ma a perdonare …
Gesù sentendo le cause per le quali quella donna è stata portata lì, e siamo nei cortili del Tempio, non la guarda, si mette solo ad ascoltare, e nel frattempo si mette scrivere per terra con un dito. Non sappiamo quale segno abbia voluto dare a quel gesto, anche se nel Vangelo di Luca (Lc 11,20) è scritto: Se .. io scaccio i demoni con il dito di Dio, è dunque giunto a Voi il Regno di Dio"
Mauriac in La Vie de Jesus, interpreta in modo stupendo questo segno: "Il Figlio dell'Uomo sapendo che quella sciagurata veniva meno per la paura e per la vergogna, non la guardava perché vi sono certe ore nella vita di una creatura in cui la più grande carità è non guardarla. Tutto l'amore di Cristo per i peccatori è racchiuso in quello sguardo sottratto".
E poi risolve il problema dicendo: "Chi i voi è senza peccato scagli la prima pietra .." e si arriva alla conclusione quando Gesù dice "Donna", nessuno Ti ha condannato, …, nemmeno io Ti condanno, va e non peccare più.
Vorrei soffermarmi senza tante pretese sulla parola "Donna", come la intende Gesù, ricordando quando l'ha usata. Gesù usa questa parola a Cana di Galilea, con Maria e a Maria che si trova ai piedi della croce .. con il titolo donna si rivolge alla Samaritana al pozzo di Giacobbe, e infine a Maria Maddalena nell'Orto dopo la risurrezione. Per Gesù in questi casi il termine donna equivale al termine "Sposa". Lui è lo Sposo Fedele, La Chiesa, in questi casi rappresentata da questa Umanità è la Sposa ..
Essere portati da Gesù, è il modo migliore per vivere la quaresima e prepararsi alla Pasqua ..

      ESEMPI UTILIZZABILI...


Una briciola di misericordia



Mi trovavo all'entrata di una sezione di polizia adibita provvisoriamente a prigione. C'erano con me altre persone: alcune venute per curiosità, altre perché avevano dei parenti. Aspettavano che si aprisse la porta. Sentii dei passi che si avvicinavano, poi delle voci rozze: una soprattutto, via via più stridente, una voce femminile. La porta si aprì, e io vidi uno spettacolo che non si cancellerà mai dalla mia mente.
Preceduta da due agenti e seguita da altri due, veniva avanti una donna; un poliziotto robusto la teneva per un braccio, un altro per l'altro braccio. Aveva i capelli scarmigliati, la tempia destra tutta lividi, la sinistra coperta da grumi di sangue; le vesti strappate e macchiate di sangue, e si dibatteva furiosamente per liberarsi dalla stretta degli agenti. L'ambiente era tutto pieno delle sue maledizioni e delle sue bestemmie. Agitava selvaggiamente la testa, mentre i sei uomini la trascinavano per il viale.
Che cosa potevo fare? Tra un istante, l'occasione sarebbe stata per sempre perduta. Che cosa fare? Pregare? Non c'era tempo? Darle del denaro? Non avrebbe potuto prenderlo. Non pensai neppure a chiedermelo. Non lo so. Ma un impulso improvviso mi spinse ad avanzare rapidamente e a baciarla sulla guancia. Gli agenti, sorpresi del mio gesto, allentarono per un momento la loro stretta? Neanche non lo so! So solo che la donna con uno sforzo liberò le braccia, congiunse le mani e, mentre il vento le faceva ondeggiare i capelli arruffati, alzò gli occhi verso il cielo grigio ed esclamò: "Dio mio!".
Poi si guardò attorno, come stravolta, e di nuovo legò gli occhi al cielo: "Mio Dio! Chi mi ha dato un bacio? Nessuno, mai, mi ha baciata da quando mia madre è morta".
Poi nascose il viso tra le mani e si lasciò condurre, come un agnello, fino alla vettura cellulare che doveva portarla via, ripetendo ancora: "Nessuno, mai, mi ha baciata, da quando mia madre è morta"

