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TEMPO DI QUARESIMA -
C | 28 Marzo 2010 - 6a Domenica: Le Palme - LITURGIA DELLA MESSA della DOMENICA |
LETTURE DELLA PAROLA DI DIO
Commemorazione
dell'ingresso di Gesù in Gerusalemme
ANTIFONA
Osanna al Figlio di Davide.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore:
è il Re d'Israele.
Osanna nell'alto dei cieli. (Mt 21,9)
Il sacerdote
saluta il popolo con queste parole:
La grazia del Signore nostro
Gesù Cristo,
l'amore di Dio Padre
e la comunione dello Spirito Santo
sia con tutti voi.
R. E con il tuo spirito.
Quindi rivolge
al popolo una breve esortazione, per illustrare il significato
del rito e per invitarlo a una partecipazione attiva e consapevole:
Fratelli carissimi,
questa assemblea liturgica è preludio alla Pasqua del
Signore, alla quale ci stiamo preparando con la penitenza e con
le opere di carità fin dall'inizio della Quaresima.
Gesù entra in Gerusalemme per dare compimento al mistero
della sua morte e risurrezione.
Accompagniamo con fede e devozione il nostro Salvatore nel suo
ingresso nella città santa, e chiediamo la grazia di seguirlo
fino alla croce, per essere partecipi della sua risurrezione.
Dopo questa esortazione, il
sacerdote dice a mani giunte una delle orazioni seguenti:
Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno,
benedici + questi rami [di ulivo],
e concedi a noi tuoi fedeli,
che accompagniamo esultanti il Cristo,
nostro Re e Signore,
di giungere con lui alla Gerusalemme del cielo.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
E senza nulla
dire, asperge i rami con l'acqua benedetta. Segue
la proclamazione del Vangelo dell'ingresso del Signore.
VANGELO
(Lc 19,28-40)
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù
camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme. Quando fu
vicino a Bètfage e a Betània, presso il monte detto
degli Ulivi, inviò due discepoli dicendo: «Andate
nel villaggio di fronte; entrando, troverete un puledro legato,
sul quale non è mai salito nessuno. Slegatelo e conducetelo
qui. E se qualcuno vi domanda: Perché lo slegate?,
risponderete così: Il Signore ne ha bisogno».
Gli inviati andarono e trovarono come aveva loro detto. Mentre
slegavano il puledro, i proprietari dissero loro: «Perché
slegate il puledro?». Essi risposero: «Il Signore
ne ha bisogno».
Lo condussero allora da Gesù; e gettati i loro mantelli
sul puledro, vi fecero salire Gesù. Mentre egli avanzava,
stendevano i loro mantelli sulla strada. Era ormai vicino alla
discesa del monte degli Ulivi, quando tutta la folla dei discepoli,
pieni di gioia, cominciò a lodare Dio a gran voce per
tutti i prodigi che avevano veduto, dicendo:
«Benedetto colui che viene,
il re, nel nome del Signore.
Pace in cielo
e gloria nel più alto dei cieli!».
Alcuni farisei tra la folla gli dissero: «Maestro, rimprovera
i tuoi discepoli». Ma egli rispose: «Io vi dico che,
se questi taceranno, grideranno le pietre». Parola del
Signore.
Dopo il Vangelo si può
fare, secondo le circostanze, una breve omelia. Per dare l'avvio
alla processione, il celebrante, o un altro ministro, può
fare un'esortazione con queste parole:
Imitiamo, fratelli carissimi,
le folle di Gerusalemme, che acclamavano Gesù, Re e Signore,
e avviamoci in pace.
Ha quindi inizio la processione
verso la chiesa, nella quale si celebra la Messa. Durante la
processione, il coro e il popolo eseguono i canti adatti alla
celebrazione.
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ANTIFONA INGRESSO |
Osanna al Figlio di Davide. Benedetto
colui che viene nel nome del Signore: è il Re d'Israele.
