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      TEMPO di NATALE - ANNO LITURGICO C     |  Santo NATALE - 25 dicembre 2009
     LITURGIA e LETTURE DELLA DOMENICA    
|  Omelia di approfondimento


NOI DAVANTI A CHI CI INGINOCCHIAMO?

Non vi è nulla di più drammatico del momento della nascita e della morte. Dal fatto che il nascere ed il morire fanno parte della natura, deriva che sono esperienze uniche ed irripetibili, da vivere nella solitudine e nel mistero.

La moderna scienza medica ha reso meno traumatici questi due istanti insostituibili dell'esistenza, ma non ha intaccato minimamente lo spasimo dell'attesa, né diradato la nebbia del timore che li circonda tuttora.

Anche nel Natale c'è ben poco di umanamente rassicurante.

Incerto è il luogo dell'accadimento (stalla o grotta?);
misterioso è il concepimento verginale;
senza identità precisa sono i pastori (razza poco raccomandabile per la mentalità del tempo);
creature spirituali, e quindi sfuggenti, sono gli angeli;
senza contorni netti le persone di Maria e di Giuseppe.

Ad aumentare la confusione presto arriveranno da non si sa dove, portando non si sa cosa, tre oscuri personaggi che la tradizione ha chiamato Magi senza spiegare che cosa questo termine veramente significhi.

Insomma grande è il mistero che veleggia su Betlemme e dintorni. E poi perché proprio Betlemme, piccolo villaggio insignificante, aggrappato ad una collina posta ai limiti del deserto di Giuda arido e sassoso?

Lo stesso legame biblico con il re Davide (personaggio storico o mito?) appare molto fragile ed aleatorio per giustificare la nascita dell'Emmanuele nell'antico abitato di Efrata. Se ci avviciniamo al Natale con la nostra mentalità logica e razionale, ci cacciamo nel ginepraio delle domande senza risposta e delle affermazioni non supportate da documenti storici.

Il panorama cambia radicalmente se ci lasciamo prendere per mano da Matteo e Luca e ci facciamo illuminare da Giovanni.

Fidarsi degli evangelisti vuol dire trovare il coraggio di fare il salto, assolutamente necessario, nel mondo della sola fede.

Solo così nel Bambinello sapremo cogliere non solo i suoi aspetti umani, che ci spalancano l'universo dei sentimenti e della tenerezza che ci spingono verso il tanto decantato, ma inconsistente, "volemose bene" tipico della pubblicità natalizia, ma soprattutto il Verbo che si incarna nella nostra natura per liberarci dalle ricadute umilianti dell' amara realtà di essere peccatori.

Con l'Incarnazione il peccatore, da essere impuro cacciato ai margini della società civile del tempo dominata dal formalismo legalistico, viene messo al centro dell'interesse e chiamato ad essere testimone ed annunciatore della Buona Notizia.

I pastori ed i magi hanno alle spalle una robusta fama di essere dei ladri e degli imbroglioni tanto da essere catalogati nel genere delle persone da evitare da parte dei "puri". Ogni contatto con loro richiede una pronta purificazione rituale, al pari della malattia della lebbra.

Eppure sono loro che affollano la scena della nascita di Gesù; sono loro che si fidano degli angeli facendo proprio l'invito ad andare a Betlemme; sono loro che non si limitano a gioire per la nascita di un bel bambino ma bucano il mistero riconoscendo in Lui il tanto atteso Messia.

Accanto a Giuseppe e Maria non ci sono i giusti, i retti, i puri, i potenti, i benpensanti, i moralisti. Il silenzio, l'umiltà, il bisogno di perdono e di pace, la sete di giustizia, l'attesa del Messia, la vigilanza esistenziale non trovano spazio nel cuore di chi non si sente bisognoso di essere liberato dal male. Chi non ha sperimentato sulla sua pelle la fragilità e le contraddizioni del vivere, non aspetta nessun Salvatore.

Chi sta appallottolato nel tepore del proprio egoismo narcisistico è blindato nelle sue certezze e non ha bisogno di nessuna Buona Notizia. Chi bazzica nelle sale parto degli ideologismi bislacchi disdegna il Logos che si fa carne.

Lo straordinario del Natale di Betlemme è che chi, pastori e magi, non ha libero accesso al Dio del Tempio, diventa ospite privilegiato del Dio che si fa uomo.

Noi davanti a chi ci inginocchiamo?
Quale Dio adoriamo?
Il nostro cuore è tempio o capanna?
Il nostro Natale è semplice appuntamento di calendario o rendez-vous con Colui che, solo, può liberarci dalle nostre miserie?
Nel Bambinello chi vediamo?

                                                            D. ERMETE TESSORE sdb - E-Mail:  ermete.tessore@31gennaio.net

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