LO
SCANDALO DEL PROFETA
Alle nostre povere parole di
oggi potremmo dare questo titolo: "Lo scandalo del profeta".
Come abbiamo sentito nella prima Lettura, l'esperienza di Ezechiele
ci mostra che per il profeta, la difficoltà di farsi ascoltare
non è soltanto di oggi, ma è di sempre.
Perché, forse, anche
noi di fronte a tante prediche restiamo freddi, insensibili,
apatici? Cerchiamo mille scuse: il predicatore non è preparato,
usa un linguaggio da iniziati, è troppo enfatico, non
sa cogliere i nostri problemi quotidiani
Secondo noi la "colpa"
dell'insuccesso della predicazione è quasi sempre dei
profeti, che predicano male oppure predicano bene, ma vivono
male. Comunque, difficilmente siamo disposti a mettere in discussione
i nostri atteggiamenti interiori di fronte all'annuncio che ci
viene fatto.
Orbene, sia dal testo di Ezechiele,
sia dal brano evangelico, si deduce un'accusa nettissima e inequivocabile
rivolta agli ascoltatori. Essi sono ribelli, testardi, dal cuore
indurito, increduli.
La parola di Dio, proclamata dal profeta Ezechiele e da Gesù
non viene accolta, perché non ci sono dei cuori disposti
ad accoglierla.
Come risulta dalla seconda
Lettura, anche l'Apostolo Paolo ha sperimentato incomprensioni,
oltraggi, persecuzioni per la parola che egli annunciava.
Ebbene, spesso, come per Ezechiele, per Paolo e per Gesù,
anche per noi accade che la parola della predicazione viene seminata
in un terreno non preparato a farlo fruttificare.
Ciò non vuol dire che
i predicatori non abbiano le loro colpe e non debbano mettere
tutto il loro impegno nella preparazione e nell'attuazione della
predicazione. Ma il successo della predicazione ecclesiale dipende
molto anche dal cuore di chi ascolta.
Nella dottrina della fede noi
siamo tutti scolari di Dio. Dio è il nostro maestro, per
mezzo dello Spirito Santo. Nella scuola della fede ci sono i
principianti, i proficienti, i perfetti. In ogni fase della nostra
vita - a 20, a 40, a60 anni - si acquistano nuove cognizioni
di fede.
Dio insegna. Noi dobbiamo lasciarci istruire per mettere in pratica.
Fu detto: "Dio ha fatto
l'uomo a sua immagine e somiglianza"; ma, purtroppo, l'uomo
gli ha reso la pariglia! Ha cercato e cerca di fare Dio a somiglianza
dell'uomo, delle proprie passioni.
Dobbiamo invece accettare Gesù così com'è,
come Dio lo vuole; non come lo vogliamo noi. Rifiutare Gesù:
ecco il peccato!
Rifiutare Gesù a causa
di pregiudizi. Fu il peccato dei "suoi". Gesù
è un disprezzato per motivi religiosi dai suoi parenti,
dai suoi concittadini. Gesù è stupito da una simile
chiusura d'animo. E' evidente il suo disappunto, la sua amarezza
Perché la stessa sorte
non succeda anche a noi, dobbiamo "revisionare" la
nostra fede, perché sia più aperta al suo messaggio,
alla sua Persona, alle sue sorprese.
a) Occorre una fede pura, senza pregiudizi. Dobbiamo accogliere Gesù con
occhi e cuore limpidi, riconoscerlo così com'è
nella sua umanità sofferente, nella sua autorità
divina, nella sua profonda contestazione religiosa. Gesù
è nemico dell'egoismo "spirituale", dell'autosufficienza
ascetica, della superbia. Un cuore superbo non può accogliere
Gesù
* Si racconta che una volta un saggio cinese invitò in casa sua un uomo
molto istruito e molto superbo. Era superbo, perché aveva
imparato tutte le cose. Anzi, era convinto di sapere tutto, proprio
tutto.
Il saggio cinese lo fece sedere accanto a sé e gli versò
del tè in una tazza, ma fingendo di essere distratto,
continuò a versare anche quando la tazza fu piena.
E così molto tè andò sul tappeto e anche
sul vestito del suo ospite. Costui fece le sue meraviglie e disse:
"Quando la tazza è piena, non c'entra più
nulla".
"Hai detto bene", rispose il saggio cinese. "Sappi
che anche quando una mente è superba, è come una
tazza piena. Non c'entra più nulla, nemmeno il più
piccolo pensiero"
Cari Fratelli e Sorelle, quest'avvertimento
serve anche per noi, di fronte alla parola di Gesù: manteniamoci
umili, e Gesù potrà ancora versare la sua parola
in noi.
b) Occorre poi una fede aperta al senso d'umanità. Tutta la contestazione religiosa di
Gesù ha come anima "il senso d'umanità del
Padre": cioè l'amore concreto per l'uomo, per ogni
uomo, sia pagano, o povero, o peccatore
Chi ha il cuore indurito con Gesù, è perché
ha il cuore indurito con l'uomo. Il peccato è rifiutare
Gesù come uomo, e l'uomo come figlio di Dio.
Dobbiamo accogliere l'uomo, anche il più povero, anche
l'accattone, perché immagine di Dio.
San Benedetto
Labre era un autentico
vagabondo
incapace di star fermo, un hippy (diremmo oggi);
eppure fu uno dei personaggi più sconcertanti e insieme
più suggestivi della santità nella storia della
Chiesa.
Fu un autentico accattone sulle strade d'Europa, mendicante alle
porte delle chiese di Roma, eppure era capace di affascinare
i personaggi più celebri del suo tempo.
Ebbene, San Benedetto Labre, in pieno secolo di Voltaire, era
solito ripetere: "Forse io non so niente di Dio, eppure
ne sono entusiasta!".
Cari fratelli e Sorelle, e
noi, siamo entusiasti di Gesù, siamo ammirati per la sua
dottrina?
Nel Vangelo di oggi abbiamo letto che quando Gesù parlava,
i suoi ascoltatori restavano a bocca aperta per la meraviglia.
Gesù appariva a tutti come una Persona prodigio. Faceva
stupire tutti coloro che lo ascoltavano. Tutto quello che diceva
era pieno di verità, di saggezza, di amore. Dove arrivava,
bruciava.
A volte qualcuno si turava le orecchie per non udire, si tappava
gli occhi per non vedere. Ma chi lo accettava, si trovava con
il cuore pieno di bontà e di pace. In ogni caso era impossibile
sfuggire al fascino di Gesù.
E' ciò che avviene ancora
oggi a chi legge il Vangelo con cuore schietto.
Una ragazza,
che ritrovò la fede a 20 anni, esprimeva tutto questo
in termini pittoreschi ad un'amica non credente. Le diceva: "Quando
tu incontri Gesù, sei fritta. Non sei più tu a
manovrare i fili.
Se non vuoi giocarti la tua libertà, non aprire mai un
Vangelo. Perché il giorno in cui Gesù ti avrà
agganciata, non ti mollerà più".
Chiediamo alla Madonna che
spinga Gesù ad "agganciare anche noi"
e sarà gioia di Paradiso
per sempre
perché
Gesù non ci mollerà più.
D. SEVERINO GALLO sdb
( + 2007 )