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      TEMPO DI QUARESMIA -  ANNO LITURGICO C   |  7 marzo 2010 / 3a Domenica
     LITURGIA e LETTURE DELLA DOMENICA C  
|  Omelia di approfondimento


IL DOLORE: PERCHÉ'? CONVERSIONE

La parola centrale della liturgia odierna è: conversione.

Gesù nel Vangelo afferma con forza che solo convertendoci, possiamo salvarci. E questo è anche il richiamo fondamentale della Quaresima: portare gli uomini alla conversione.
Nessuno si deve ritenere esentato dalla conversione, pensando che sono gli altri che devono farlo. Certo, il cristiano - e tanto più il Religioso che per sua natura è missionario - deve essere strumento della conversione degli altri.

Ma questo è possibile solo nella misura in cui egli stesso si mette in un atteggiamento di costante conversione.
Questo ci aiuta ad essere umili, non ritenendoci protagonisti della missione, ma servi inutili: perché l'unico vero protagonista della conversione è sempre e solo Gesù, con la Sua grazia.

PERCHÉ ? PERCHÉ?

a) Ogni giorno ci giunge notizia di fatti sconvolgenti: soprusi, ingiustizie, atti criminali, delitti politici, disgrazie, catastrofi...
Anche a Gesù fu portata notizia di una repressione politica: "quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva mescolato con quello dei sacrifici" (VANGELO).
Anche Gesù conosceva casi di disgrazie: "quei diciotto sui quali rovinò la torre di Siloe e li uccise" (VANGELO).

b) Di fronte ad ognuna di tali notizie, noi ci chiediamo: "Perché?".
Perché Dio fa questo? Perché lo permette?... E non sapendoci dare una risposta, talvolta finiamo per dubitare di Dio, peggio, finiamo per dire: Dio non esiste.

c) Al fondo, allora come oggi, c'è la stessa mentalità: quella di attribuire gli eventi direttamente a Dio e di considerarLo come l'onnipotente burattinaio o castigamatti della storia!

Di fronte al dolore, Gesù non dà una risposta, ma un ammaestramento:

a) Gesù non dà una spiegazione dei tristi fatti che gli vengono riferiti.
Sul problema del male e del dolore la stessa Bibbia avanza a tentoni.
Ancora oggi, nonostante la luce che viene dalla Passione redentrice di Gesù, noi balbettiamo riguardo al dolore.

b) Sappiamo che il male fisico si radica nel fatto che la realtà al di fuori di Dio è partecipata, non assoluta, e quindi non è perfetta; sappiamo che il male morale si radica nella libertà umana; ma questo, pur essendo vero, non dà sollievo al nostro cuore umano.

c) E' meglio apprendere la lezione da Gesù:

* Il male, le disgrazie non vanno intesi come automatica punizione di colpe personali dei colpiti. Se così fosse, chi resterebbe in vita? "Credete forse che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei?... che quei diciotto... fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? (VANGELO).

* Eppure, anche il male, le sofferenze, le disgrazie - che sono male e restano male - possono diventare sorgente di bene. Cerchiamo di cogliere l'ammaestramento di Gesù: "Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo" (VANGELO).
* Gesù non è venuto a spiegarci il mistero del dolore, ma lo prese su di Sé e lo rese strumento di redenzione e di grazia. Non liberò dal dolore nemmeno la Sua Mamma, ma la volle accanto a Sé ai piedi della Sua Croce, come Mamma Addolorata, ma corredentrice delle nostre anime.
Di fronte al dolore e alla morte non ci resta che adorare e amare.

