TEMPO ORDINARIO - ANNO LITURGICO B | 33a
DOMENICA
- 15 Nov. 2009 LITURGIA
e LETTURE DELLA DOMENICA | Sussidio per l'Omelia
PENSIERI, AFORISMI,
CITAZIONI ...
""Tutto
appartiene a Dio. Nulla, assolutamente nulla in questo mondo
è nostro. E allora perché aver paura? Di che aver
paura?". GANDHI
"Il mondo!
E' una idolatria delle cose intermedie, che fanno dimenticare
le ultime". C. CHESTERTON
"Il tempo
non è nulla, se non è il seme dell'eternità".
Johb H. NEWMAN
"Quel
che è incerto non è la venuta del Cristo, ma l'accoglienza
che avrà da parte nostra".Thomas MERTON.
"La maggior
parte degli uomini impiega la prima parte della vita a rendere
infelice l'altra metà" JEAN DE LA BRUYÈRE.
"Quanto
hai vissuto, nessuna potenza del mondo potrà mai togliertelo"
JEAN R. FRANKL.
"Al termine
della notte non v'è la notte, ma l'aurora, e al termine
della disperazione non v'è la disperazione, ma la speranza"
JOSEPH FOLLET.
RIFLESSIONI VARIE
...
"Il futuro,
sia personale che Sociale ha sempre interessato la voglia di
sapere di tutti gli uomini.
Le uniche risposte che noi credenti diamo del futuro, sono le
risposte della fede, che è legata alla consapevolezza
che siamo Figli di un Dio Padre buono, misericordioso e giusto.
Ho davanti a me il Canone III della S Messa, e sto rimeditando
come preghiamo il Futuro nella S Messa, elenco brevemente le
frasi che mi sembrano più significative.
questo
è il calice del mio sangue, per la nuova ed eterna alleanza
,
versato per voi e per tutti, in remissione dei peccati
Dopo la Consacrazione, rispondiamo all'invito del Celebrante
che dice: Mistero della fede,
con una di queste tre affermazioni:
a - Annunziamo
la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell'attesa
della tua venuta,
b - Ogni volta che mangiamo di questo pane e beviamo a questo
calice annunziamo la tua morte, Signore, nell'attesa della tua
venuta.
C - Tu ci hai redenti con la tua croce e la tua risurrezione:
salvaci, o Salvatore del mondo.
E continuiamo
nella preghiera a vivere momenti di speranza.
nell'attesa della sua venuta, ti offriamo Padre, in rendimento
di grazie questo sacrificio vivo e santo
dona la pienezza dello Spirito Santo perché diventiamo
in Cristo un solo corpo e un solo spirito
perché possiamo ottenere il Regno promesso insieme
ai tuoi eletti
Accogli nel tuo Regno i nostri fratelli defunti, e tutti i giusti
che in pace con Te hanno lasciato in questo mondo; concedi anche
a noi di ritrovarci insieme a godere per sempre della tua gloria
La preghiera del Canone della Messa, qualsiasi canone, ci ricorda
la fiducia in Dio, e che Dio è il nostro futuro.
E l'ultimo versetto del Vangelo di oggi rimette il nostro futuro
nelle mani del Padre.
"Quanto però a quel giorno o a quell'ora, nessuno
lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto
il Padre" (Mc 13,32).
Se ci diciamo discepoli del Signore, è importante, che
nonostante tutti i nostri limiti, manifestiamo la nostra fiducia
al Signore, e la nostra fiducia non è legata al nostro
passato, o al nostro presente, ma soprattutto a quello che ci
attendiamo da Lui.
La nostra fiducia nel futuro ci aiuta a vivere il presente
"Qualsiasi
cosa hai fatto al più piccolo dei miei fratelli, l'hai
fatto a me"...
ESEMPI
UTILIZZABILI.... La
Bibbia è stata ed è motivo di speranza
"Nei campi di concentramento della Mordavia - scrive il
detenuto politico Andrej Smiavskij - la Sacra Scrittura è
proibita, perciò circola in copie scritte a mano. Ad ogni
perquisizione i foglietti vengono requisiti, ma presto tornano
ad apparire e a diffondersi nella zona. Al tramonto e all'alba
si vedono dietro la costruzione dei bagni, persone in ginocchio...
se passa un guardiano, questi li caccia, ma, appena sparisce,
vedi di nuovo qualcuno in piedi assorto in preghiera...
