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      TEMPO di NATALE - ANNO LITURGICO C     |  Epifania di Gesù - 6 gennaio 2010
     LITURGIA e LETTURE DELLA DOMENICA    
|   Sussidio per l'Omelia


AFORISMI...



"Guai a me se non predicassi il Vangelo". 1 COR 9,16

"Io sono mandato da lui, da Cristo stesso per questo. Io sono apostolo, io sono testimone. Io devo confessare il suo nome. Gesù è il Cristo, il figlio di Dio vivo!". PAOLO VI A MANILA NEL 1970.

"Come noi, e più di noi, Cristo è stato piccolo, povero, umiliato, lavoratore e paziente nella sofferenza. Per noi Egli ha parlato, ha compiuto miracoli, ha fondato un regno nuovo, dove i poveri sono beati, dove la pace è principio di convivenza, dove i puri di cuore ed i piangenti sono esaltati e consolati, dove quelli che aspirano alla giustizia sono rivendicati, dove i peccatori possono essere perdonati, dove tutti sono fratelli". PAOLO VI A MANILA NEL 1970

"La rinuncia al potere e all'orgoglio è molto più dolorosa di qualsiasi rinuncia al piacere personale o agli agi o alle comodità". J.L. MCKENZIE"

RIFLESSIONI...


Gesù, il Messia, è un Ebreo, discendente della Tribù di Davide. Sappiamo quanto gli Ebrei tenevano alla loro identità Storico-Religiosa. Se Gesù avesse detto, quando ha incominciato a proclamare il Regno di Dio, che Dio suo e nostro Padre era il Dio di tutte le genti e salvava tutti coloro che mettono in pratica la Buona Notizia, sarebbe stato proclamato eretico…
Gesù però mette alcuni segni di universalità nella Sua Vita, e fa capire ai suoi discepoli che non c'è nessuna differenza tra ebreo, greco, romano, assiro… Il primo segno di universalità che ci viene offerto è quello dei Magi. Altri segni saranno la guarigione della Figlia della Cananea di origine siro-fenicia, la guarigione del Servo del Centurione, e la frase del Centurione alla Crocifissione di Gesù: Quest'uomo è veramente Figlio di Dio…
+ La Solennità dell'Epifania ci insegna che dobbiamo saper leggere i Segni: il segno della Stella era lì per tutti gli uomini, chissà perché solo i Magi hanno saputo leggerlo. Questa Solennità ci invita a leggere i Segni della presenza di Dio e nella nostra vita e nella Storia del Mondo e della Chiesa…Anche noi, molto probabilmente dobbiamo imparare qualcosa e abbandonare qualche cos'altro per trovare presente il Signore presente "oggi"nel mondo.
+ Per andare a trovare Gesù bisogna scomodarsi, bisogna lasciare tutto. I Magi arrivano da Gesù con le cose essenziali, le altre le devono lasciare, alla fine della loro ricerca adorano il Bambino e lasciano i doni che hanno portato, e per continuare la loro vita con il grande messaggio di speranza che hanno avuto in dono devono ascoltare la voce dell'Angelo che dice loro di non passare da Erode…e tornare alle loro terre per altra strada.