Osanna nell'alto dei cieli. (Mt 21,9)
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PREGHIERA COLLETTA
|
Dio onnipotente ed eterno, che
hai dato come modello agli uomini il Cristo tuo Figlio, nostro
Salvatore, fatto uomo e umiliato fino alla morte di croce, fa
che abbiamo sempre presente il grande insegnamento della sua
passione, per partecipare alla gloria della risurrezione. Egli
è Dio e vive e regna con te... |
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1a LETTURA |
Is 50,4-7 Non ho sottratto la faccia
agli insulti e agli sputi, sapendo di non restare confuso. (Terzo
canto del Servo del Signore) |
Dal libro del profeta Isaia
Il Signore Dio mi ha dato una
lingua da discepolo,
perché io sappia indirizzare
una parola allo sfiduciato.
Ogni mattina fa attento il mio orecchio
perché io ascolti come i discepoli.
Il Signore Dio mi ha aperto lorecchio
e io non ho opposto resistenza,
non mi sono tirato indietro.
Ho presentato il mio dorso ai flagellatori,
le mie guance a coloro che mi strappavano la barba;
non ho sottratto la faccia
agli insulti e agli sputi.
Il Signore Dio mi assiste,
per questo non resto svergognato,
per questo rendo la mia faccia dura come pietra,
sapendo di non restare confuso. Parola
di Dio.
|
SALMO RESPONSORIALE |
Sal 21 Dio mio, Dio mio, perché
mi hai abbandonato? |
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Si fanno beffe di me quelli
che mi vedono,
storcono le labbra, scuotono il capo:
«Si rivolga al Signore; lui lo liberi,
lo porti in salvo, se davvero lo ama!».
Un branco di cani mi circonda,
mi accerchia una banda di malfattori;
hanno scavato le mie mani e i miei piedi.
Posso contare tutte le mie ossa. |
Si dividono le mie vesti,
sulla mia tunica gettano la sorte.
Ma tu, Signore, non stare lontano,
mia forza, vieni presto in mio aiuto.
Annuncerò il tuo nome
ai miei fratelli,
ti loderò in mezzo allassemblea.
Lodate il Signore, voi suoi fedeli,
gli dia gloria tutta la discendenza di Giacobbe,
lo tema tutta la discendenza dIsraele. |
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2a LETTURA |
Fil 2,6-11 Cristo umiliò
se stesso, per questo Dio lo esaltò. |
Dalla lettera di san
Paolo apostolo ai Filippesi
Fratelli, Cristo Gesù, pur essendo nella condizione
di Dio,
non ritenne un privilegio
lessere come Dio,
ma svuotò se stesso
assumendo una condizione di servo,
diventando simile agli uomini.
Dallaspetto riconosciuto come uomo,
umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome
che è al di sopra di ogni nome,
perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra,
e ogni lingua proclami:
«Gesù Cristo è Signore!»,
a gloria di Dio Padre. Parola di Dio.
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CANTO AL
VANGELO |
(Fil 2,8-9)Lode e onore a te,
Signore Gesù! Per noi Cristo si è fatto obbediente
fino alla morte e a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome.
Lode e onore a te, Signore Gesù! |
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VANGELO |
Lc 22,14-23,56 La passione del
Signore. |
+++ Passione di nostro Signore Gesù Cristo
secondo Luca
- Ho tanto desiderato mangiare
questa Pasqua con voi, prima della mia passione
Quando venne lora, [Gesù] prese posto a tavola e
gli apostoli con lui, e disse loro: «Ho tanto desiderato
mangiare questa Pasqua con voi, prima della mia passione, perché
io vi dico: non la mangerò più, finché essa
non si compia nel regno di Dio». E, ricevuto un calice,
rese grazie e disse: «Prendetelo e fatelo passare tra voi,
perché io vi dico: da questo momento non berrò
più del frutto della vite, finché non verrà
il regno di Dio».
- Fate questo in memoria di
me
Poi prese il pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro
dicendo: «Questo è il mio corpo, che è dato
per voi; fate questo in memoria di me». E, dopo aver cenato,
fece lo stesso con il calice dicendo: «Questo calice è
la nuova alleanza nel mio sangue, che è versato per voi».
- Guai a quelluomo dal
quale il Figlio delluomo viene tradito!
