AFORISMI...
""E' tempo di strappare a Satana l'usurpata prerogativa
d'aver inventato e monopolizzato il godimento. I gaudenti devono
sapere che noi cattolici rifiutiamo il loro edonismo pagano non
tanto perché ci farebbe perdere l'anima, ma perché
fra le loro file si gode mille volte di meno che fra le nostre
file". Luigi SANTUCCI
"Già è inoltrata
la notte; le stelle chiare e lucenti brillano nella fredda atmosfera;
voci chiassose e discordi giungono al mio orecchio, dalla città:
sono i gaudenti del mondo che ricordano con i bagordi la Povertà
del Salvatore; ... io veglio pensando al mistero di Betlemme".
PAPA GIOVANNI XXIII - DAL "GIORNALE DELL'ANIMA", ANNO
1901
"Il deserto mi riesce
profondamente dolce; è bello e salutare porsi nella solitudine
di fronte alle cose eterne; ci si sente invasi dalla Verità".
Charles DE FOUCAULD
"Il profumo della rosa
è una preghiera che sale verso Dio" PAUL CLAUDEL.
"Il tuo volto, Signore,
è la mia patria" S. TERESA Di LISIEUX.
RIFLESSIONI...
Giovanni incontra Gesù
dopo il Battesimo nel Giordano, quando sente dire dal Battista
"Ecco l'Agnello di Dio
". E' il più giovane
degli Apostoli, sta con Gesù sempre; dopo la Crocifissione,
è Figlio di Maria, la custodisce, e da Lei impara a meditare,
"Maria custodiva tutte queste cose nel suo cuore"
Il suo Vangelo è una narrazione meditazione su "Gesù",
e quello che ha detto e fatto.
Il Prologo, il Vangelo di oggi, è molto profondo: La Parola
di Dio che ha creato il mondo, in Gesù si è fatta
carne e ha posto la sua tenda in mezzo agli uomini, ma essi non
l'hanno accolto, a quanti però l'hanno accolto ha dato
il potere di diventare Figli di Dio.
Il Verbo fatto Carne è stato annunciato dai Profeti e
presentato da Giovanni
Il Verbo è Luce, e noi, che Lo abbiamo accolto, siamo
Figli della Luce, e come il Battezzatore siamo chiamati a testimoniare
la Sua presenza in questo mondo
, con la previsione di essere
trattati come Lui.
Avere la serenità di poter dire: "Mi sforzo di essere
dalla parte del "Verbo fatto Carne" ci da la serenità
della vita, e di conseguenza l'allegria della vita.
E' stato detto: " Un tristo (arrabbiato
) santo, è
un triste (cattivo) santo".
Su questo Prologo sono state fatte tante riflessioni e meditazioni,
credo che per interiorizzarlo dobbiamo prenderci un po' di calma
e leggerlo, meditarlo e sforzarci di capirlo. Una volta che impareremo
ad amarlo, cercheremo anche di approfondirlo
.
ESEMPI
UTILIZZABILI
Dio ha parlato
Un giovane studente era venuto da molto lontano per ascoltare
gli insegnamenti di un famoso rabbino. Ma non poté mai
assistere a una sola lezione per intero, perché, appena
il maestro incominciava il suo discorso con la nota formula:
"E Dio parlò e disse", il giovane usciva di
classe come trasognato e andava qua e là ripetendo in
estasi: "Dio parlò e disse"... Non sapeva capacitarsi
del miracolo di un Dio che si manifestava e si faceva ascoltare
con delle parole.
Ne gioiva in modo indicibile. Che cosa avrebbe fatto, se avesse
potuto incontrare il Verbo incarnato, cioè la viva Parola?
Dio sa entrare nel cuore
"Mosè, durante il suo pellegrinare nel deserto, trova
un pastore e decide di passare un po' di giorni con lui, aiutandolo
a pascolare il gregge. Alla fine della giornata vede che il pastore
raccoglie il latte migliore in una tazza di legno e poi la porta
su una roccia lontana.
Mosè chiede: a che serve quel latte?
Il pastore risponde: E' il latte per Dio!
Mosè resta imbarazzato e non può fare a meno di
chiedere spiegazioni. Replica il pastore: Ecco io ogni sera prendo
il latte migliore e l'offro al mio Signore. Sorridendo per la
semplicità di quel pastore, Mosè insiste: - E Dio
lo beve?
- Sì, - risponde - il pastore, - Dio beve il latte che
io gli offro.
Mosè allora sente il bisogno di illuminare quel suo amico
e spiega come Dio, essendo puro spirito, non può dissetarsi
con latte. Ma il pastore è sicuro che il latte deposto
con la tazza di legno sia preso dal Signore.
A questo punto la sfida di Mosè diventa più serrata;
egli invita il pastore a nascondersi, di notte, per vedere se
realmente Dio viene a bere il suo latte.
Durante la notte, al chiarore di luna, il povero pastore si accorge
che una piccola volpe viene, alla chetichella, a bere sulla roccia
quel latte, preparato per Dio.
Al mattino Mosè trova il pastore depresso, umiliato: è
costretto a dare ragione a Mosè, riconoscendo che veramente
Dio è puro spirito e non può quindi cibarsi di
cose terrene.
Ma in una visione Dio compare a Mosè sgridandolo:
- Mosè, è certamente vero che io sono puro spirito;
ma ho sempre accettato con gratitudine il latte che mi offriva
con retta intenzione e con tanto amore. Essendo puro spirito,
non ho bisogno di latte; per questo, essendo Dio, lo dividevo
con quella piccola volpe, che ne è ghiotta". - (Cfr.
A. BLOON, Scuola di preghiera, Ed. Morcelliana).
Più medito e più
diventa grande
Il Gerone di Siracusa chiamò un giorno a sé il
filosofo Simonide e gli domandò:
- Sento dire tante cose intorno alla divinità e spesso
diverse le une dalle altre. Dimmi tu che sei saggio: Chi è
Dio?
Il filosofo rispose:
- re, dammi un giorno, per pensare.
Il giorno dopo Simonide ritornò dal re e supplicò:
- Ho bisogno di altri due giorni di studio!
Finiti questi, ritornò a chiedere altri, altri giorni
ancora. E così via.
Domandandogli il re, stanco dell'attesa, perché agisse
così, rispose:
- re, quanto più ci penso, tanto più Dio diventa
grande ai miei occhi e tanto meno io riesco a comprenderlo con
la mia mente!
Dio è luce e viviamo
nelle tenebre
Nell'aprile di alcuni anni or sono, l'arcivescovo di Seul e primate
della Chiesa Coreana, cardinal Stephen Kim, denunciava nella
sua cattedrale la "demenziale lunghezza delle ore lavorative
per i minatori, sfruttati indegnamente dal miracolo economico
nazionale".
Il presule era sceso al fondo della miniera di carbone di Sabouk
e ne era risalito indignato: "Avevo sentito dire che i bambini
nati in questo terribile ambiente, quando disegnano un fiume,
lo dipingono in nero. Effettivamente, sono entrato in un villaggio
nero, in un universo nero... Ancora dopo 24 ore dalla discesa
in quell'inferno, la mia saliva era nera" (L'Espresso, 5/6/1986).