Non molto tempo dopo il mio arrivo nel lager, verso sera, un'ora
prima della ritirata, mi si avvicinò un tale e mi chiese
con cautela se volessi ascoltare l'Apocalisse. Mi condusse nel
locale della caldaia, dove era più facile nascondersi
a delatori e carcerieri. Lì, nella penombra di quel covile
simile a una caverna, si erano già raccolte, e si rimpiattavano
negli angoli sedendo sui talloni, alcune persone, e io pensai
che ora qualcuno avrebbe estratto da sotto il giubbotto il libro
o il fascio di fogli, ma mi sbagliavo.
Illuminato dai bagliori rossastri della caldaia un uomo si alzò
e cominciò a recitare a memoria, parola per parola, l'Apocalisse.
Quindi il fuochista, l'anziano contadino che qui era il padrone
di casa, disse: "e adesso continua tu, Fjodor"! Poi
ci fu un salto nel testo, perché colui che sapeva la continuazione
era a lavorare con il turno di notte. Beh, lo sentiremo un'altra
volta, disse il fuochista e dette la parola a Pjotr. A questo
punto mi resi conto che quei detenuti, tutti semplici contadini
che avevano da scontare pene di dieci, quindici, vent'anni di
lager si erano suddivisi tutti i principali testi della Sacra
Scrittura, li avevano imparati a memoria e, incontrandosi segretamente
di tanto in tanto, li ripetevano per tutti.
Un allegro
irlandese
Vi è una leggenda in Irlanda che tratta di un povero contadino,
"sempre lieto e compagno di allegria", che sognò
di essere morto e di trovarsi di fronte al Giudizio universale.
Era quasi disperato perché aveva molte marachelle sulla
coscienza. Sentiva che il Giudice, assegnando qualcuno tra i
beati diceva: "Avevo fame, e tu mi hai sfamato. Vieni nella
mia gloria", oppure: "Avevo freddo, e tu mi hai rivestito",
o anche: "Avevo sete, e tu hai calmato la mia arsura"...
Insomma si capiva che ogni opera buona fatta al prossimo per
amor di Dio era subito premiata. Il contadino tremava perché
non ricordava di aver mai beneficato quel Giudice sfolgorante
di bellezza e di luce: quando venne il suo turno, egli fu inviato
tra i beati. "Che cosa mai gli avrò fatto di buono?",
si chiedeva umilmente. E il Giudice esclamò: "Ero
triste un giorno, e tu mi hai sorriso; ero addolorato e mi hai
consolato con un lieto discorso; ero turbato, e tu mi hai rallegrato.
Entra, benedetto, nel gaudio del tuo Signore".
Predica del
mese di maggio
Nel concludere il mese di maggio a Torino, nella chiesa di S.
Massimo (1935), mons. Del Pra dava la ricetta per la serenità
cristiana, sostenendo che chi vive in unione con Dio, nutrendosi
del Corpo di Cristo e bevendo il suo Sangue prezioso, non ha
motivo alcuno per temere la morte improvvisa e anzi ha sempre
in sé un pegno del paradiso. Pieno di entusiasmo il predicatore
terminò il suo dire gettando per aria la berretta e gridando:
"Arrivederci, arrivederci tutti in Paradiso". il giorno
dopo fu trovato morto sul suo letto.
Il Signore
del Mondo
Nel suo romanzo The Lord of the World (Il Signore del mondo),
R. Hugo Benson si immaginava così gli ultimi giorni del
mondo: dopo l'apostasia quasi generale del cristianesimo e la
distruzione di Roma, gli ultimi fedeli sono raccolti in una nascosta
cappella della Palestina, attorno all'ultimo Vicario di Cristo
che celebra, ancora una volta, prima della fine, l'Eucaristia:
"i sacri Misteri della Redenzione". Al canto del Pange
Lingua, il mondo va in sfacelo, ma l'Anticristo, che si credeva
finalmente vittorioso, viene precipitato dall'alto dei cieli,
mentre il suono di una immensa campana segna il trionfo di Cristo,
dominatore dell'universo redento: "E i regni di questo mondo
sono distrutti e tutta la loro gloria si riduce in nulla".
D. TOMMASO DURANTE sdb | E-mail: tduranteicp@pcn.net
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