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      TEMPO di NATALE - ANNO LITURGICO C     |  Santo NATALE - 25 dicembre 2009
     LITURGIA e LETTURE DELLA DOMENICA    
|   Omelia di approfondimento


Omelia per la Messa dell'Aurora


In questa liturgia eucaristica, chiamata "dell'Aurora", la Chiesa propone alla nostra riflessione il racconto evangelico di S. Luca, che pone in primo piano i pastori ed il loro comportamento all'annuncio della nascita del Salvatore.

I pastori sono una categoria di persone poco considerata, anzi disprezzata dai rabbini perché, a motivo del lavoro svolto seguendo le greggi, non sono assidui alle riunioni della sinagoga, né tanto scrupolosi nell'osservanza delle minuziose prescrizioni della Legge riguardanti la pulizia e l'igiene.
Ma, proprio a questa categoria di persone, prima che a tutte le altre , viene recato il lieto annuncio degli angeli: "Vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo; oggi vi è nato nella città di Davide un Salvatore".

I pastori rappresentano i "poveri", gli umili, i disprezzati, i "piccoli". Ad essi, dirà Gesù, il Padre ama rivelare i suoi misteri, perché non sono chiusi nel loro orgoglio e prigionieri dei loro pregiudizi.
Ai pastori l'angelo dà un "segno" per riconoscere il neonato salvatore. Niente di eccezionale, anzi, un fatto molto comune: "Troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia".
Niente di più. Eppure i pastori ritengono sufficiente questo "segno", lo accolgono senza riserve, perché il loro cuore è semplice, senza pretese, sgombro da qualsiasi preconcetto.
I pastori "trovano il bambino che giace in una mangiatoia". Nella fragilità e nella piccolezza di un bimbo si rivela la presenza di Dio, e i pastori non si meravigliano, non si scandalizzano, ma hanno, nella loro semplicità, gli occhi per riconoscerlo!

Occorre avere la semplicità dei pastori per riconoscere la presenza di Dio nel volto di ogni uomo, anche se sfigurato dalla miseria o dal vizio.
"Dopo averlo visto (i pastori) riferiscono ciò che del bambino era stato detto loro". Hanno scoperto qualcosa di immensamente grande e sentono il bisogno prepotente di comunicarlo a tutti.
I pastori, comunicando con entusiasmo ciò che hanno "visto e udito", suscitano stupore e meraviglia in tutti coloro che li ascoltano, ma pochi li seguono; stupore e meraviglia purtroppo rimangono sentimenti superficiali e passeggeri.

È il rischio che anche per noi il Natale sia solo l'emozione di un momento che passa, senza lasciare traccia nel profondo dell'anima.
Ben diverso è l'atteggiamento di Maria, e l'evangelista Luca lo sottolinea. Ella non solo riceve il messaggio dei pastori, ma lo custodisce nel cuore, lo medita, lo approfondisce nella fede. Maria collega e mette in relazione le cose udite dai pastori con quanto già le era stato rivelato del bambino, con quello che le Scritture e i profeti avevano preannunciato di Lui. Il racconto dei pastori fa comprendere meglio anche a lei il piano di Dio intorno a quel suo bambino. "Maria è la donna del silenzio meditativo che vive la beatitudine di coloro che 'ascoltano la Parola con cuore buono e perfetto e la custodiscono" .

I pastori "glorificano" e "lodano Dio per tutto quello che hanno udito e visto".
Uniamoci anche noi alla loro liturgia di lode e di ringraziamento a Dio perchè nella nascita di Gesù "si sono manifestati la bontà di Dio e il suo amore per gli uomini", Dio ci ha realmente salvati "per sua misericordia mediante un lavacro di rigenerazione" (il battesimo), e ci vuole tutti "eredi della vita eterna" (2" lettura).

                                                                         D. MARIO MORRA sdb - E-mail:  csdm.valdocco@gmail.com 

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