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        20 maggio 2012 - 7a Domenica: Ascensione  |  Tempo Pasqua - Anno Liturgico B       
      Liturgia e Letture della Domenica           
|  Sussidio per l'approfondimento spirituale


         
         In cordata con Cristo
      verso il Gran Paradiso (Ascensione del Signore)

A volte siamo convinti di conoscere bene il significato di una parola, ad
esempio "ascensione". Un bambino mi chiese che "marca di ascensore"
ha usato Gesù. Il papà lavorava per una grande "marca" straniera di
ascensori!
Leggendo il Garzanti, il verbo ascendere (da cui ascensione) vorrebbe
indicare esattamente una "scalata": "ad-scàndere" in latino. Ad, come
verso una vetta; scàndere, come arrampicata, quindi in salita. E "scala-scalata"
viene da scandere.
Difficilmente, in certe regioni come Piemonte, Lombardia, Veneto, si
incontrano persone che non siano andate in montagna. Ma rari sono
coloro che si cimentano in una scalata vera e propria, dietro una buona
guida ed equipaggiati di tutto punto, in cordata. Costa denaro, fatica,
pericoli, ma la conquista della vetta paga molto bene TUTTO. Chi la fa!

Cristo non aveva proprio bisogno di "scendere" dal cielo (stava bene a casa sua!); di nascere da una donna (già era nato dal Padre!), di fare il falegname (aveva creato il mondo); di farsi battezzare nel Giordano (non aveva mai peccato!). Tanto meno aveva bisogno di morire in croce, di finire in una tomba, di risorgere (come Dio non è mai morto!) e di ASCENDERE AL CIELO.

Eravamo noi, uomini "decaduti", ad aver bisogno di essere ricuperati dall'abisso del peccato, essere risanati da mille fratture, essere esercitati alla scalata, essere equipaggiati dalla Guida di tutti i mezzi per la scalata.

E finalmente di essere messi in cordata, ben legati l'un all'altro, sempre
con la Guida, che si è dichiarata UNICA VIA alla vetta, unica Guida vera
autorizzata, unico Salva-Vita nei passaggi più pericolosi. Una potente
corda ci tiene ben uniti al capo-cordata: Cristo la chiama "SPIRITO
SANTO".
Chi non fa cordata con Cristo, non arriverà mai alla vetta. L'aspetta
sicuramente un precipizio mortale, prima o dopo.
S. Agostino, parlando di Cristo come Vite che dà linfa ai tralci,
categoricamente afferma: "O Cristo o il fuoco!". Ora possiamo dire: in
cordata con Cristo verso il Cielo, o in caduta libera verso l'abisso della
morte. Eternamente falliti!

Cristo non può andare da solo IN PARADISO, al Cielo, da suo Padre,
perchè è capo-cordata. Chi rimane ben legato a LUI, certamente arriverà
con Lui al Cielo. Solo LUI come Capo, ma con tutte le sue membra, noi. Apre
la Via al Cielo, che conosce molto bene, perchè l'ha aperta discendendo
sulla terra. E al Cielo ci arriva chi vuole scalare davvero con Cristo.
E' una direttissima, si dice in gergo alpinistico. Ed è l'unica. Non è
un'autostrada in discesa. L'ha detto LUI che è un sentiero irto di
difficoltà. Ma con LUI la vetta è certa! OGGI celebriano il suo arrivo in vetta.
Ora sta tirando la corda. Le persone che si son volute mettere in cordata con
Lui, conquisteranno la vetta. Egli è DIO!

"Divenire cristiani è più che un'operazione cosmetica, di una chirurgia
plastica", disse Benedetto XVI il 10 dicembre del 2008 nell'udienza del
mercoledì! Il termine "plastica" in genere lo si riferisce alle "borse della
spesa" o a oggetti derivati dal petrolio. Ma in greco la "plastiké" è l'arte
del modellare la cera, la creta, il marmo...
CRISTO CI VUOLE RI-MODELLARE uno a uno, riportandoci allo
splendore iniziale quando l'uomo uscì dalle "mani e dal cuore di Dio": un
prodigio, decaduto poi e irriconoscibile. Senza volto di uomo vero, senza
più volto di figlio di Dio.
Da uomini "mortificati" a UOMINI NUOVI: ecco la nostra ascensione,
grazie a Colui che - morto - è risorto ed è asceso... là dove arriveremo un
giorno con LUI. Promesso!
Non ci ha abbandonati sulla via verso la vetta. Egli è sulla vetta, dandoci
istruzioni, dandoci energia mediante la corda che ci tiene uniti e sicuri.
Non abbiamo forse la sua Parola, la sua energia nell'Eucaristia, la sua
promessa della conquista finale del nostro ESSERE NUOVO come
persone singole, come comunità universale in cammino-cordata
difficile, dura, ma SICURA e certa?
Anche in noi si stanno realizzando i segni profetizzati da Cristo: il
demonio viene scacciato dal nostro cuore, il peccato viene defenestrato
come zavorra inutile nella scalata; malati di egoismo, veniamo guariti
dall'AMORE; stiamo ormai parlando una sola lingua, quella della Pace e
del perdono. Il veleno del mondo vecchio non ci può più contaminare.
Nella Penitenza Cristo ci impone le mani e ci guarisce dal peccato, ci
rende liberi, pronti per la scalata ascensionale verso il Popolo dei
Redenti, il Popolo NUOVO.

Il tempo che stiamo vivendo ora è quello buono. Cristo sta
ricostruendo il Regno di suo Padre, fatto di persone ricuperate una ad una dal
Risorto mediante lo Spirito.
Ecco l'azione paziente ed umile della Chiesa "cosciente": ricuperare gli
uomini, battezzarli-immergerli in Cristo, metterli in cordata per l'Ascensione
UNIVERSALE fino all'evento epocale: l'UMANITA' SPOSA DI DIO, finalmente!
Gloria a Cristo! Dio regna su tutti i popoli, alleluia!

                                                                                                              D. Tiziano SOFIA sdb, E-mail: tiziano.sofia@libero.it


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