CRESCIAMO
VERAMENTE
NELL'AMORE DI DIO E DEL PROSSIMO?
L'Evangelista Luca colloca
la vicenda di Gesù in una solenne cornice storica, geografica,
politica e religiosa, intarsiata di nomi altisonanti. Questo
perché la storia della salvezza si innesta concretamente
nella grande storia universale dell'umanità.
Gesù è entrato
in un tempo ed in un mondo ben concreti, in una situazione politica
e religiosa ben precisa, in un ambiente culturale ben determinato,
che possono essere perfettamente verificati, e che costituiscono
il fondamento storico dei Vangeli.
Quale è il motivo per
cui l'evangelista Luca ha fatto questa presentazione politico
- religiosa così solenne? Il motivo più evidente
è quello di sottolineare l'importanza della figura di
Giovanni Battista, profeta che unisce il Vecchio al Nuovo Testamento:
mentre conclude l'uno, preannuncia imminente l'altro.
Inizia la sua missione e prelude
immediatamente a quella di Gesù di cui è il precursore.
Luca però, in questa presentazione, sottintende un'intenzione
teologica molto importante. La Giudea di Pilato e la Galilea
di Erode, sono la terra del popolo di Dio; le tetrarchie di Filippo
e di Lisania sono invece regioni pagane; dunque il messaggio
del Battista si rivolge tanto agli ebrei quanto ai pagani; si
estende cioè a tutti l'orizzonte della Parola di Dio che
"era scesa su Giovanni".
Si realizza l'annuncio gioioso
ed entusiastico del profeta Baruc: il popolo d'Israele, deportato
in Babilonia, ritornerà libero in Gerusalemme, per opera
di Dio. "Sorgi o Gerusalemme, e sta' in piedi sull'altura
e guarda verso oriente; vedi i tuoi figli riuniti da occidente
a oriente, alla parola del Santo
Si sono allontanati da
te a piedi, incalzati dai nemici, ora Dio te li riconduce in
trionfo
poiché Dio ha stabilito di spianare ogni
alta montagna e le rupi secolari, di colmare le valli e spianare
la terra".
Questa liberazione è
solamente la prefigurazione della liberazione dal peccato che
Dio compirà con Gesù, il Messia promesso dal Battista,
e che riguarderà non solo il popolo di Israele, ma tutta
l'umanità.
Giovanni predica "un battesimo di conversione per il perdono
dei peccati". Non c'è infatti perdono dei peccati
senza conversione, senza cioè la volontà di distaccarsi
dal peccato e di cambiare vita, raddrizzando le storture della
propria condotta.
Questo invito alla conversione
è rivolto anche a noi perché siamo tutti peccatori,
per di più inclini ad adagiarci in una situazione di pigrizia
e di indolenza spirituale, o, quel che è peggio, a fare
l'abitudine al peccato. Oggi purtroppo si è perso il senso
del peccato, perché si è perso il senso di Dio
ed il rispetto della sua legge.
Dobbiamo reagire alla mentalità
corrente: se riconosciamo in Dio il Padre nostro e nella sua
legge una volontà di amore e di bene, se riconosciamo
nel Vangelo la guida e la norma del nostro agire ed in Gesù
il nostro modello, comprendiamo subito quanto bisogno abbiamo
di cambiare, di mettere ordine nella nostra vita, di rinnovare
continuamente la nostra volontà di conversione.
Convertirsi non significa però
soltanto distaccarsi dal peccato e da una condotta non conforme
al vangelo; positivamente, convertirsi significa sviluppare quella
vita di grazia che è in noi fin dal Battesimo, con il
dono dello Spirito Santo; significa, come ci dice S. Paolo nella
seconda lettura, crescere sempre più nell'amore di Dio
e del prossimo, significa cooperare attivamente alla diffusione
del vangelo, acquistando, con l'aiuto dello Spirito Santo, una
capacità sempre maggiore nel "distinguere (scegliere)
sempre il meglio ed essere integri e irreprensibili" per
il giorno del giudizio, "ricolmi di quei frutti di giustizia
(santità) che si ottengono per mezzo di Gesù Cristo
, a gloria e lode di Dio".
Domandiamoci allora se noi
cresciamo veramente nell'amore di Dio e del prossimo; se ci sforziamo,
con l'aiuto dello Spirito Santo, di distinguere (scegliere) sempre
il meglio e di agire di conseguenza. Sentiamo inoltre crescere
in noi lo zelo per la diffusione del Vangelo? il bisogno di cooperare
con la Chiesa, con la nostra comunità cristiana, alla
salvezza dei nostri fratelli? E domandiamoci che cosa facciamo
in concreto.
Sia questo il nostro impegno
di conversione, in preparazione al S. Natale. Ci aiuti la Madonna,
la Vergine che attende e ci porta Gesù.