E' Gesù che perdona



Un piccolo zingaro di sette anni, Denis, era stato preparato da una nostra sorella alla sua prima confessione e comunione. Quando venne un po' tremante per il sacramento, lo accolsi con tutta la gioia possibile spiegandogli che Gesù lo aspettava per abbracciarlo e cancellare tutte le sue cose sbagliate. Cercai di spiegargli perché avevo la tunica e la stola: "Perché non sono io che ti perdono, è Gesù che ti perdona. lo gli presto solo la voce ... ". Appena finito il sacramento, vedo il piccolo Denis scattare in piedi e correre ad abbracciare a grande crocifisso che domina sul muro della nostra cripta, baciarlo ed esclamare: "Grazie Gesù!!".
Ecco un piccolo zingaro che, senza essere un teologo, ha avuto la grazia di capire il fulcro centrale del sacramento. - (A. GASPARINO, Il Sacramento del perdono, Leumann 1987, p. 31)

Fede e Proposito
A un giovane che considerava inefficace la confessione, perché aveva sperimentato più volte che il suo proposito di non peccare veniva sempre vanificato, mons. Francesco Olgiati ribatteva, da acuto maestro di vita spirituale: "Devi aver fede. Pensa un po' a S. Filippo Neri. Che gran santo era! Eppure, tenendo fra le mani l'Ostia consacrata, diceva: "Signore mio Gesù, non fidarti di me, non fidarti. Perché senza il tuo aiuto, io sono capace di peccare mortalmente anche fra cinque minuti... Ma col tuo aiuto, so che resisterò sempre, sempre, sempre". E andava in estasi nel pensare a quel "sempre". E infatti che cosa e impossibile per Dio?".

S. LUIGI DI PERIFERIA



Nella chiesa milanese della Madonna della medaglia miracolosa, retta dai Missionari di S. Vincenzo, in un sabato d'ottobre del 1987 venne celebrata la Messa inaugurale dell'anno scolastico per gli studenti della Media di via Martinengo. V'erano circa 500 ragazzi con i genitori e i professori. Prima di distribuire la comunione, padre Antonio, il coadiutore, tenne un discorsetto forse un po' imprudente ma certo inatteso: "Se qualcuno tra voi - disse in sostanza - ha perso il tempo della Messa in chiacchiere e scherzetti, non si sogni nemmeno di venire qui fra poco a fare la Comunione". Imbarazzo improvviso tra gli studentelli; e il missionario vincenziano così proseguì: "E se qualcuno nei giorni scorsi ha detto parolacce o addirittura bestemmie, non creda di poter ricevere il Corpo del Signore nel suo corpo forse già macchiato di altre colpe, senza pentirsene ... Anche i genitori cominciarono a fare i conti con la propria coscienza, arrossendone: "E se c'è chi pensa solo al proprio piacere senza pensare mai a Dio o aiutare chi muore di fame, non è degno del sacramento", concluse padre Antonio. Silenzio di tomba. Così quando il Parroco scende dalla balaustra con la pisside, nessuno dei ragazzi si fece avanti per la Comunione e gli adulti sembravano anch'essi delle statue di gesso. 'Infine, ecco il miracolo - si leggeva sui giornali -: un ragazzo solo si staccava dal gruppo e si avvicinava a ricevere l'ostia consacrata" (Corriere de/la Sera, 19/10/1987). La cosa non avrebbe molta importanza se, più tardi, non si fosse scatenata fra i cronisti ambrosiani una vera caccia per "trovare il S. Luigi di periferia", come lo chiamarono, per immortalarne le sembianze. Ma non lo trovarono. L'episodio fa pensare.

                                                                         D. TOMMASO DURANTE sdb |  E-mail:  tduranteicp@pcn.net 

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