Impariamo
a donare sull'esempio di Colui
che ha donato
se stesso, Gesù Cristo nostro Signore
Nella Liturgia della Parola
di questa Domenica vengono posti in forte contrasto tra di loro
due gruppi di persone: due donne vedove, povere, che danno con
generosità tutto quello che hanno, piene di fede e di
fiducia in Dio, ed un gruppo di scribi vanitosi, esibizionisti
che ostentano il poco che fanno, mentre potrebbero fare molto
di più. Dio premia la vedova che aiuta il profeta Elia,
e Gesù loda la povera vedova del Vangelo, mentre condanna
il comportamento degli scribi e dei ricchi che ostentano quello
che danno, con cuore gretto.
Il profeta
Elia, perseguitato dal re Acab, e più ancora dalla regina
Getzabele, per la sua lotta spietata contro i falsi profeti da
lei protetti, non è più sicuro nel suo paese e
deve fuggire. Nessuno del suo popolo ha il coraggio di aiutarlo,
perché teme le ire del re; Elia seguendo la voce di Dio,
emigra in un paese straniero, e lì una donna pagana, vedova
e molto povera lo assiste e divide con lui quel poco che ha.
Molti sono gli insegnamenti
che ci vengono da questa pagina della Bibbia: anzitutto ci insegna
che Dio è presente nella storia ed agisce sempre. Il popolo
di Israele è infedele e, nonostante la predicazione del
profeta, si dà al culto di falsi dei; Dio fa capire che
non limita la sua potenza ed il suo amore al solo popolo ribelle,
ma guarda con grande misericordia anche i pagani; a loro manda
il suo profeta e di loro si serve per compiere prodigi. Il concetto
di popolo eletto si va allargando e comprende tutti coloro che
rispondono all'amore di Dio.
La vedova che
mette a disposizione di Elia tutto quello che ha, senza calcoli
e prudenze umane, ci indica quale deve essere la disposizione
fondamentale di chi dona: la fiducia cioè incondizionata
in Dio. Elia praticamente chiede alla donna di fidarsi ciecamente
della provvidenza e della parola del Signore. La donna si fida,
mette a disposizione del profeta il suo pugno di farina ed il
suo poco olio, cioè tutto quello che le resta.
E succede il miracolo: la farina
non viene meno e l'olio non diminuisce.
Il fatto poi che Elia si volga ad una povera vedova e non ad
un ricco del paese, ci dimostra la fiducia che egli ha nel povero
come tale. Il povero ha una sensibilità particolare per
chi è nel bisogno; sa capire e sostenere chi è
in difficoltà, perché ha provato che cosa significhi
essere nel bisogno. Chi possiede e non ha mai fatto l'esperienza
amara della povertà, difficilmente capisce la necessità
degli altri, anzi non ha mai abbastanza per sé, e si chiude
in un cieco egoismo.
Alla ospitalità
della vedova di Sarepta, che sostenta Elia, corrisponde nel Vangelo
il gesto generoso di un'altra vedova. In tutti e due i casi non
si tratta di grandi cose: la prima offre ad Elia una "piccola
focaccia", la seconda depone nel tesoro del Tempio pochi
spiccioli. Si tratta però di tutto il loro avere, anzi
del loro necessario per vivere!
Dio premia e Gesù loda
questa generosità. Davanti a Dio, infatti, non conta la
quantità dell'offerta e certo non la pubblicità
del gesto, ma contano le disposizioni interiori, conta l'amore.
Dio vuole che ci doniamo a lui ed ai fratelli senza mezze misure,
senza calcoli umani, fidandoci totalmente di Lui. Donando tutto,
l'una e l'altra vedova si mettono completamente nelle mani di
Dio, si affidano a Lui ed entrano nello spirito delle beatitudini
evangeliche: "beati i poveri nello spirito!" e poveri,
in senso biblico, sono coloro che hanno il cuore libero dalla
schiavitù del denaro; coloro che non confidano in se stessi,
nelle proprie cose, ma solo in Dio.
Oggi celebriamo
la Giornata
nazionale del ringraziamento. La giornata del ringraziamento non
riguarda soltanto il mondo agricolo, che rende grazie per i frutti
della terra, ma riguarda tutti noi, perché tutti dobbiamo
ringraziare Dio per i frutti della terra di cui viviamo, e per
tutto ciò che ci viene dato per la nostra esistenza.
E nel ringraziare Dio di quanto
mette a nostra disposizione, allarghiamo il nostro cuore alla
generosità ed alla solidarietà. Anche il poco che
possiamo dare con amore serve, nelle mani del Signore, a colmare
grandi necessità, e soprattutto ci dà la gioia
di essere, anche nel nostro piccolo, strumenti della provvidenza
di Dio.
Chiediamo al Signore la grazia
che tutti impariamo a donare sull'esempio di colui che
ha donato se stesso, Gesù Cristo nostro Signore! Amen.