LA CONVERSIONE

a) Non è piacevole, ma è realtà: le disgrazie, i mali, sono una cocente sferzata in faccia contro tutte le farneticazioni assolutizzanti dell'uomo.
In tali frangenti, noi avvertiamo:
- tutta la precarietà dell'esistenza umana: siamo veramente appesi ad un filo!
- avvertiamo tutta la temporaneità della vita: anche se non ci viene recisa da una disgrazia, il suo sbocco finale è sempre la morte.

b) Eppure la vita è fatta per produrre: la parabola del fico è illuminante a questo riguardo (VANGELO):

* C'è un tempo di attesa: "sono tre anni che vengo a cercare frutti su questo fico, ma non ne trovo" (VANGELO).
* Ma l'attesa non è illimitata: "Padrone, lascialo ancora quest'anno, finché io gli zappi attorno e vi metta il concime e vedremo...; se no, lo taglierai"
* chi non si realizza secondo il piano della natura, e perciò di Dio autore della natura, è un parassita: "Perché deve sfruttare il terreno? (VANGELO). Per lui, è una disgrazia più grande delle altre, essere colpito in tale stato.

c) E' il senso della Quaresima. Convertirsi! "Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo" (VANGELO).
La semplice appartenenza religiosa al "Popolo di Dio" non basta.

*Al fico della parabola non basta essere stato piantato nella vigna.
* Agli Israeliti non è bastato essersi trovati tra i protagonisti dell'Esodo (II LETTURA):
* furono partecipi di tutte le meravigliose opere di Dio,
* ma "della maggior parte di loro Dio non si compiacque e perciò furono abbattuti nel deserto".

* Non basta a noi, oggi, essere nati e vissuti nella Chiesa, il "nuovo Popolo di Dio".
"Quindi, chi crede di stare in piedi, guardi di non cadere" (II LETTURA).

* Non basta neppure a noi - religiosi - essere della ... compagnia di Gesù: abbiamo l'esempio di Giuda, il quale tradì il Maestro e... andò ad impiccarsi.

DOBBIAMO LOTTARE PER LA GIUSTIZIA

Convertirsi non significa soltanto ravvedersi nell'intimo della coscienza; significa anche operare esteriormente frutti di bene. E siccome l'uomo per sua natura è un essere sociale, il cambiamento di vita va realizzato anche a livello di società, di strutture, di convivenza nei popoli e tra i popoli.

a) Un edificio (come la "torre di Siloe") crolla. Non è certo colpa di chi muore sotto le macerie; ma se il crollo è dovuto alla speculazione edilizia, allora ci convertiamo, quando rendiamo impossibile la speculazione. Quale esame di coscienza per gli amministratori della cosa pubblica!...

b) Un Pilato qualunque - all'Est o all'Ovest - si serve del potere politico e militare per schiacciare l'uomo. I malcapitati sudditi non avranno forse più colpe degli altri uomini che vivono in regimi liberi. Ma allora ci convertiamo, quando rendiamo impossibile l'esistenza di tutti i Pilato!... e non solo quelli di un particolare colore.


Proprio come hanno fatto pochi anni fa i nostri fratelli e sorelle nelle Filippine: davanti alle bocche dei cannoni di Marcos - in prima fila - c'erano le Suore, che si tenevano per mano, pronte ad immolarsi, pur di non cedere al dittatore... La stessa cosa avvenne nel 1989 a Mosca: di fronte ai carri armati, gruppi di giovani che sbarravano la via.

C) Un "faraone" qualunque (I LETTURA) schiavizza fisicamente, moralmente, culturalmente, economicamente dei popoli. Dio non è insensibile al loro grido, conosce le loro sofferenze. Egli li vuole liberi. Perciò convertirsi, oggi, è anche promuovere la liberazione dei popoli soggiogati militarmente, politicamente, economicamente, ideologicamente! )

CHE COSA FACCIAMO NOI'?

Ci riduciamo al ruolo del fico sterile, sfruttatore, parassitario? (VANGELO), oppure a quello degli Ebrei mormoratori? (II LETTURA).
Gesù ci dice che è ora di convertirci, di rinnovarci, impegnarci. E il campo di lavoro è immenso, dentro e fuori di noi. Basta con le foglie!: è tempo dei frutti. Basta con le parole! Occorrono i fatti: bisogna parlare con la vita.

......Chiediamo alla Madonna - la Vergine silenziosa - d'insegnarci a produrre fatti e non parole; c'insegni ad essere una copia vivente del Suo Gesù.

                                                                                              D. SEVERINO GALLO sdb, (+ 2007)

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