«Ma ecco, la mano di colui che mi tradisce è con
me, sulla tavola. Il Figlio delluomo se ne va, secondo
quanto è stabilito, ma guai a quelluomo dal quale
egli viene tradito!». Allora essi cominciarono a domandarsi
lun laltro chi di loro avrebbe fatto questo.
- Io sto in mezzo a voi come
colui che serve
E nacque tra loro anche una discussione: chi di loro fosse da
considerare più grande. Egli disse: «I re delle
nazioni le governano, e coloro che hanno potere su di esse sono
chiamati benefattori. Voi però non fate così; ma
chi tra voi è più grande diventi come il più
giovane, e chi governa come colui che serve. Infatti chi è
più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è
forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come
colui che serve. Voi siete quelli che avete perseverato con me
nelle mie prove e io preparo per voi un regno, come il Padre
mio lha preparato per me, perché mangiate e beviate
alla mia mensa nel mio regno. E siederete in trono a giudicare
le dodici tribù di Israele.
- Tu, una volta convertito,
conferma i tuoi fratelli
Simone, Simone, ecco: Satana vi ha cercati per vagliarvi come
il grano; ma io ho pregato per te, perché la tua fede
non venga meno. E tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli».
E Pietro gli disse: «Signore, con te sono pronto ad andare
anche in prigione e alla morte». Gli rispose: «Pietro,
io ti dico: oggi il gallo non canterà prima che tu, per
tre volte, abbia negato di conoscermi».
- Deve compiersi in me questa
parola della Scrittura
Poi disse loro: «Quando vi ho mandato senza borsa, né
sacca, né sandali, vi è forse mancato qualcosa?».
Risposero: «Nulla». Ed egli soggiunse: «Ma
ora, chi ha una borsa la prenda, e così chi ha una sacca;
chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una. Perché
io vi dico: deve compiersi in me questa parola della Scrittura:
E fu annoverato tra gli empi. Infatti tutto quello
che mi riguarda volge al suo compimento». Ed essi dissero:
«Signore, ecco qui due spade». Ma egli disse: «Basta!».
- Entrato nella lotta, pregava
più intensamente
Uscì e andò, come al solito, al monte degli Ulivi;
anche i discepoli lo seguirono. Giunto sul luogo, disse loro:
«Pregate, per non entrare in tentazione». Poi si
allontanò da loro circa un tiro di sasso, cadde in ginocchio
e pregava dicendo: «Padre, se vuoi, allontana da me questo
calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà».
Gli apparve allora un angelo dal cielo per confortarlo. Entrato
nella lotta, pregava più intensamente, e il suo sudore
diventò come gocce di sangue che cadono a terra. Poi,
rialzatosi dalla preghiera, andò dai discepoli e li trovò
che dormivano per la tristezza. E disse loro: «Perché
dormite? Alzatevi e pregate, per non entrare in tentazione».
- Giuda, con un bacio tu tradisci
il Figlio delluomo?
Mentre ancora egli parlava, ecco giungere una folla; colui che
si chiamava Giuda, uno dei Dodici, li precedeva e si avvicinò
a Gesù per baciarlo. Gesù gli disse: «Giuda,
con un bacio tu tradisci il Figlio delluomo?». Allora
quelli che erano con lui, vedendo ciò che stava per accadere,
dissero: «Signore, dobbiamo colpire con la spada?».
E uno di loro colpì il servo del sommo sacerdote e gli
staccò lorecchio destro. Ma Gesù intervenne
dicendo: «Lasciate! Basta così!». E, toccandogli
lorecchio, lo guarì. Poi Gesù disse a coloro
che erano venuti contro di lui, capi dei sacerdoti, capi delle
guardie del tempio e anziani: «Come se fossi un ladro siete
venuti con spade e bastoni. Ogni giorno ero con voi nel tempio
e non avete mai messo le mani su di me; ma questa è lora
vostra e il potere delle tenebre».
- Uscito fuori, Pietro, pianse
amaramente
Dopo averlo catturato, lo condussero via e lo fecero entrare
nella casa del sommo sacerdote. Pietro lo seguiva da lontano.
