La seconda, come anche la terza
domenica di Avvento, mentre conserva viva l'attesa della Parusia
(seconda lettura), pone ormai l'accento sulla prima venuta nell'Incarnazione.
Giovanni Battista, il Precursore, prepara il popolo di Dio a
incontrare il Messia.
PRIMA
LETTURA:
(Bar
5,1-9)
Dio mostrerà il
tuo splendore a ogni creatura
SALMO RESPONSORIALE:
Sal
125
Grandi cose ha fatto
il Signore per noi.
SECONDA LETTURA: (Fil 1,4-6.8-11)
Siate integri e irreprensibili
per il giorno di Cristo
VANGELO: (Lc 3,1-6)
Ogni uomo vedrà
la salvezza di Dio!
+++ Dal
Vangelo secondo Luca
Nell'anno quindicesimo dell'impero
di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della
Giudea, Erode tetrarca della Galilea, e Filippo, suo fratello,
tetrarca dell'Iturea e della Traconìtide, e Lisania tetrarca
dell'Abilène, sotto i sommi sacerdoti Anna e Caifa, la
parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccaria, nel deserto.
Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo
di conversione per il perdono dei peccati, com'è scritto
nel libro degli oracoli del profeta Isaìa:
"Voce di uno che grida
nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni burrone sarà riempito,
ogni monte e ogni colle sarà abbassato;
le vie tortuose diverranno diritte
e quelle impervie, spianate.
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!".
Commento
esegetico
L'Apostolo esorta i cristiani
di Filippi a prepararsi per il "giorno di Cristo" (Fil
1,4-6.8-11). Vi giungano "integri e irreprensibili",
senza peccato, "ricolmi di quel frutto di giustizia, che
si ottiene per mezzo di Gesù Cristo", ossia di opere
buone, compiute con l'aiuto di Dio.
Accogliendoci nel suo regno,
Egli "porterà a compimento" quanto ha iniziato
chiamandoci alla fede e alla vita cristiana. Paolo prega poi
perché la loro carità "cresca sempre più
in conoscenza e in pieno discernimento": la fede cristiana
deve diventare ogni giorno più consapevole, in grado di
"distinguere ciò che è meglio".
L'Apostolo dice anche a noi
di non accontentarci di una fede semplice, ma di approfondirne
i contenuti, in un confronto critico con la cultura del nostro
ambiente.
La Seconda lettura, brano ripreso
dal libro del profeta Baruc (Bar 5,1-9), fa da sfondo al Vangelo.
Il "segretario" di Geremia - al quale questo libro
è stato attribuito - rivolge al popolo di Dio parole di
consolazione e promesse, che riecheggiano quelle del Secondo
Isaia (Is 40,3-5).
Deposto il lutto e indossate
vesti splendenti, Gerusalemme contempla i suoi figli che ritornano
dall'esilio. Spianando i monti e colmando le valli, Dio li riconduce
nella loro terra "alla luce della sua gloria, con la misericordia
e la giustizia che vengono da lui".
Le immagini di Baruc (e del
Secondo Isaia) sono riprese dall'evangelista per commentare la
missione di Giovanni, il Precursore del Messia.
Collocandola in una precisa
cornice storica, che serve a inquadrare anche quella di Gesù,
il Vangelo descrive così la sua attività: "Egli
percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo
di conversione per il perdono dei peccati".
L'invito di Giovanni, formulato
con le parole di Isaia, è rivolto anche a noi cristiani
oggi: "Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi
sentieri!".
Per avere il perdono dei peccati
dobbiamo fare una sola cosa: convertirci, ossia "ritornare"
a Dio. Potremo "vedere la salvezza di Dio" se ci prepariamo
a celebrare la venuta di Cristo "con fede ardente",
se raddrizziamo i suoi sentieri non nel deserto, ma "nei
nostri cuori" (Colletta).