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      TEMPO di AVVENTO - ANNO LITURGICO C     |  2a DOMENICA - 26 dicembre 2009
     LITURGIA e LETTURE DELLA DOMENICA      
|   Omelia di approfondimento


SAPPIAMO QUALI SONO I SENTIRI DA RADDRIZZARE?

La liturgia della seconda domenica dell'anno C ci presenta tre personaggi storici che incarnano altrettanti aspetti diversi di quello che dovrebbe essere il nostro cammino di purificazione e di conversione in vista del prossimo Natale.

Essi sono Baruc, Paolo di Tarso e Giovanni il Battista. Tre persone molto diverse per cultura, provenienza sociale e carattere, ma cementate insieme nel loro unico desiderio di fedeltà a Dio.

Baruc, considerato il segretario del profeta Geremia, appartiene ad una delle famiglie più influenti di Gerusalemme del VI secolo a.C.

E' un ecclesiastico di corte ed amico di Geremia. Raffinato ed ambizioso, ma anche coraggioso e fedele, l'ebraismo posteriore gli ha attribuito la composizione di un libro apocrifo e di due apocalissi che portano il suo nome.

Nella prima lettura questo scriba, molto influente nella società del suo tempo, ci invita a fare un drastico make-up alle nostre facce per far scomparire ogni traccia di lutto ed afflizione a motivo della crisi dei nostri giorni per sintonizzarci sulla lunghezza d'onda della gioia radiosa tipica di chi confida in Dio.

Colui che aspetta il Natale è un testimone di giustizia ed un costruttore di pace; fa della mitezza la regola del suo relazionarsi con il prossimo; è misericordioso con tutti tanto da spianare ogni montagna di risentimento e colmare ogni baratro di odio e di vendetta. Vigile ed intelligente dall'alto della sua maturità umana sa guardare all'orizzonte della vita nella direzione giusta seguendo la bussola dei suoi valori e del suo credere radicato solo in Dio.

Paolo è l'apostolo delle genti appassionato di Cristo, fariseo nella formazione, irruente ed attaccabrighe, instancabile ed indomito quando si tratta di evangelizzare. Nella seconda lettura ci ricorda che la nostra preparazione al Natale deve essere alimentata dalla preghiera gioiosa ed incarnata in una condotta tutta dedita alla diffusione del Vangelo attraverso la testimonianza concreta di comunità che predicano l'amore solo dopo averne fatto la regola portante e la caratteristica tangibile e verificabile del loro esistere.

I sentieri dell'Avvento non sono stati tracciati per essere percorsi da gente blindata nel proprio individualismo egoistico, ma per chi, nella carità, semina pace e raccoglie frutti di giustizia vivendo nell'integrità di cuore e nell'irreprensibilità dei comportamenti.

Giovanni il Battista, l'ultimo grande profeta dell'Antico Testamento, con la ruvidezza del suo carattere, la sobrietà del suo esistere e la radicalità della sua scelta di vita, ci ricorda che le nostre attese del Messia venturo devono essere agganciate alla conversione individuale.

Coloro che aspettano la Buona Notizia da Betlemme conoscono la sobrietà del vivere caratteristica degli uomini del deserto dove, la capacità di soffrire, la resistenza alla fatica, il saper dosare il cibo ed il bere, la mancanza della zavorra delle cose inutili, il coraggio di affrontare gli immensi e desolati spazi, l'intelligenza nel misurarsi con l'imprevisto, la saggezza nel gestire i tanti momenti di solitudine e di silenzio, sono spietati strumenti indispensabili nel non perdersi nell'immensità degli spazi per continuare a vivere nella più totale libertà.

Per accogliere degnamente il Signore dell'universo il cuore umano non deve avere limiti e conoscere confini.

"Grandi cose ha fatto il Signore per noi" ci dice il ritornello del salmo responsoriale. Ma tutte le cose grandi richiedono uomini e donne capaci di raccogliere le sfide che ci vengono dall'alto.

I microcefali autoreferenziali, i bambolotti in perpetuo letargo esistenziale indotto da un becero consumismo, gli sfiatati tromboni di un inutile moralismo, i cupi cultori di un arrivismo feroce, gli ipocriti annunciatori di una buona notizia annacquata dalla loro inconsistenza umana, gli avidi banditori di una fede poco esigente di certo non accolgono l'invito, rivolto a tutti, da parte di Giovanni il Battista: "Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!".

Bellissimo! Però, fuor di chiacchiera, per farlo dovremmo sapere qual è la via da preparare e quali sono i sentieri da raddrizzare. Giovanni lo sapeva, e noi?

                                                            D. ERMETE TESSORE sdb - E-Mail:  ermete.tessore@31gennaio.net

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