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      TEMPO di AVVENTO - ANNO LITURGICO C     |  2a DOMENICA - 6 dicembre 2009
     LITURGIA e LETTURE DELLA DOMENICA      
|   Omelia di approfondimento


CRESCIAMO VERAMENTE
NELL'AMORE DI DIO E DEL PROSSIMO?

L'Evangelista Luca colloca la vicenda di Gesù in una solenne cornice storica, geografica, politica e religiosa, intarsiata di nomi altisonanti. Questo perché la storia della salvezza si innesta concretamente nella grande storia universale dell'umanità.

Gesù è entrato in un tempo ed in un mondo ben concreti, in una situazione politica e religiosa ben precisa, in un ambiente culturale ben determinato, che possono essere perfettamente verificati, e che costituiscono il fondamento storico dei Vangeli.

Quale è il motivo per cui l'evangelista Luca ha fatto questa presentazione politico - religiosa così solenne? Il motivo più evidente è quello di sottolineare l'importanza della figura di Giovanni Battista, profeta che unisce il Vecchio al Nuovo Testamento: mentre conclude l'uno, preannuncia imminente l'altro.

Inizia la sua missione e prelude immediatamente a quella di Gesù di cui è il precursore.
Luca però, in questa presentazione, sottintende un'intenzione teologica molto importante. La Giudea di Pilato e la Galilea di Erode, sono la terra del popolo di Dio; le tetrarchie di Filippo e di Lisania sono invece regioni pagane; dunque il messaggio del Battista si rivolge tanto agli ebrei quanto ai pagani; si estende cioè a tutti l'orizzonte della Parola di Dio che "era scesa su Giovanni".

Si realizza l'annuncio gioioso ed entusiastico del profeta Baruc: il popolo d'Israele, deportato in Babilonia, ritornerà libero in Gerusalemme, per opera di Dio. "Sorgi o Gerusalemme, e sta' in piedi sull'altura e guarda verso oriente; vedi i tuoi figli riuniti da occidente a oriente, alla parola del Santo…Si sono allontanati da te a piedi, incalzati dai nemici, ora Dio te li riconduce in trionfo…poiché Dio ha stabilito di spianare ogni alta montagna e le rupi secolari, di colmare le valli e spianare la terra".

Questa liberazione è solamente la prefigurazione della liberazione dal peccato che Dio compirà con Gesù, il Messia promesso dal Battista, e che riguarderà non solo il popolo di Israele, ma tutta l'umanità.
Giovanni predica "un battesimo di conversione per il perdono dei peccati". Non c'è infatti perdono dei peccati senza conversione, senza cioè la volontà di distaccarsi dal peccato e di cambiare vita, raddrizzando le storture della propria condotta.

Questo invito alla conversione è rivolto anche a noi perché siamo tutti peccatori, per di più inclini ad adagiarci in una situazione di pigrizia e di indolenza spirituale, o, quel che è peggio, a fare l'abitudine al peccato. Oggi purtroppo si è perso il senso del peccato, perché si è perso il senso di Dio ed il rispetto della sua legge.

Dobbiamo reagire alla mentalità corrente: se riconosciamo in Dio il Padre nostro e nella sua legge una volontà di amore e di bene, se riconosciamo nel Vangelo la guida e la norma del nostro agire ed in Gesù il nostro modello, comprendiamo subito quanto bisogno abbiamo di cambiare, di mettere ordine nella nostra vita, di rinnovare continuamente la nostra volontà di conversione.

Convertirsi non significa però soltanto distaccarsi dal peccato e da una condotta non conforme al vangelo; positivamente, convertirsi significa sviluppare quella vita di grazia che è in noi fin dal Battesimo, con il dono dello Spirito Santo; significa, come ci dice S. Paolo nella seconda lettura, crescere sempre più nell'amore di Dio e del prossimo, significa cooperare attivamente alla diffusione del vangelo, acquistando, con l'aiuto dello Spirito Santo, una capacità sempre maggiore nel "distinguere (scegliere) sempre il meglio ed essere integri e irreprensibili" per il giorno del giudizio, "ricolmi di quei frutti di giustizia (santità) che si ottengono per mezzo di Gesù Cristo , a gloria e lode di Dio".

Domandiamoci allora se noi cresciamo veramente nell'amore di Dio e del prossimo; se ci sforziamo, con l'aiuto dello Spirito Santo, di distinguere (scegliere) sempre il meglio e di agire di conseguenza. Sentiamo inoltre crescere in noi lo zelo per la diffusione del Vangelo? il bisogno di cooperare con la Chiesa, con la nostra comunità cristiana, alla salvezza dei nostri fratelli? E domandiamoci che cosa facciamo in concreto.

Sia questo il nostro impegno di conversione, in preparazione al S. Natale. Ci aiuti la Madonna, la Vergine che attende e ci porta Gesù.

                                                                         D. MARIO MORRA sdb - E-mail:  csdm.valdocco@gmail.com 

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