CONTROLLIAMO
QUALCHE VOLTA LA NOSTRA SCLEROCARDIA? ....
Alla base della domanda capziosa
rivolta dai farisei a Gesù c'è il riferimento a
Dt 24,1-4 che costituiva l'oggetto di disputa fra le due scuole
rabbiniche dominanti a Gerusalemme: quella di Hillel e quella
di Shammai. Partendo dallo stesso testo biblico, i maestri della
Legge si azzuffavano sui motivi che potevano rendere lecito o
illecito il divorzio.
Ma che cosa
dice il brano del Deuteronomio?
In esso c'è scritto:"
Quando un uomo ha preso una donna e ha vissuto con lei da marito,
se poi avviene che ella non trovi grazia ai suoi occhi
scriva per lei un libello di ripudio e glielo consegni in mano
e la mandi via dalla casa
"
La diatriba tra le due principali
scuole rabbiniche verteva sul come interpretare il "non
trovar grazia ai suoi occhi".
Per Shammai
ed i suoi seguaci era
causa di divorzio l'adulterio o qualunque comportamento cattivo
nell'ambito sessuale.
Per Hillel
era motivo di ripudio
anche il solo fatto di aver preparato una zuppa sciapa o non
aver soddisfatto il più banale dei capricci del marito.
I farisei si aspettano una
risposta a sfondo giuridico e quindi facilmente contestabile.
Gesù risponde invece sintonizzandosi sulla lunghezza d'onda
dello Spirito spiazzandoli: la causa del libello mosaico non
ha nulla a che fare con motivazioni legali, ma con una malattia
dell'anima che Marco chiama "sclerocardia" (tradotta
in italiano con "durezza del cuore"):
Che cos'è
la sclerocardia?
E' un malessere esistenziale
che ci rende duri come pietre, impermeabili alla Parola, incapaci
di elevarci al di sopra del nostro egoismo, impotenti nel campo
dell'amore.
Nella sua risposta Gesù
né accetta, né smentisce direttamente la consuetudine
che si vuole far risalire a Mosè. Si limita a ricordare
alcune cose che i farisei ed i loro rabbini erano propensi a
dimenticare.
Tutti siamo
creature di Dio con gli stessi diritti e con gli stessi doveri;
il libello di Mosè è
un semplice atto giuridico volto a tutelare la donna contro la
prepotenza dell'uomo;
Dio ha creato per amore
perché Egli stesso è amore e solo amore, quindi
non possiamo coinvolgerlo nei nostri fallimenti dovuti alla nostra
inguaribile sclerocardia;
la donna non è
un oggetto bramato, posseduto e gettato via;
la
sessualità, nel piano originario di Dio, è l'espressione
massima dell'unità, superiore a qualsiasi altro legame
umano (legale o no) tanto da fare di due persone una realtà
spiritualmente inseparabile ("sono una carne sola").
Gesù non è interessato
a promulgare una nuova legge, piuttosto vuole darci il lieto
annuncio che non solo Lui è l'anello di congiunzione che
fissa e salda l'amore del Padre con l'umanità, ma anche,
seguendo il suo modo di relazionarsi con tutti nel rispetto,
nell'amore e nel perdono, può portarci a vivere i nostri
sentimenti ed i nostri impegni presi nella lealtà e per
sempre.
Cristo ci insegna a vincere
la routine quotidiana, l'usura del convivere, l'ardore che si
spegne, la passione che sbiadisce, le incomprensioni frequenti,
la fedeltà sempre più problematica, le crisi oggettive,
l'usura dei rapporti
L'unione uomo donna, nell'ottica
cristiana, riveste i colori del "darsi per", della
capacità di rompere i ceppi del semplice legalismo, del
riscoprire la carità intesa come sintesi di amore e di
giustizia, del dialogo e non del soliloquio, del camminare, progettare
e realizzare insieme, del dare la vita a nuove creature, del
vivere la realtà della comunione non solo nel culto ma
anche nella vita.
Nelle relazioni umane se lasciamo
spazio a Gesù la sua Parola è in grado di
assorbire le asperità
dei caratteri, di
spegnere i rancori, di
ravvivare la speranza,
di alimentare
i sogni che portano alla felicità ed alla piena realizzazione
della maternità e della paternità, di
vivere
serenamente la legge del perdono vicendevole.
Se la Parola cade sulla pietra
dei nostri cuori o sulla durezza dei nostri ricordi o sulla nostra
incapacità di perdonare, lascia spazio alle parole umane
che prima o poi si trasformano in accusa, in astio, in calunnia
che , giorno dopo giorno, rendono priva di significato la parola
amore.
Nell'analizzare la qualità
delle relazioni che riusciamo a stabilire fra noi possiamo, lealmente,
ammettere di non essere affetti anche noi della diffusissima
malattia della sclerocardia di gran lunga più devastante
della mucca pazza, dell'influenza avicola o della, oggi, tanto
chiacchierata influenza suina?