Avevano acceso un fuoco in mezzo al cortile e si erano seduti
attorno; anche Pietro sedette in mezzo a loro. Una giovane serva
lo vide seduto vicino al fuoco e, guardandolo attentamente, disse:
«Anche questi era con lui». Ma egli negò dicendo:
«O donna, non lo conosco!». Poco dopo un altro lo
vide e disse: «Anche tu sei uno di loro!». Ma Pietro
rispose: «O uomo, non lo sono!». Passata circa unora,
un altro insisteva: «In verità, anche questi era
con lui; infatti è Galileo». Ma Pietro disse: «O
uomo, non so quello che dici». E in quellistante,
mentre ancora parlava, un gallo cantò. Allora il Signore
si voltò e fissò lo sguardo su Pietro, e Pietro
si ricordò della parola che il Signore gli aveva detto:
«Prima che il gallo canti, oggi mi rinnegherai tre volte».
E, uscito fuori, pianse amaramente.
- Fa il profeta! Chi
è che ti ha colpito?
E intanto gli uomini che avevano in custodia Gesù lo deridevano
e lo picchiavano, gli bendavano gli occhi e gli dicevano: «Fa
il profeta! Chi è che ti ha colpito?». E molte altre
cose dicevano contro di lui, insultandolo.
- Lo condussero davanti al
loro Sinedrio
Appena fu giorno, si riunì il consiglio degli anziani
del popolo, con i capi dei sacerdoti e gli scribi; lo condussero
davanti al loro Sinedrio e gli dissero: «Se tu sei il Cristo,
dillo a noi». Rispose loro: «Anche se ve lo dico,
non mi crederete; se vi interrogo, non mi risponderete. Ma dora
in poi il Figlio delluomo siederà alla destra della
potenza di Dio». Allora tutti dissero: «Tu dunque
sei il Figlio di Dio?». Ed egli rispose loro: «Voi
stessi dite che io lo sono». E quelli dissero: «Che
bisogno abbiamo ancora di testimonianza? Labbiamo udito
noi stessi dalla sua bocca».
- Non trovo in questuomo
alcun motivo di condanna
Tutta lassemblea si alzò; lo condussero da Pilato
e cominciarono ad accusarlo: «Abbiamo trovato costui che
metteva in agitazione il nostro popolo, impediva di pagare tributi
a Cesare e affermava di essere Cristo re». Pilato allora
lo interrogò: «Sei tu il re dei Giudei?».
Ed egli rispose: «Tu lo dici». Pilato disse ai capi
dei sacerdoti e alla folla: «Non trovo in questuomo
alcun motivo di condanna». Ma essi insistevano dicendo:
«Costui solleva il popolo, insegnando per tutta la Giudea,
dopo aver cominciato dalla Galilea, fino a qui». Udito
ciò, Pilato domandò se quelluomo era Galileo
e, saputo che stava sotto lautorità di Erode, lo
rinviò a Erode, che in quei giorni si trovava anchegli
a Gerusalemme.
- Erode con i suoi soldati
insulta Gesù
Vedendo Gesù, Erode si rallegrò molto. Da molto
tempo infatti desiderava vederlo, per averne sentito parlare,
e sperava di vedere qualche miracolo fatto da lui. Lo interrogò,
facendogli molte domande, ma egli non gli rispose nulla. Erano
presenti anche i capi dei sacerdoti e gli scribi, e insistevano
nellaccusarlo. Allora anche Erode, con i suoi soldati,
lo insultò, si fece beffe di lui, gli mise addosso una
splendida veste e lo rimandò a Pilato. In quel giorno
Erode e Pilato diventarono amici tra loro; prima infatti tra
loro vi era stata inimicizia.
- Pilato abbandona Gesù
alla loro volontà
Pilato, riuniti i capi dei sacerdoti, le autorità e il
popolo, disse loro: «Mi avete portato questuomo come
agitatore del popolo. Ecco, io lho esaminato davanti a
voi, ma non ho trovato in questuomo nessuna delle colpe
di cui lo accusate; e neanche Erode: infatti ce lha rimandato.
