+ Dal Vangelo
secondo Marco
Dopo
che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea,
proclamando il vangelo di Dio, e diceva: «Il tempo è
compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete
nel Vangelo».
Passando lungo il mare di Galilea, vide Simone e Andrea, fratello
di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori.
Gesù disse loro: «Venite dietro a me, vi farò
diventare pescatori di uomini». E subito lasciarono le
reti e lo seguirono.
Andando un poco oltre, vide Giacomo, figlio di Zebedèo,
e Giovanni suo fratello, mentre anchessi nella barca riparavano
le reti. E subito li chiamò. Ed essi lasciarono il loro
padre Zebedèo nella barca con i garzoni e andarono dietro
a lui. Parola del Signore
Provate a leggere
le prime 10 pagine del Vangelo di Marco: Gesù si muove
di continuo, passa da una parte all'altra, va avanti e indietro
non si ferma mai.
Gesù ha fretta. La prima cosa che dice è:
Il tempo è
compiuto!
Per oltre 30 anni se ne è stato tranquillo nel suo villaggio.
Adesso cosa è successo? Là al Giordano deve proprio
aver visto qualcosa. Di sicuro l'esperienza dello Spirito gli
ha spalancato una realtà nuova
così indicibile
da fargli pensare che il tempo era davvero arrivato. L'aurora
di Dio era davvero spuntata. Occorreva svegliarsi: bisognava
avvertire tutti.
Certo Gesù deve ancora passare per il deserto: incontrare
il regno delle tenebre che vuole uccidere l'aurora. Gesù
deve capire qual è la portata del progetto di Dio, quali
forze gigantesche sono in gioco. Deve percepire qual è
la difficoltà del suo popolo, cosa deve superare per arrivare
alla sua libertà; qual'è la strada da fare. Ma
oramai non vede l'ora che questa meravigliosa luce risplenda
in tutto il suo splendore, e corre a gridare: Il tempo è
compiuto! Il tempo è compiuto!
Il tempo esattamente di che? Il tempo della venuta di Dio! Questa
è la "buona notizia": Dio. Per farsi capire
Gesù usa il linguaggio corrente:
Il Regno di Dio.
Il Regno, genericamente, per adesso, vuol dire la libertà,
la pace, la vita nuova. Il miracolo della nuova vita. Ma presto
si renderà chiaro che questa vita è quella di Dio,
è Dio che si dona. Nientemeno. Dio si autocomunica!
E siccome Dio si comunica sovranamente - nessuno glie lo fa fare
- allora non resta che
lasciarlo fare. Per questo l'invito
è
Credete alla
buona notizia.
Non state a discutere se è proprio
vero o non è vero; se è giusto che Dio faccia così
o non sarebbe meglio che facesse cosà; se prima non dovrebbe
fare quest'altro, o
tutte le 1000 obiezioni e scuse per
non fidarsi di lui. Perché se tu non credi che sta per
succede qualcosa di grande, non succederà nulla. In qualche
maniera lo facciamo succedere noi, anche se è opera di
Dio, perché noi rendiamo il terreno adatto all'opera di
Dio.
L'altra cosa che tocca a noi è diventare agenti per il
Regno. Gesù ha bisogno di soci nell'impresa di pubblicità.
I primi due li ha trovati in riva al "mare". Perché
proprio sul mare? Forse aveva un senso. Mosè fu chiamato
che pascolava il gregge e fu fatto pastore del suo popolo. Eliseo
mentre arava il campo e fu mandato a dissodare Israele divenuto
un gerbido. Questi galilei mentre pescano e sono fatti pescatori
di uomini. Dio ti prende lì dove sei, come sei... parte
da quel che sai fare, ma eleva il tuo mestiere a un piano immensamente
superiore.
Bisogna arruolarsi. Non ti puoi tirare indietro. Come puoi, a
Dio che ti offre se stesso, dire: un attimo
che finisco
le mie faccende? Corri tra le sue braccia e da quelle più
nessuno ti stacca. Come hanno fatto gli apostoli. Come ha fatto
- prima di tutti - Gesù stesso, il primo chiamato, che
là al Giordano ha compreso la sua identità di prediletto
e non ha più mollato il Padre un millesimo di secondo.
Il tempo è compiuto, la vita nuova è spuntata.
Che fai ancora attardato nei tuoi vecchi sogni inutili, mentre
Dio ti offre il suo amore infinito?