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 Anno Liturgico  B - 2009  

      TEMPO ORDINARIO - ANNO LITURGICO B     |  32a DOMENICA - 8 Nov. 2009
     LITURGIA e LETTURE DELLA DOMENICA      
|   Omelia di approfondimento


Impariamo a donare sull'esempio di Colui
che ha donato se stesso, Gesù Cristo nostro Signore

Nella Liturgia della Parola di questa Domenica vengono posti in forte contrasto tra di loro due gruppi di persone: due donne vedove, povere, che danno con generosità tutto quello che hanno, piene di fede e di fiducia in Dio, ed un gruppo di scribi vanitosi, esibizionisti che ostentano il poco che fanno, mentre potrebbero fare molto di più. Dio premia la vedova che aiuta il profeta Elia, e Gesù loda la povera vedova del Vangelo, mentre condanna il comportamento degli scribi e dei ricchi che ostentano quello che danno, con cuore gretto.

Il profeta Elia, perseguitato dal re Acab, e più ancora dalla regina Getzabele, per la sua lotta spietata contro i falsi profeti da lei protetti, non è più sicuro nel suo paese e deve fuggire. Nessuno del suo popolo ha il coraggio di aiutarlo, perché teme le ire del re; Elia seguendo la voce di Dio, emigra in un paese straniero, e lì una donna pagana, vedova e molto povera lo assiste e divide con lui quel poco che ha.

Molti sono gli insegnamenti che ci vengono da questa pagina della Bibbia: anzitutto ci insegna che Dio è presente nella storia ed agisce sempre. Il popolo di Israele è infedele e, nonostante la predicazione del profeta, si dà al culto di falsi dei; Dio fa capire che non limita la sua potenza ed il suo amore al solo popolo ribelle, ma guarda con grande misericordia anche i pagani; a loro manda il suo profeta e di loro si serve per compiere prodigi. Il concetto di popolo eletto si va allargando e comprende tutti coloro che rispondono all'amore di Dio.

La vedova che mette a disposizione di Elia tutto quello che ha, senza calcoli e prudenze umane, ci indica quale deve essere la disposizione fondamentale di chi dona: la fiducia cioè incondizionata in Dio. Elia praticamente chiede alla donna di fidarsi ciecamente della provvidenza e della parola del Signore. La donna si fida, mette a disposizione del profeta il suo pugno di farina ed il suo poco olio, cioè tutto quello che le resta.

E succede il miracolo: la farina non viene meno e l'olio non diminuisce.
Il fatto poi che Elia si volga ad una povera vedova e non ad un ricco del paese, ci dimostra la fiducia che egli ha nel povero come tale. Il povero ha una sensibilità particolare per chi è nel bisogno; sa capire e sostenere chi è in difficoltà, perché ha provato che cosa significhi essere nel bisogno. Chi possiede e non ha mai fatto l'esperienza amara della povertà, difficilmente capisce la necessità degli altri, anzi non ha mai abbastanza per sé, e si chiude in un cieco egoismo.

Alla ospitalità della vedova di Sarepta, che sostenta Elia, corrisponde nel Vangelo il gesto generoso di un'altra vedova. In tutti e due i casi non si tratta di grandi cose: la prima offre ad Elia una "piccola focaccia", la seconda depone nel tesoro del Tempio pochi spiccioli. Si tratta però di tutto il loro avere, anzi del loro necessario per vivere!

Dio premia e Gesù loda questa generosità. Davanti a Dio, infatti, non conta la quantità dell'offerta e certo non la pubblicità del gesto, ma contano le disposizioni interiori, conta l'amore. Dio vuole che ci doniamo a lui ed ai fratelli senza mezze misure, senza calcoli umani, fidandoci totalmente di Lui. Donando tutto, l'una e l'altra vedova si mettono completamente nelle mani di Dio, si affidano a Lui ed entrano nello spirito delle beatitudini evangeliche: "beati i poveri nello spirito!" e poveri, in senso biblico, sono coloro che hanno il cuore libero dalla schiavitù del denaro; coloro che non confidano in se stessi, nelle proprie cose, ma solo in Dio.

Oggi celebriamo la Giornata nazionale del ringraziamento. La giornata del ringraziamento non riguarda soltanto il mondo agricolo, che rende grazie per i frutti della terra, ma riguarda tutti noi, perché tutti dobbiamo ringraziare Dio per i frutti della terra di cui viviamo, e per tutto ciò che ci viene dato per la nostra esistenza.

E nel ringraziare Dio di quanto mette a nostra disposizione, allarghiamo il nostro cuore alla generosità ed alla solidarietà. Anche il poco che possiamo dare con amore serve, nelle mani del Signore, a colmare grandi necessità, e soprattutto ci dà la gioia di essere, anche nel nostro piccolo, strumenti della provvidenza di Dio.

Chiediamo al Signore la grazia …che tutti impariamo a donare sull'esempio di colui che ha donato se stesso, Gesù Cristo nostro Signore! Amen.

                                                                            D. MARIO MORRA sdb - E-mail:  csdm.valdocco@gmail.com 

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