TEMPO ORDINARIO - ANNO LITURGICO C | 14 marzo 2010 / 4a
Domenica LITURGIA
e LETTURE DELLA DOMENICA |
Sussidio per l'Omelia
AFORISMI...
"Ci vorrebbero molti buoni
preti (ed anche buoni cristiani) non per predicare, ma per prendere
contatto farsi amare, ispirare stima fiducia, amicizia, rendere
possibile un avvicinamento, dissodare la terra prima di seminare".
C. DE FOUCAULD
"La carità noi
non la facciamo. Dio, e Dio solo, può fare la carità.
Noi dobbiamo chiedergliela, noi dobbiamo riceverla". M.
DELBREL
"Devo essere fedele al
mio proposito, ad ogni costo: voglio essere buono, sempre buono,
con tutti buono". PAPA GIOVANNI XXIII
"Quello che importa nella
vita non è tanto il posto che occupiamo, quanto la direzione
che prendiamo". DELMES.
"Vivere senza Dio è
un tormento. L'uomo non può non inginocchiarsi, non lo
potrebbe sopportare, nessuno ne sarebbe capace. Se rigetta Dio,
si inginocchia davanti a un idolo di legno o di oro o immaginario".
FÈDOR DOSTOJEWSKI.
RIFLESSIONI...
.La Misericordia di Dio è
una sorpresa per tutti e diventa scandalo. Un Dio Misericordioso
"preoccupa" gli pseudo giusti perché sa perdonare
anche i pubblicani e i peccatori.
"Dio Padre di Misericordia che ha riconciliato a se il mondo
con la morte e risurrezione del suo Figlio, e ha effuso lo Spirito
Santo per la remissione dei peccati, mediante il ministero della
Chiesa Ti conceda il perdono e la pace.. e io Ti assolvo"
(Sacr Riconciliazione).
Nessuno dei due Figli della Parabola si accorge che è
amato dal Padre, nessuno dei due ha capito il grande amore del
Padre
perché? Non dipende certamente dal Padre
Il Figlio maggiore dirà al Padre: è da tanti anni
che Ti servo, e Tu non mi hai dato nemmeno un capretto per fare
festa
Il Figlio minore scappa di casa con la sua parte di eredità
"che spreca" e quando è nel bisogno, capisce
che può tornare a casa, da suo Padre, perché si
è accorto che Lì stava bene, ma si accontenta di
essere trattato come servo.
Il Padre sbalordisce tutti per la sua grandezza d'animo
Il Figlio minore quando torna ha il Padre che Gli corre incontro,
lo abbraccia e da ordine che gli venga messo:
L'abito della Festa: non l'abito del servo
L'anello al dito: viene ristabilito nella dignità filiale
I calzari ai piedi: segno dell'uomo libero, il servo abitualmente
va a piedi scalzi, e si inizia a fare Festa.
Con questi tre segni il Padre fa capire al Figlio minore che
Lui non ha mai smesso di trattarlo come Figlio, di amarlo
..
Il Figlio maggiore, che non è stato in casa per amore
del Padre, tanto che gli dice: "ecco, io Ti servo da tanti
anni, e non ho mai disobbedito a un tuo comando, e Tu non mi
hai mai dato un capretto
"(Lc 15,29), assomiglia agli
scribi e farisei, che non hanno stima di Gesù, perché
frequenta Pubblicani e Peccatori, che servono Dio con atteggiamenti
esteriori, non con la profondità dell'Amore che dovrebbe
esserci nel loro cuore
Il Padre invita anche il fratello maggiore a fare Festa "perché
questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era
perduto ed è stato ritrovato" (Lc 15,32).
Ritornare a Dio, vuol dire riscoprire che il Nostro Dio è
lento al'ira e grande nell'Amore e ricco di Misericordia
Il libro di Giona, il Ladrone crocifisso ci aiutino a entrare
in questo mistero, e a godere anche di questo Dio che ci è
sempre vicino, e che desidera che noi ci scopriamo sempre più
suoi Figli, che man mano che crescono desiderano acquistare le
virtù del Padre.
