AFORISMI...
""Purtroppo ci siamo così abituati a case senza
bambini e a chiese senza poveri, che abbiamo l'impressione di
starci bene. I bambini scomodano, i poveri scomodano!".
Primo MAZZOLARI.
"Il problema negativo
non è quello di un figlio illegittimo, ma quello del genitore
illegittimo: cioè il problema di un uomo e di una donna
per i quali la nascita di una creatura è soltanto un incidente".
Nazareno FABBRETTI.
"Le azioni dei teddy boys
e dei blousons noir sono, in larga misura, la reazione di rivolta
e di disgusto di una gioventù che si vendica per non aver
trovato amore nel proprio focolare". CARD.Leo J. SUENENS.
"Il Messia venne ad erigere
un tempio in terra. Questo santuario fu iniziato nella famiglia"
KARL KEPPLER."
RIFLESSIONI...
Abbiamo fatto memoria della
Nascita di Gesù. L'unico grande dono che il Padre ha voluto
per il Figlio nato a Betlemme è stata una famiglia degna
di Lui Uomo-Dio.
Il primo miracolo che Gesù fa, sollecitato da sua Madre,
è per una coppia di Sposi che sta creando una Famiglia.
La Famiglia nel pensiero di
Dio è fedeltà all'Amore, sostenuto dall'Amore di
Dio.
Nella preparazione al Natale, abbiamo approfondito la figura
di Maria (Immacolata e IV dom Avvento), tutto l'Avvento ci ha
aiutato a riflettere sul Dio Bambino. In questa festa della Sacra
famiglia vi lascio una lunga citazione che don Pasqual Villanueva
Chavez ha detto nell'omelia in questo 18 dicembre quando a Valdocco
i Salesiani hanno commemorato i 150 anni della nascita della
Congregazione commentando la figura di San Giuseppe.
Dio per salvare gli uomini
ha bisogno di uomini. "Mistero della sua bontà: solo
Lui può salvare, ma salva soltanto con noi e per noi.
Lo ha ricordato il vangelo: Dio si è servito di Giuseppe,
uomo semplice e di profonda fede, per portare avanti la sua storia
di salvezza incentrata in Gesù. Giuseppe non ostacola
il disegno di Dio, entra nel mistero anche senza comprenderlo
fino in fondo, si fida del suo creatore e collabora con docilità
e fiducia. Dio, per realizzare il proprio disegno, la sua volontà,
si serve sempre degli uomini che la accolgono e la fanno, anche
se spesso misteriosa e incomprensibile. Giuseppe fu uno di quelli
che, con l'obbedienza della fede, visse la sua chiamata nella
ricerca di Dio e del suo volere, e portò avanti con Dio
il meraviglioso disegno di salvezza. Nel figlio, che non è
stato suo né mai lo diventerà in realtà,
perché non sarà genitore ma padre, Giuseppe offre
qualcosa di sé, la rinuncia a un presente da lui gestito
per permettere a Dio di gestire la sua vita e realizzare la sua
storia di salvezza.
Giuseppe è giusto non
per quello che fa, ma perché rinuncia a portare avanti
il proprio progetto personale; non offre a Dio quello che ha,
rifiuta di darsi quello che ha sognato, una famiglia propria,
un proprio figlio. Fonda così la vita sulla parola di
Dio, appena intravista in sogni; non si difende da essa né
la interpreta accomodandola ai propri desideri; legge gli avvenimenti
e li comprende nella misura in cui interiorizza, appropriandosene,
la Parola e la vive nel proprio quotidiano.
Fare la volontà di Dio
non lo esilia dal mondo né lo rende indifferente di fronte
ai bisogni altrui. Esiste, tuttavia, una condizione previa per
arrivare all'obbedienza a Dio, ed è restare in dialogo
con Lui. Per riuscire a sapere che cosa vuole Dio da lui, Giuseppe
deve impegnarsi ad ascoltarlo: soltanto chi sa ascoltare riesce
a sapere a che cosa obbedire; solo colui che si pone in religioso
ascolto è 'impiegato' dal Signore per i suoi piani a vantaggio
degli uomini, come lo furono Maria e Giuseppe, e come lo furono
Giovanni Bosco e i 17 giovani che con lui fondarono la Congregazione
Salesiana".
ESEMPI
UTILIZZABILI
Il secchio di Nazareth
S. Vincenzo Ferreri raccontava questa breve storia: la Madonna
di buon mattino prende il secchio per andare ad attingere l'acqua.
Giuseppe le vien dietro per toglierle quel secchio mano e portarlo
lui, ma il Bambino Gesù se ne impadronisce prima di tutti
dicendo: "Vado io a prendere l'acqua". O Signore, perché
ti metti a fare questi lavori? Perché non ci pensate voi,
Maria e Giuseppe? Essi rispondono: "Noi volevamo farlo,
ma Lui non ce lo permette". Perché mai Gesù
Bambino? "Perché i giovani sappiano un giorno",
ribatte il Cristo, "che io ho lavorato, e lavorato aiutando
i miei in casa, innanzitutto, e senza vergognarmene
Consacrazione
La solidarietà tra i popoli e in ogni società nasce
sempre dalla solidarietà familiare intesa come effetto
dell'unione di tutti i familiari con Dio, nel mondo soprannaturale.
A questo fine la beata Aletta, madre di S. Bernardo, seguiva
l'uso bretone di consacrare a Dio i suoi sette figli appena nati:
per quello che riguarda Bernardo, futura gloria di Cìteaux,
questa saggia madre "Lo alzò verso il cielo quanto
più poteva e lo consacrò al Signore perché
fosse santo". Una delle grandi promesse che Gesù
fece alla sua confidente di Paray-le-Monial, S. Margherita Alacoque,
è questa: "Benedirò le case dove sarà
esposta e venerata l'immagine del mio Cuore
Ho pensato ai miei vecchi genitori
Tre giovani africani furono fatti entrare nella capanna delle
riunioni. Il Capo era seduto in fondo, circondato dai vecchi
guerrieri. I ragazzi gli s'avvicinarono. - Per sei giorni - egli
disse, parlando lentamente - siete stati lasciati nella foresta
per mettere alla prova le vostre capacità, affinché
noi potessimo giudicare se siete degni di essere considerati
guerrieri. Siete ritornati sani e salvi, nonostante i mille pericoli.
Ma non basta. Che cosa avete fatto per meritare il nome di guerrieri?
Tra l'attento silenzio degli uomini della tribù, i ragazzi
narrarono le loro imprese. Uno aveva ucciso un leopardo, un altro
aveva lottato con un pitone. Solo il terzo dei ragazzi non parlò.
- E tu, Mamadù, che cosa hai fatto? - chiese il Capo.
- Ho preso un orcio di miele dalle api selvatiche - rispose sommessamente
Mamadù.
I ragazzi sorrisero. Che cos'era rubare del miele dalle api?
Ci voleva pazienza, audacia anche, ma non era una prova degna
di un guerriero della tribù.
- Perché hai preso il miele e non hai cacciato qualche
animale feroce? - chiese il Capo.
- Tu sai - rispose Mamadù - che i miei genitori sono vecchi
e malati; dovevo pensare a loro e l'ho fatto portando loro il
miele.
Il Capo si alzò. Tese la lancia verso Mamadù e
disse: - Prendila, perché fra tutti tu sei il più
degno. Prima di essere cacciatore, un uomo deve essere uomo.
E c'è solo un modo per sapere quando egli è tale:
quando sopra ogni cosa egli mette l'amore e il rispetto per i
propri genitori. - ALBERTO MANZI.