ESEMPI UTILIZZABILI



Un sassolino


"Andando a scuola, un fanciullo incontrava sempre un compagno ad un crocivia. Il primo che arrivava aspettava l'altro; oppure metteva un sassolino su una panchina di pietra. Se il sasso era sotto la panca, significava che l'amico non era ancora passato e lo si poteva quindi aspettare.
Tra i passanti, specie se in macchina o in bicicletta, chi poteva mai percepire il significato del sassolino o della sua assenza o anche soltanto accorgersi della sua esistenza? Ci volevano gli occhi dell'amicizia, non soltanto per sapere ciò che significava quel sassolino, ma anche solo per vederlo.
Così avviene dei segni che Dio nella sua bontà ci accorda: ci vogliono gli occhi dell'amicizia per capirli". - (G. BESSIRE, Gesù Ci precede, Ed. Gribaudi, Torino, 1976).
Se Ti fidi
"Nella giungla dell'America del Sud non è facile orientarsi. Ma si sapeva che in un posto nascosto c'era un tesoro che avrebbe fatto la fortuna di chiunque fosse riuscito a trovarlo. Molti avevano pensato di cercarlo, ma solo da poco tempo si erano trovati degli elementi utili. Si pensò ad organizzare una spedizione. Anzi, quasi contemporaneamente, partirono dal campo base due esploratori, equipaggiati e decisi a trovare il tesoro. Compiuto il primo tratto di strada, ciascuno si sarebbe dovuto tenere in contatto radio con la base.
Uno dei due era un uomo molto esperto della foresta, volle andare avanti a "fiuto": buttò via perfino la radio, per essere più leggero. Così ben presto si perse; dovettero cercarlo per salvarlo.
L'altro invece era sicuro di non farcela da solo. Si metteva spesso in contatto radio con la base, da dove era anche partito un elicottero che controllava la situazione dall'alto. Così, unendo la propria voglia di arrivare alla meta alle indicazioni precise che riceveva da chi l'aveva mandato, in un clima di fiducia, amicizia e collaborazione, arrivò al tesoro. Era un tesoro che davvero valeva la pena di trovare" (A.C.R. di Milano-sacerdoti decanato di Legnano, Tabor, EDB p. 15).

Troveremo se Obbrdiremo



Si legge nel Talmud una parabola, secondo cui Rabbi Yehoschua ben Levi domandò un giorno al profeta Elia:
"Quando dovrà venire il Messia?". "Domandaglielo tu stesso", rispose il profeta. "Ma dove posso trovarlo". "Lo troverai alla porta della città, in mezzo ai poveri e ai malati". Yehoschua si reca al luogo indicato e vi trova " colui che deve essere, un giorno, il Messia; gli chiede: "Quando verrà il mio Signore?". "Oggi stesso", risponde quest'ultimo. Più tardi Yehoschua, incontrando nuovamente Elia, si lamenta amaramente: "il Messia m'ha ingannato dicendomi che sarebbe venuto oggi stesso: non è affatto venuto". Allora replica il profeta: "No, non ha mentito. Ha voluto soltanto dire: 'Verrò oggi stesso, se voi ubbidite alla legge di Dio"'... Anche noi, come i Magi, troveremo Gesù solo se sapremo ubbidire alla legge del Signore, nell'umiltà e nella perseveranza. Oggi stesso.

Doni: Simbolo di Generosità



Alberto Ronchey ricorda quei film degli anni '30 sulle guerriglie del Magreb nel corso delle quali il beduino si lanciava nella mischia con un urlo bellicoso d'arcano significato:
"Uana, uana, uana"; solo recentemente, durante una festa dei Tuareg in Marocco Ronchey ha appreso il significato di quella formula rituale, cioè: "E io, e io, e io"! (cf. L'Espresso, 27/2/83). Non si può che ammirare l'espressiva e sintetica eloquenza di questa espressione araba per vantare i propri meriti o il proprio coraggio. Da noi, purtroppo, si pronunciano lunghi discorsi e si fanno tante chiacchiere per affermare la stessa cosa:
"Uana, uana, uana", cioè il nostro egoismo e il gran concetto che abbiamo di noi stessi. Invece il Signore vuole che ci dimentichiamo di noi, ci prostriamo per terra e adoriamo il Re dei Re, donandoci interamente a lui.

Il Viaggio Sorprendente



Leggo in "Vivaio" di Vittorio Messori che "il filosofo Plotino, rispondendo al discepolo che voleva condurlo a una cerimonia religiosa, disse: 'Io non mi muovo. Tocca agli dèi venire da me, non a me andare da loro'... Ma non è forse ciò che era avvenuto da poco con il Cristo?" (cf. Avvenire, 14/4/88). Questo è vero. Tuttavia bisogna convenire che alla venuta generosa del Salvatore risposero i Magi con il loro umile atteggiamento di adorazione.

                                                                         D. TOMMASO DURANTE sdb |  E-mail:  tduranteicp@pcn.net 

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