ESEMPI
UTILIZZABILI...
Esempi utili
Una Catena contenta.
"La catena si vergognava di se stessa. "Ecco - pensava
- tutti mi schivano e hanno ben ragione: la gente ama la libertà
e odia le catene".
Passò di lì un uomo, prese la catena, salì
su un albero, ne legò i due capi ad un ramo robusto e
ne fece un'altalena. Ora la catena serve per far volare in alto
i figli di quell'uomo ed è molto contenta". - (G.
RODARI, Novelle fatte a macchina, Einaudi).
Siate misericordiosi, come
il padre vostro, che è nei cieli (Lc 6,36).
S. Antonio abate per ispirazione divina viene a sapere che nella
ricca città d'Alessandria d'Egitto, tra tanti peccatori,
viveva un umile calzolaio da tutti considerato santo. Desideroso
di perfezionarsi sempre più nella vita cristiana, lo va
a trovare, per sapere da lui quale fosse il segreto per meglio
tendere alla santità.
Gli domanda:
- Cosa fai per camminare così bene nella via di Dio?
Gli risponde:
- Sono un niente nella via di Dio: faccio solo scarpe.
- Ma cosa fai ancora? Come passi le tue giornate?
- Le divido in tre parti: faccio otto ore di lavoro, otto di
preghiera, otto di sonno. S. Antonio, dopo aver riflettuto e
riscontrato che le sue giornate erano ancora più piene
d'opere buone, insiste:
- Ma qual è il segreto della tua santità? Forse
la tua povertà?
Risponde l'umile calzolaio:
- Anche qui faccio semplicemente tre parti dei soldi che guadagno:
una parte per i poveri, una per la chiesa, una per me.
E S. Antonio, che aveva donato tutto ai poveri per seguire più
da vicino Cristo, continua le sue domande:
- Cosa fai ancora per Dio? ... Come fai a vivere intimamente
con lui in questa città dove è imperante il peccato?
Risponde ancora con semplicità il calzolaio:
- Confesso di star male in questa città, spesso la notte
non dormo nel vedere intorno a me tanti peccatori e piango.
Spesso prego così: "Signore, ascoltami: questi peccatori
sono miei fratelli! Non condannarli, condanna me al loro posto!
Salva questi miei fratelli!".
Capì allora S. Antonio il segreto d'una vera santità,
quella che ci fa simili al Padre del cielo, che fa sorgere il
sole sui giusti e sugli ingiusti, fa piovere indistintamente
sui buoni e sui cattivi e ha mandato nel mondo suo Figlio a salvare
i peccatori.
Conversione e Martirio
La Chiesa che ha esaltato i convertiti divenuti santi, come Paolo,
Agostino, Ignazio e tanti altri, ha beatificato pure un apostata
come Antonio Neyrot, un frate piemontese di Rivoli, che, catturato
nel 1450 dai corsari saraceni mentre si recava a predicare il
Vangelo in Tunisia, si lasciò convincere ad abiurare dalla
fede per fuggire dalla schiavitù: folgorato dalla grazia
divina, mentre traduceva in latino il Corano, si riabilitò
gloriosamente, rivestendosi dell'abito domenicano e uscendo a
predicare il cristianesimo per le vie di Tunisi. Fu arrestato
e dopo le molte lusinghe, sottoposto a torture, resistette fieramente
e morì martire della fede, cantando lieto mentre lo lapidavano
a morte.
Oggi ancora ci si commuove ripetendo ai vespri l'antifona in
onore di questo figliol prodigo ritornato alla casa del Padre:
"Figlie di Gerusalemme, venite a vedere il martire con quella
corona con cui il Signore l'ha ornato nel giorno della solennità
e della letizia".
D. TOMMASO DURANTE sdb | E-mail: tduranteicp@pcn.net
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