IL DOLORE:
PERCHÉ'? CONVERSIONE
La parola centrale della liturgia
odierna è: conversione.
Gesù nel Vangelo afferma
con forza che solo convertendoci, possiamo salvarci. E questo
è anche il richiamo fondamentale della Quaresima: portare
gli uomini alla conversione.
Nessuno si deve ritenere esentato dalla conversione, pensando
che sono gli altri che devono farlo. Certo, il cristiano - e
tanto più il Religioso che per sua natura è missionario
- deve essere strumento della conversione degli altri.
Ma questo è possibile
solo nella misura in cui egli stesso si mette in un atteggiamento
di costante conversione.
Questo ci aiuta ad essere umili, non ritenendoci protagonisti
della missione, ma servi inutili: perché l'unico vero
protagonista della conversione è sempre e solo Gesù,
con la Sua grazia.
PERCHÉ
? PERCHÉ?
a) Ogni giorno ci giunge notizia di fatti
sconvolgenti: soprusi, ingiustizie, atti criminali, delitti politici,
disgrazie, catastrofi...
Anche a Gesù fu portata notizia di una repressione politica:
"quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva mescolato con
quello dei sacrifici" (VANGELO).
Anche Gesù conosceva casi di disgrazie: "quei diciotto
sui quali rovinò la torre di Siloe e li uccise" (VANGELO).
b) Di fronte ad ognuna di tali notizie,
noi ci chiediamo: "Perché?".
Perché Dio fa questo? Perché lo permette?... E
non sapendoci dare una risposta, talvolta finiamo per dubitare
di Dio, peggio, finiamo per dire: Dio non esiste.
c) Al fondo, allora come oggi, c'è
la stessa mentalità: quella di attribuire gli eventi direttamente
a Dio e di considerarLo come l'onnipotente burattinaio o castigamatti
della storia!
Di fronte
al dolore, Gesù non dà una risposta, ma un ammaestramento:
a) Gesù non dà una spiegazione
dei tristi fatti che gli vengono riferiti.
Sul problema del male e del dolore la stessa Bibbia avanza a
tentoni.
Ancora oggi, nonostante la luce che viene dalla Passione redentrice
di Gesù, noi balbettiamo riguardo al dolore.
b) Sappiamo che il male fisico si radica
nel fatto che la realtà al di fuori di Dio è partecipata,
non assoluta, e quindi non è perfetta; sappiamo che il
male morale si radica nella libertà umana; ma questo,
pur essendo vero, non dà sollievo al nostro cuore umano.
c) E' meglio apprendere la lezione da
Gesù:
* Il male, le disgrazie non vanno intesi
come automatica punizione di colpe personali dei colpiti. Se
così fosse, chi resterebbe in vita? "Credete forse
che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei?...
che quei diciotto... fossero più colpevoli di tutti gli
abitanti di Gerusalemme? (VANGELO).
* Eppure, anche il male, le sofferenze,
le disgrazie - che sono male e restano male - possono diventare
sorgente di bene. Cerchiamo di cogliere l'ammaestramento di Gesù:
"Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo"
(VANGELO).
* Gesù non è venuto a spiegarci
il mistero del dolore, ma lo prese su di Sé e lo rese
strumento di redenzione e di grazia. Non liberò dal dolore
nemmeno la Sua Mamma, ma la volle accanto a Sé ai piedi
della Sua Croce, come Mamma Addolorata, ma corredentrice delle
nostre anime.
Di fronte al dolore e alla morte non ci resta che adorare e amare.
LA CONVERSIONE
a) Non è piacevole, ma è
realtà: le disgrazie, i mali, sono una cocente sferzata
in faccia contro tutte le farneticazioni assolutizzanti dell'uomo.
In tali frangenti, noi avvertiamo:
- tutta la precarietà dell'esistenza umana: siamo veramente
appesi ad un filo!
- avvertiamo tutta la temporaneità della vita: anche se
non ci viene recisa da una disgrazia, il suo sbocco finale è
sempre la morte.
b) Eppure la vita è fatta per
produrre: la parabola del fico è illuminante a questo
riguardo (VANGELO):
* C'è un tempo di attesa: "sono
tre anni che vengo a cercare frutti su questo fico, ma non ne
trovo" (VANGELO).
