"E'
dal di dentro, dal cuore degli uomini,
che escono
le cattive intenzioni"
Agli scribi ed ai farisei,
venuti da Gerusalemme per controllarlo e coglierlo in fallo,
come il sovvertitore delle tradizioni degli antichi, Gesù
risponde con le parole del profeta: "Bene ha profetato Isaia
di voi, ipocriti, come sta scritto: questo popolo mi onora con
le labbra, ma il suo cuore è lontano da me".
Ipocrita è
sinonimo di falso, di persona dalla doppia faccia, di chi dice
una cosa e ne fa un'altra, che si nasconde dietro una maschera,
che vuole apparire diverso da quello che è.
Gesù chiama ipocriti
i farisei e gli scribi venuti da Gerusalemme, perché non
sono animati dal desiderio di ascoltare con semplicità
le sue parole, ma cercano solamente qualche pretesto per contestarlo;
perché danno più importanza alle formalità,
alle apparenze, che alla sostanza delle cose; perché osservano
scrupolosamente le varie tradizioni del culto, ma trascurano
i comandamenti di Dio; in una parola, perché onorano Dio
con le labbra, ma il loro cuore è lontano da Lui.
L'ipocrisia
purtroppo è un male, un'insidia pericolosa che si annida
facilmente nel comportamento degli uomini di ogni tempo, ed anche
di noi cristiani. Cercare di apparire più che di essere,
coltivare più le esteriorità che i valori essenziali;
accontentarsi di adempiere certe pratiche religiose o certi precetti
della Chiesa, ma poi trascurare i comandamenti di Dio, specialmente
quelli che riguardano la giustizia, l'amore fraterno, l'onestà
della vita, la rettitudine morale, il primato delle cose spirituali
su quelle materiali.
Non sono forse queste le tentazioni
contro le quali dobbiamo continuamente combattere, se vogliamo
essere fedeli al Vangelo? Non è forse vero che talvolta
chi non crede si scandalizza di noi, proprio perché non
ci vede quali dovremmo essere, perché c'è un'evidente
disarmonia tra il nostro credere e il nostro operare?
Proprio per
questo, pare che Gandhi abbia detto, e non
senza motivo: "Ho molta stima e rispetto per Cristo, ma
non dei cristiani".
Ed allora che cosa dobbiamo
fare per non meritare anche noi la qualifica di ipocriti? Ce
lo indica con molta precisione la Parola di Dio della liturgia
di oggi.
Dobbiamo prima di tutto purificare il nostro cuore, rettificare
le nostre intenzioni, togliere dal nostro animo tutto ciò
che è disordinato e contrasta con la volontà di
Dio.
Nel Vangelo Gesù ci
ripete: "è dal di dentro, dal cuore degli uomini,
che escono le cattive intenzioni: furti, omicidi, adulteri, cupidigie,
ecc."; è qui che bisogna usare la scure; è
qui che bisogna mettere ordine.
Come conseguenza di questo lavoro di sradicamento, come ci insegna
Mosè, dobbiamo impostare la nostra vita secondo i comandamenti
di Dio:
"Osserverete
i comandamenti di Dio (senza togliere o aggiungere nulla) e li
metterete in pratica, perché quella sarà la vostra
saggezza".
Nella 2a lettura, S. Giacomo gli fa eco: "siate di quelli
che mettono in pratica la parola di Dio, e non soltanto ascoltatori,
illudendo voi stessi". E da uomo pratico quale è,
S. Giacomo ci ricorda che non bastano le parole, ma occorrono
i fatti, le opere:
"Una religione
pura e senza macchia davanti a Dio nostro Padre è questa:
soccorrere gli orfani e le vedove nelle loro afflizioni e conservarsi
puri da questo mondo".
Se vogliamo cioè vivere
una religiosità genuina ed autentica, non farisaica o
di superficie, dobbiamo essere attenti alle necessità
dei più poveri, di quelli che sono i più deboli
oggi (anziani soli, ammalati, handicappati, tossicodipendenti,
ecc.) e dobbiamo essere solleciti a venire in loro aiuto, secondo
le nostre possibilità, con grande apertura di cuore.
Abbiamo un
Santo in particolare a cui guardare e da imitare: il Beato Papa Giovanni
XXIII, il
Papa Buono. Conosciamo tutti la sua vita fatta di bontà,
di umiltà, di semplicità, di autenticità.
Tra le tante definizioni sentite di lui penso, sia particolarmente
espressiva questa: "è un cristiano che ha vissuto
con semplicità ed autenticità l'insegnamento del
Vangelo". I santi non sono altro che questo!
Ci aiuti il Papa Buono ad essere,
come lui, sinceri, semplici, autentici, in una parola, buoni,
sempre e con tutti!