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      TEMPO di NATALE - ANNO LITURGICO C     |  2a Dom. Nome di Gesù - 3 gen.2010
     LITURGIA e LETTURE DELLA DOMENICA    
|   Sussidio per l'Omelia


AFORISMI...



""E' tempo di strappare a Satana l'usurpata prerogativa d'aver inventato e monopolizzato il godimento. I gaudenti devono sapere che noi cattolici rifiutiamo il loro edonismo pagano non tanto perché ci farebbe perdere l'anima, ma perché fra le loro file si gode mille volte di meno che fra le nostre file". Luigi SANTUCCI

"Già è inoltrata la notte; le stelle chiare e lucenti brillano nella fredda atmosfera; voci chiassose e discordi giungono al mio orecchio, dalla città: sono i gaudenti del mondo che ricordano con i bagordi la Povertà del Salvatore; ... io veglio pensando al mistero di Betlemme". PAPA GIOVANNI XXIII - DAL "GIORNALE DELL'ANIMA", ANNO 1901

"Il deserto mi riesce profondamente dolce; è bello e salutare porsi nella solitudine di fronte alle cose eterne; ci si sente invasi dalla Verità". Charles DE FOUCAULD

"Il profumo della rosa è una preghiera che sale verso Dio" PAUL CLAUDEL.

"Il tuo volto, Signore, è la mia patria" S. TERESA Di LISIEUX.

RIFLESSIONI...


Giovanni incontra Gesù dopo il Battesimo nel Giordano, quando sente dire dal Battista "Ecco l'Agnello di Dio…". E' il più giovane degli Apostoli, sta con Gesù sempre; dopo la Crocifissione, è Figlio di Maria, la custodisce, e da Lei impara a meditare, "Maria custodiva tutte queste cose nel suo cuore"…
Il suo Vangelo è una narrazione meditazione su "Gesù", e quello che ha detto e fatto.
Il Prologo, il Vangelo di oggi, è molto profondo: La Parola di Dio che ha creato il mondo, in Gesù si è fatta carne e ha posto la sua tenda in mezzo agli uomini, ma essi non l'hanno accolto, a quanti però l'hanno accolto ha dato il potere di diventare Figli di Dio.
Il Verbo fatto Carne è stato annunciato dai Profeti e presentato da Giovanni…
Il Verbo è Luce, e noi, che Lo abbiamo accolto, siamo Figli della Luce, e come il Battezzatore siamo chiamati a testimoniare la Sua presenza in questo mondo…, con la previsione di essere trattati come Lui.
Avere la serenità di poter dire: "Mi sforzo di essere dalla parte del "Verbo fatto Carne" ci da la serenità della vita, e di conseguenza l'allegria della vita.
E' stato detto: " Un tristo (arrabbiato…) santo, è un triste (cattivo) santo".
Su questo Prologo sono state fatte tante riflessioni e meditazioni, credo che per interiorizzarlo dobbiamo prenderci un po' di calma e leggerlo, meditarlo e sforzarci di capirlo. Una volta che impareremo ad amarlo, cercheremo anche di approfondirlo….

ESEMPI UTILIZZABILI


Dio ha parlato



Un giovane studente era venuto da molto lontano per ascoltare gli insegnamenti di un famoso rabbino. Ma non poté mai assistere a una sola lezione per intero, perché, appena il maestro incominciava il suo discorso con la nota formula: "E Dio parlò e disse", il giovane usciva di classe come trasognato e andava qua e là ripetendo in estasi: "Dio parlò e disse"... Non sapeva capacitarsi del miracolo di un Dio che si manifestava e si faceva ascoltare con delle parole.
Ne gioiva in modo indicibile. Che cosa avrebbe fatto, se avesse potuto incontrare il Verbo incarnato, cioè la viva Parola?

Dio sa entrare nel cuore



"Mosè, durante il suo pellegrinare nel deserto, trova un pastore e decide di passare un po' di giorni con lui, aiutandolo a pascolare il gregge. Alla fine della giornata vede che il pastore raccoglie il latte migliore in una tazza di legno e poi la porta su una roccia lontana.
Mosè chiede: a che serve quel latte?
Il pastore risponde: E' il latte per Dio!
Mosè resta imbarazzato e non può fare a meno di chiedere spiegazioni. Replica il pastore: Ecco io ogni sera prendo il latte migliore e l'offro al mio Signore. Sorridendo per la semplicità di quel pastore, Mosè insiste: - E Dio lo beve?
- Sì, - risponde - il pastore, - Dio beve il latte che io gli offro.
Mosè allora sente il bisogno di illuminare quel suo amico e spiega come Dio, essendo puro spirito, non può dissetarsi con latte. Ma il pastore è sicuro che il latte deposto con la tazza di legno sia preso dal Signore.
A questo punto la sfida di Mosè diventa più serrata; egli invita il pastore a nascondersi, di notte, per vedere se realmente Dio viene a bere il suo latte.
Durante la notte, al chiarore di luna, il povero pastore si accorge che una piccola volpe viene, alla chetichella, a bere sulla roccia quel latte, preparato per Dio.
Al mattino Mosè trova il pastore depresso, umiliato: è costretto a dare ragione a Mosè, riconoscendo che veramente Dio è puro spirito e non può quindi cibarsi di cose terrene.
Ma in una visione Dio compare a Mosè sgridandolo:
- Mosè, è certamente vero che io sono puro spirito; ma ho sempre accettato con gratitudine il latte che mi offriva con retta intenzione e con tanto amore. Essendo puro spirito, non ho bisogno di latte; per questo, essendo Dio, lo dividevo con quella piccola volpe, che ne è ghiotta". - (Cfr. A. BLOON, Scuola di preghiera, Ed. Morcelliana).

Più medito e più diventa grande



Il Gerone di Siracusa chiamò un giorno a sé il filosofo Simonide e gli domandò:
- Sento dire tante cose intorno alla divinità e spesso diverse le une dalle altre. Dimmi tu che sei saggio: Chi è Dio?
Il filosofo rispose:
- re, dammi un giorno, per pensare.
Il giorno dopo Simonide ritornò dal re e supplicò:
- Ho bisogno di altri due giorni di studio!
Finiti questi, ritornò a chiedere altri, altri giorni ancora. E così via.
Domandandogli il re, stanco dell'attesa, perché agisse così, rispose:
- re, quanto più ci penso, tanto più Dio diventa grande ai miei occhi e tanto meno io riesco a comprenderlo con la mia mente!

Dio è luce e viviamo nelle tenebre



Nell'aprile di alcuni anni or sono, l'arcivescovo di Seul e primate della Chiesa Coreana, cardinal Stephen Kim, denunciava nella sua cattedrale la "demenziale lunghezza delle ore lavorative per i minatori, sfruttati indegnamente dal miracolo economico nazionale".
Il presule era sceso al fondo della miniera di carbone di Sabouk e ne era risalito indignato: "Avevo sentito dire che i bambini nati in questo terribile ambiente, quando disegnano un fiume, lo dipingono in nero. Effettivamente, sono entrato in un villaggio nero, in un universo nero... Ancora dopo 24 ore dalla discesa in quell'inferno, la mia saliva era nera" (L'Espresso, 5/6/1986).

                                                                         D. TOMMASO DURANTE sdb |  E-mail:  tduranteicp@pcn.net 

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