Ecco, egli non ha fatto nulla che meriti la morte. Perciò,
dopo averlo punito, lo rimetterò in libertà».
Ma essi si misero a gridare tutti insieme: «Togli di mezzo
costui! Rimettici in libertà Barabba!». Questi era
stato messo in prigione per una rivolta, scoppiata in città,
e per omicidio. Pilato parlò loro di nuovo, perché
voleva rimettere in libertà Gesù. Ma essi urlavano:
«Crocifiggilo! Crocifiggilo!». Ed egli, per la terza
volta, disse loro: «Ma che male ha fatto costui? Non ho
trovato in lui nulla che meriti la morte. Dunque, lo punirò
e lo rimetterò in libertà». Essi però
insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso, e
le loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta
venisse eseguita. Rimise in libertà colui che era stato
messo in prigione per rivolta e omicidio, e che essi richiedevano,
e consegnò Gesù al loro volere.
- Figlie di Gerusalemme, non
piangete su di me
Mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene,
che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare
dietro a Gesù. Lo seguiva una grande moltitudine di popolo
e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di
lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: «Figlie
di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse
e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà:
Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni
che non hanno allattato. Allora cominceranno a dire ai
monti: Cadete su di noi!, e alle colline: Copriteci!.
Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà
del legno secco?».
Insieme con lui venivano condotti a morte anche altri due, che
erano malfattori.
- Padre, perdona loro perché
non sanno quello che fanno
Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui
e i malfattori, uno a destra e laltro a sinistra. Gesù
diceva: «Padre, perdona loro perché non sanno quello
che fanno».
Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte.
- Costui è il re dei
Giudei
Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo:
«Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il
Cristo di Dio, leletto». Anche i soldati lo deridevano,
gli si accostavano per porgergli dellaceto e dicevano:
«Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra
di lui cera anche una scritta: «Costui è il
re dei Giudei».
- Oggi con me sarai nel paradiso
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non
sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». Laltro
invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di
Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente,
perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre
azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse:
«Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno».
Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me
sarai nel paradiso».
- Padre, nelle tue mani consegno
il mio spirito
Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra
fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato.
Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù,
gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno
il mio spirito». Detto questo, spirò.
(Qui si
genuflette e si fa una breve pausa)
Visto ciò che era accaduto,
il centurione dava gloria a Dio dicendo: «Veramente questuomo
era giusto». Così pure tutta la folla che era venuta
a vedere questo spettacolo, ripensando a quanto era accaduto,
se ne tornava battendosi il petto. Tutti i suoi conoscenti, e
le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea, stavano da
lontano a guardare tutto questo.
- Giuseppe pone il corpo di
Gesù in un sepolcro scavato nella roccia
Ed ecco, vi era un uomo di nome Giuseppe, membro del Sinedrio,
buono e giusto. Egli non aveva aderito alla decisione e alloperato
degli altri. Era di Arimatèa, una città della Giudea,
e aspettava il regno di Dio. Egli si presentò a Pilato
e chiese il corpo di Gesù. Lo depose dalla croce, lo avvolse
con un lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia,
nel quale nessuno era stato ancora sepolto. Era il giorno della
Parascève e già splendevano le luci del sabato.
Le donne che erano venute con Gesù dalla Galilea seguivano
Giuseppe; esse osservarono il sepolcro e come era stato posto
il corpo di Gesù, poi tornarono indietro e prepararono
aromi e oli profumati. Il giorno di sabato osservarono il riposo
come era prescritto.
Parola del Signore.
Forma
breve (Lc 23,1-49):
Passione
di nostro Signore Gesù Cristo secondo Luca
- Non trovo in questuomo
alcun motivo di condanna
In quel tempo, tutta lassemblea si alzò; condussero
Gesù da Pilato e cominciarono ad accusarlo: «Abbiamo
trovato costui che metteva in agitazione il nostro popolo, impediva
di pagare tributi a Cesare e affermava di essere Cristo re».
Pilato allora lo interrogò: «Sei tu il re dei Giudei?».