* Ma l'attesa non è illimitata:
"Padrone, lascialo ancora quest'anno, finché io gli
zappi attorno e vi metta il concime e vedremo...; se no, lo taglierai"
* chi non si realizza secondo il piano
della natura, e perciò di Dio autore della natura, è
un parassita: "Perché deve sfruttare il terreno?
(VANGELO). Per lui, è una disgrazia più grande
delle altre, essere colpito in tale stato.
c) E' il senso della Quaresima. Convertirsi!
"Se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo"
(VANGELO).
La semplice appartenenza religiosa al "Popolo di Dio"
non basta.
*Al fico della parabola non basta essere
stato piantato nella vigna.
* Agli Israeliti non è bastato
essersi trovati tra i protagonisti dell'Esodo (II LETTURA):
* furono partecipi di tutte le meravigliose
opere di Dio,
* ma "della maggior parte di loro
Dio non si compiacque e perciò furono abbattuti nel deserto".
* Non basta a noi, oggi, essere nati
e vissuti nella Chiesa, il "nuovo Popolo di Dio".
"Quindi, chi crede di stare in piedi, guardi di non cadere"
(II LETTURA).
* Non basta neppure a noi - religiosi
- essere della ... compagnia di Gesù: abbiamo l'esempio
di Giuda, il quale tradì il Maestro e... andò ad
impiccarsi.
DOBBIAMO
LOTTARE PER LA GIUSTIZIA
Convertirsi non significa soltanto
ravvedersi nell'intimo della coscienza; significa anche operare
esteriormente frutti di bene. E siccome l'uomo per sua natura
è un essere sociale, il cambiamento di vita va realizzato
anche a livello di società, di strutture, di convivenza
nei popoli e tra i popoli.
a) Un edificio (come la "torre di
Siloe") crolla. Non è certo colpa di chi muore sotto
le macerie; ma se il crollo è dovuto alla speculazione
edilizia, allora ci convertiamo, quando rendiamo impossibile
la speculazione. Quale esame di coscienza per gli amministratori
della cosa pubblica!...
b) Un Pilato qualunque - all'Est o all'Ovest
- si serve del potere politico e militare per schiacciare l'uomo.
I malcapitati sudditi non avranno forse più colpe degli
altri uomini che vivono in regimi liberi. Ma allora ci convertiamo,
quando rendiamo impossibile l'esistenza di tutti i Pilato!...
e non solo quelli di un particolare colore.
Proprio come
hanno fatto pochi anni fa i nostri fratelli e sorelle nelle Filippine:
davanti alle bocche dei cannoni di Marcos - in prima fila - c'erano
le Suore, che si tenevano per mano, pronte ad immolarsi, pur
di non cedere al dittatore... La stessa cosa avvenne nel 1989
a Mosca: di fronte ai carri armati, gruppi di giovani che sbarravano
la via.
C) Un "faraone" qualunque (I
LETTURA) schiavizza fisicamente, moralmente, culturalmente, economicamente
dei popoli. Dio non è insensibile al loro grido, conosce
le loro sofferenze. Egli li vuole liberi. Perciò convertirsi,
oggi, è anche promuovere la liberazione dei popoli soggiogati
militarmente, politicamente, economicamente, ideologicamente!
)
CHE COSA
FACCIAMO NOI'?
Ci riduciamo al ruolo del fico
sterile, sfruttatore, parassitario? (VANGELO), oppure a quello
degli Ebrei mormoratori? (II LETTURA).
Gesù ci dice che è ora di convertirci, di rinnovarci,
impegnarci. E il campo di lavoro è immenso, dentro e fuori
di noi. Basta con le foglie!: è tempo dei frutti. Basta
con le parole! Occorrono i fatti: bisogna parlare con la vita.
......Chiediamo alla Madonna
- la Vergine silenziosa - d'insegnarci a produrre fatti e non
parole; c'insegni ad essere una copia vivente del Suo Gesù.