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 Anno Liturgico  B - 2009  

     TEMPO ORDINARIO - ANNO LITURGICO B    |  32a DOMENCIA: 8 Nov. 2009
    LITURGIA e LETTURE DELLA DOMENICA     
|   Omelia di approfondimento


DUE DONNE POVERE
PROTAGONISTE ASSOLUTE... DAVANTI A DIO

La maledizione dei poveri è quella di passare inosservati sul grande palcoscenico della storia umana.

Essi, pur costituendo la stragrande maggioranza dell'umanità,
non hanno visibilità:
la loro voce non è ascoltata;
i loro diritti non vengono rispettati;
la loro esistenza è sovente segnata dalla fatica, dalla sofferenza e dalla precarietà.

In questo contesto sorprende che due povere donne siano le principali protagoniste della liturgia della Parola di questa domenica.

La prima è una inerme creatura di Sarepta. Non solo è povera, ma anche vedova. Questo la condanna ad una esistenza disperata che spesso termina con la terribile esperienza della morte per fame. Lei ne è perfettamente cosciente.

Ma non assume atteggiamenti dettati dalla disperazione. Rassegnata alla sua terribile sorte si accinge a consumare l'ultima focaccia e poi morire.

La fame le ha tolto la possibilità di vivere, ma non ha inaridito il suo cuore. Alla richiesta di aiuto da parte del profeta Elia, con molto pudore, gli espone la sua drammatica realtà ma non si sottrae alla solidarietà. Viene abbondantemente ricompensata in termini di farina ed olio.

La seconda protagonista è una vedova gerosolimitana assidua frequentatrice del Tempio. Il luogo principe del culto ebraico è una costruzione mastodontica che richiede grandi somme di denaro per la manutenzione degli edifici e per comperare gli animali per i sacrifici a Jahweh.

Per questo all'entrata c'è un grande bacile per raccogliere le offerte. Anche qui non c'è eguaglianza fra poveri e ricchi. Questi ultimi, infatti, possono sfoggiare la loro ricchezza con l'abbondanza delle offerte.

Ai poveri rimane la vergogna provata al tintinnare delle monetina della loro miseria, Il guaio è che il rimbombo metallico di una monetina senza valore provoca nel cuore di Dio una risonanza maggiore del sommesso frusciare delle banconote frutto del superfluo.

La prima offerta simboleggia il tutto dell'avere della vedova, è un pezzo di vita, è un rinunciare a qualcosa di essenziale. I molti denari sono esclusivamente una cosa di portafoglio che non richiede nessun coinvolgimento esistenziale. E qui scatta l'ira e la denuncia di Gesù.

Egli è cosciente che venendo a Gerusalemme si è buttato tra le braccia di coloro che lo odiano a motivo della sua testimonianza e della sua predicazione.

Vale la pena liberarsi degli indugi e scrollarsi di dosso ogni paura e parlare chiaro con la stessa veemenza verbale tipica dei veri profeti: "Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti.

Divorano le case delle vedove e ostentano di fare lunghe preghiere; essi riceveranno una condanna più grave".

Queste pesanti parole di Gesù suonano ad invito ad interrogarci se, per caso, gli scribi siano riusciti a sfuggire all'usura del tempo e a giungere fino a noi saldamente seduti in sella al potere religioso.

Forse lunghe vesti, salamelecchi ossequiosi e servili, corse mozzafiato ad occupare i primi posti, mangiate pantagrueliche che suggellano pensose ed accanite difese del digiuno, alberghi di lusso che accolgono fratoni infervorati dalla povertà non sono del tutto sconosciuti nel nostro mondo cattolico di oggi.

Forse la fede nella Provvidenza, dimostrata nella concretezza dell'agire dalle due vedove, è stata soppiantata dalla certezza dell'otto per mille.

Forse anche oggi le regole ferree del semplice apparire hanno finito per silenziare la forza profetica del coerente testimoniare.

Ognuno di noi cerchi di gettare un'occhiata nel bacile della propria coscienza. Forse che le dure parole rivolte da Gesù nei confronti degli scribi suoi contemporanei non si addicono benissimo anche al nostro modo di vivere la fede e di celebrare il culto?

                                                              D. ERMETE TESSORE sdb - E-Mail:  ermete.tessore@31gennaio.net


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