Ed egli rispose: «Tu lo dici». Pilato disse ai capi
dei sacerdoti e alla folla: «Non trovo in questuomo
alcun motivo di condanna». Ma essi insistevano dicendo:
«Costui solleva il popolo, insegnando per tutta la Giudea,
dopo aver cominciato dalla Galilea, fino a qui». Udito
ciò, Pilato domandò se quelluomo era Galileo
e, saputo che stava sotto lautorità di Erode, lo
rinviò a Erode, che in quei giorni si trovava anchegli
a Gerusalemme.
- Erode con i suoi soldati
insulta Gesù
Vedendo Gesù, Erode si rallegrò molto. Da molto
tempo infatti desiderava vederlo, per averne sentito parlare,
e sperava di vedere qualche miracolo fatto da lui. Lo interrogò,
facendogli molte domande, ma egli non gli rispose nulla. Erano
presenti anche i capi dei sacerdoti e gli scribi, e insistevano
nellaccusarlo. Allora anche Erode, con i suoi soldati,
lo insultò, si fece beffe di lui, gli mise addosso una
splendida veste e lo rimandò a Pilato. In quel giorno
Erode e Pilato diventarono amici tra loro; prima infatti tra
loro vi era stata inimicizia.
- Pilato abbandona Gesù
alla loro volontà
Pilato, riuniti i capi dei sacerdoti, le autorità e il
popolo, disse loro: «Mi avete portato questuomo come
agitatore del popolo. Ecco, io lho esaminato davanti a
voi, ma non ho trovato in questuomo nessuna delle colpe
di cui lo accusate; e neanche Erode: infatti ce lha rimandato.
Ecco, egli non ha fatto nulla che meriti la morte. Perciò,
dopo averlo punito, lo rimetterò in libertà».
Ma essi si misero a gridare tutti insieme: «Togli di mezzo
costui! Rimettici in libertà Barabba!». Questi era
stato messo in prigione per una rivolta, scoppiata in città,
e per omicidio. Pilato parlò loro di nuovo, perché
voleva rimettere in libertà Gesù. Ma essi urlavano:
«Crocifiggilo! Crocifiggilo!». Ed egli, per la terza
volta, disse loro: «Ma che male ha fatto costui? Non ho
trovato in lui nulla che meriti la morte. Dunque, lo punirò
e lo rimetterò in libertà». Essi però
insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso, e
le loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta
venisse eseguita. Rimise in libertà colui che era stato
messo in prigione per rivolta e omicidio, e che essi richiedevano,
e consegnò Gesù al loro volere.
- Figlie di Gerusalemme, non
piangete su di me
Mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene,
che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare
dietro a Gesù. Lo seguiva una grande moltitudine di popolo
e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di
lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: «Figlie
di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse
e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà:
Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni
che non hanno allattato. Allora cominceranno a dire ai
monti: Cadete su di noi!, e alle colline: Copriteci!.
Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà
del legno secco?».
Insieme con lui venivano condotti a morte anche altri due, che
erano malfattori.
- Padre, perdona loro perché
non sanno quello che fanno
Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui
e i malfattori, uno a destra e laltro a sinistra. Gesù
diceva: «Padre, perdona loro perché non sanno quello
che fanno».
Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte.
- Costui è il re dei
Giudei
Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo:
«Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il
Cristo di Dio, leletto». Anche i soldati lo deridevano,
gli si accostavano per porgergli dellaceto e dicevano:
«Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra
di lui cera anche una scritta: «Costui è il
re dei Giudei».
- Oggi con me sarai nel paradiso
Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non
sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». Laltro
invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di
Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente,
perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre
azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse:
«Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno».
Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me
sarai nel paradiso».
- Padre, nelle tue mani consegno
il mio spirito
Era già verso mezzogiorno e si fece buio su tutta la terra
fino alle tre del pomeriggio, perché il sole si era eclissato.
Il velo del tempio si squarciò a metà. Gesù,
gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani consegno
il mio spirito». Detto questo, spirò.
