Domenica della
Divina Misericordia:
A
chi rimetterete i peccati saranno rimessi,
e
a chi non li rimetterete resteranno non rimessi
Dopo la Pasqua,
Gesù appare diverse volte alle donne, agli Apostoli, ai
discepoli, per aiutarli a credere nella sua risurrezione, e la
Liturgia di queste Domeniche, attraverso i brani degli Atti degli
Apostoli e del Vangelo, aiuta anche noi a crescere nella fede
in Gesù Risorto.
La stessa sera del giorno di Pasqua, Gesù appare ai discepoli
riuniti nel cenacolo, a porte chiuse, per timore dei Giudei,
li saluta augurando loro la pace e mostra loro i segni della
passione e morte, le ferite delle mani, dei piedi e del costato,
per dimostrare loro che è proprio lui.
Soprattutto trasmette agli Apostoli la missione ricevuta dal
Padre.
"Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi
A
chi rimetterete i peccati saranno rimessi, e a chi non li rimetterete
resteranno non rimessi".
Gesù affida agli Apostoli, e per mezzo loro, alla Chiesa
il compito di continuare la missione che lui ha ricevuto dal
Padre, affinché la salvezza, acquistata attraverso la
croce, giunga agli uomini di tutti i tempi. Per questo mostra
loro i segni, ormai gloriosi, delle piaghe della sua Passione;
per questo alita su di loro, e trasmette loro lo Spirito Santo,
perché abbiano il potere di perdonare i peccati agli uomini
pentiti. Il dono dello Spirito è il primo frutto della
Passione, Morte e Risurrezione di Gesù.
La Bibbia raffigura Dio creatore che infonde la vita nel primo
uomo fatto di terra, alitando in lui il suo spirito vitale: "Il
Signore Dio soffiò nelle sue narici un alito di vita".
Gesù, con il dono dello Spirito Santo, comunica agli Apostoli
ed alla Chiesa la sua vita di risorto, ed insieme il potere di
far risorgere gli uomini dalla morte del peccato, e renderli
creature nuove.
Il brano del vangelo odierno ci riporta l'episodio dell'apostolo
Tommaso che non è presente alla prima apparizione di Gesù
Risorto, ed esige di vedere e toccare le piaghe di Gesù
prima di credere nella sua Risurrezione. Dobbiamo essere grati
a Tommaso, perché la sua incredulità aiuta la nostra
poca fede!
Otto giorni dopo Gesù appare nuovamente ed a Tommaso,
questa volta presente, fa toccare le sue piaghe e lo esorta ad
avere fede in Lui. Tommaso, confuso, fa la sua bella professione
di fede: "Mio Signore e mio Dio", ma Gesù aggiunge
a nostra esortazione: "Perché mi hai veduto, hai
creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno".
Importante non è "vedere", (quanti hanno visto
le opere ed i miracoli di Gesù e non hanno creduto), ma
importante è prestare fede alla testimonianza degli Apostoli
che "hanno visto, hanno mangiato e bevuto con lui, dopo
la risurrezione"; importante è essere docili all'azione
dello Spirito Santo che rende testimonianza per mezzo di loro.
Perché la fede sia una beatitudine, cioè fonte
di felicità, deve nascere da Dio, come ci dice S. Giovanni
nella seconda lettura: "Chiunque crede che Gesù è
il Cristo, è nato da Dio". Chi ha fede in Gesù
Cristo ama Dio e osserva i suoi comandamenti, "e i suoi
comandamenti non sono gravosi";
Chi ha fede in Gesù Cristo ama anche il prossimo, per
amore di Dio, e può realizzare con i fratelli quella comunione
di vita che era propria della primitiva comunità cristiana:
"Erano un cuor solo ed un'anima sola" ci dicono gli
Atti degli Apostoli riportati dalla 1a lettura. Questo amore
che proviene dalla fede in Gesù Risorto, è la forza
che vince il mondo: "Questa è la vittoria che ha
sconfitto il mondo, la nostra fede".
Domandiamoci allora: quale è la nostra fede? È
fede che si esprime nell'amore di Dio e nell'osservanza dei suoi
comandamenti?
È fede che si traduce in atti concreti di solidarietà
con il prossimo, che ci aiuta ad essere nella nostra famiglia,
nella nostra comunità, un cuor solo ed un'anima sola con
i fratelli e le sorelle?
Professiamo con Tommaso la nostra fede in Gesù: "Mio
Signore e mio Dio", ma domandiamo anche con Tommaso "Signore
Gesù, aumenta, rafforza e purifica la mia fede".
Maria Ausiliatrice, Madre della Chiesa, presente nel Cenacolo
con gli Apostoli, smarriti dopo la morte di Gesù, per
sostenerli ed incoraggiarli, aiuti anche noi a crescere nella
fede in Gesù morto e Risorto, ed a seguirlo con fedeltà
nell'osservanza del suo Vangelo.