(Qui si
genuflette e si fa una breve pausa)
Visto ciò che era accaduto,
il centurione dava gloria a Dio dicendo: «Veramente questuomo
era giusto». Così pure tutta la folla che era venuta
a vedere questo spettacolo, ripensando a quanto era accaduto,
se ne tornava battendosi il petto. Tutti i suoi conoscenti, e
le donne che lo avevano seguito fin dalla Galilea, stavano da
lontano a guardare tutto questo. Parola del Signore
PREGHIERA SULLE
OFFERTE |
Dio onnipotente, la passione del
tuo unico Figlio affretti il giorno del tuo perdono;
non lo meritiamo per le nostre opere, ma lottenga dalla
tua misericordia
questo unico mirabile sacrificio. Per Cristo nostro Signore. |
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ANTIFONA DI COMUNIONE |
Padre, se questo calice
non può passare senza che io lo beva,
sia fatta la tua volontà. (Mt 26,42; cf. Mc 14,36;
cf. Lc 22,42) |
PREGHIERA DOPO COMUNIONE |
O Padre, che ci hai nutriti con
i tuoi santi doni, e con la morte del tuo Figlio
ci fai sperare nei beni in cui crediamo, fa che per la
sua risurrezione
possiamo giungere alla meta della nostra speranza. Per Cristo
nostro Signore. |
MEDITAZIONE BREVE "Insieme ai figli di Israele,
la chiesa partecipa oggi al trionfo profetico del Cristo, che
entra nella
città santa di Gerusalemme per passare da questo mondo
al Padre.
I racconti della passione che si leggono in questa domenica costituiscono
sicuramente il nucleo
primitivo dei vangeli. Intorno a una storia semplice, ma drammatica,
si raccolgono preoccupazioni
diverse, che influenzano il modo di riferire e di stendere per
iscritto gli episodi della passione.
Nell'intento di dimostrare che il cristianesimo non ha nulla
di un movimento sedizioso o criminale,
si mette in evidenza il complotto che conduce alla morte di Gesù,
così come l'innocenza del servo,
crocifisso per i peccatori. Di fronte al popolo d'Israele, si
sottolinea la conformità di questa morte
con le Scritture, che appaiono realizzate non solo nell'evento
centrale della passione, ma anche
nei particolari del suo svolgimento. Ci si preoccupa poi di inquadrare
storicamente la crocifissione
nella cornice della celebrazione della pasqua giudaica: si tratta
di un sacrificio, di un nuovo rito di
alleanza che si sostituisce all'immolazione dell'agnello. E infine
si cerca di mettere in luce il valore
dell'umiltà, della preghiera, della perseveranza e delle
sofferenze destinate a perfezionare
l'umanità di Gesù, per offrire alla chiesa un esempio
e un insegnamento salutare.
Oltre a tutto questo, anche altri elementi della fede si chiariscono
ai piedi della croce: il rapporto
di Gesù col giudaismo; l'origine, la natura e la missione
della chiesa; il ruolo degli apostoli in
generale, e in particolare di Pietro.
I racconti non si riducono quindi a un susseguirsi di episodi.
Segnati dalla personalità di ogni
evangelista, presentano un'unica storia, la cui caratteristica
dominante è la vittoria di Dio sugli
assalti del male, che raggiungono il culmine nella passione di
nostro signore Gesù Cristo.
(da
VIRC,
Vienna International Religious Centre)
28 Marzo 2010: Quaresima C - 6a
Domenica delle Palme | Omelie
: * LUCA
DESSERAFINO - Diacono Permanente in Basilica Maria
Ausiliatrice * BRUNO
FERRERO
- Comunità Maria
Ausiliatrice, Casa Madre SDB Torino-Valdocco * MARIO MORRA -
Confessore
in Basilica Maria Ausiliatrice e Responsabile del CSDM * ERMETE TESSORE -
Confessore in Basilica
Maria Ausiliatrice
* SEVERINO
GALLO (+) fu
Confessore in Basilica Maria A. (da Repertorio Omelie) * Sussidi:
FRANCESCO
MOSETTO
- Docente S. Scrittura - Facoltà
Teologia UPS,Torino-Crocetta TOMMASO
DURANTE - Cappellano SDB delle SUORE FMA a
Mornese | Alessandria
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