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 Anno Liturgico  B - 2009  

TEMPO di PASQUA - ANNO LITURGICO B     |  10a DOM.: Ss. Trinità - 07 giugno 2009
LITURGIA e LETTURE DELLA DOMENICA    
|   Sussidio per l'Omelia


PENSIERI, AFORISMI, CITAZIONI ...


""Se Dio vedesse (come vede!) le rappresentazioni che gli uomini si fanno di Lui, ne proverebbe sgomento". Ernest RENAN.

"Il mistero non è un muro, ma un orizzonte. Il mistero non è una mortificazione dell'intelligenza, ma uno spazio immenso che Dio offre alla nostra sete di verità". Antoine DE SAINT EXUPERY.

"Un maomettano era con padre Gabric e guardava una Sorella, che fasciava con tanto amore le piaghe di un lebbroso. La Suora non parlava, ma agiva raccolta. Il maomettano si volse al padre e gli disse: Per tutti questi anni ho creduto che Gesù fosse un profeta, ma oggi capisco che è Dio perché ha messo tanto amore nelle mani di questa Sorella!". MADRE TERESA Di CALCUTTA.

"La felicità non è il bersaglio a cui si tira, ma la rosa che si dà a chi ha mirato bene". RENÉE DESCARTES (Cartesio).

"Non c'è una via facile che porti dalla terra alle stelle" SENECA.

"Due cose mi stanno a cuore, la Bibbia e il giornale; la prima per tenermi in contatto con Dio, il secondo per conoscere la realtà umana" KARL BARTH.

 RIFLESSIONI VARIE ...


La Trinità è L'Amore condiviso che ha messo in moto tutto l'Universo, e ci rivela il senso e la dignità della persona umana. Dire Trinità significa dire "Amore", e se non ci fosse la Trinità non ci sarebbe l'Amore: " Puoi avere tutto ciò che vuoi. Ma se ti manca l'amore il resto non ti serve a nulla " (Agostino).

Pochi sospettano che il mistero sia " qualcosa che non può essere posseduto e compreso in sé in modo immediato e definitivo, che chiede alla ragione umana di stare aperta ad una sempre maggior penetrazione. Il mistero quindi non va contro la ragione umana: la nostra fede non è infatti, un'esperienza irrazionale; anzi, il mistero fonda la possibilità del crescere del sapere umano, è lo sfondo su cui si gioca ogni nostra umana comprensione " (G. Ravasi).

E' lo Spirito che mi lascia intuire ciò che avviene in Dio: la Comunione delle Persone.,
Non diciamo, per favore, che la Trinità ci porta fuori dal nostro orizzonte, ci è estranea.
Se Dio Padre può suggerire l'immagine della distanza, ecco che il Figlio si incarica di abolire questa distanza. E, attraverso lo Spirito, Dio si fa addirittura " più interiore a me di quanto io lo sia a me stesso " (Agostino).
" Resto sempre impressionato, nel recitare il Credo, dalla constatazione che la fede cristiana si fonda non su delle idee, ma su delle persone: le tre Persone divine " (Stan Rougier).

" ... Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, queste ha preparato Dio per coloro che lo amano. Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio. Chi conosce i segreti dell'uomo se non lo spirito dell'uomo che è in lui? Così anche i segreti di Dio nessuno li ha mai potuti conoscere se non lo Spirito di Dio. Ora, noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere tutto ciò che Dio ci ha donato. Di queste cose noi parliamo, non con un linguaggio suggerito dalla sapienza umana, ma insegnato dallo Spirito... " (1 Cor 2, 9-13).
Ogni "segno di Croce" ci apre all'immenso Amore di Dio, e tutta la nostra vita possiamo viverla sotto il segno di questo Amore.

ESEMPI UTILIZZABILI....



L'Amore per Dio e L'Amore per l'uomo.
L'amore umano è un piccolo simbolo dell'immenso amore di Dio.
S. Benedetto Labre, mendicando di strada in strada, un giorno s'imbattè in un corteo di nozze. Lo sposo, vedendolo a piedi nudi, solo e mal vestito, esclamò: - Povero infelice! Hai proprio niente per godere la vita, neppure l'amore!
Il santo, sorridendo, rispose: - Sciocco! Io ho un amore più grande e più bello del tuo! Il tuo amore è umano e mortale, debole e piccolo... L'amore divino per me invece è immenso, sicuro, eterno!

Il Trono
Federico Ozanam, il santo fondatore delle Conferenze di S. Vincenzo, amava spesso baciare il suo piccolo nella culla: lo baciava sul cuore e diceva di "venerare in quel puro angioletto il trono della santissima Trinità".

Il "Gloria Patri"
Nel " Gloria Patri", ripetiamo la nostra testimonianza al mistero più importante della nostra fede, per difendere la quale dobbiamo sentirci pronti a ogni persecuzione. S. Maria Maddalena de' Pazzi, inclinando il capo nella recita corale del "Gloria Patri" intendeva offrirsi a Dio per il martirio e talvolta "impallidiva, come se vedesse la scure vibrare per aria a colpirle il collo".

L'amore, non è solo umano…
" … Era un luogo di pace l'oued di Tazrouk ed anche i Fratelli avevano il loro giardino. Ma che fatica a tirar fuori qualcosa da quella sabbia! Se non mancava l'acqua, arrivavano le cavallette, i bruchi, i conigli selvatici a far piazza pulita... Si era quindi costretti a mettere delle tagliole...

Una sera giunse sul cielo di Tazrouk un volo di cicogne dirette al Nord: era la primavera. Con ampi giri, il volo discese nell'oued per passare la notte. Nel tentativo di trovare un punto di atterraggio una bella cicogna andò a mettere le zampe proprio in una tagliola. Passò la notte perdendo sangue e quando all'alba i fratelli si accorsero era troppo tardi. Morì il giorno stesso e la seppellimmo sulle sponde dell'oued. Ma qui incominciò il dramma che ci prese tutti fino in fondo.

Il volo delle cicogne era ripartito verso il Nord, ma il compagno della cicogna morta rimase nell'oued. La stessa sera vedemmo la povera bestiola scendere nello stesso posto dove la compagna era stata presa, girare, girare con gemiti ed evidenti preoccupazioni di ricerca. E così fino al tramonto. Il giorno dopo ripeté la scena... Rimase là tutto l'anno... cercando e dormendo là dove sulla sabbia forse sentiva ancora il sangue della compagna.
I fratelli si abituarono alla cicogna e la cicogna si abituò ai fratelli... Era commovente vedere quella creatura sensibile all'amore e alle carezze dei Fratelli... come per cercare di capirli... Anch'io cercai di capire lei, ma io rimasi io e lei rimase cicogna... Era l'incomunicabilità..." (Carlo CARRETTO: Al di là delle cose, Cittadella Ed.).

Andiamo ad annunciare a tutti il grande amore di Dio per noi! Noi che possiamo entrare in dialogo vero con Lui!

Segno di riconoscimento
Quando Padre Damiano, l'apostolo dei lebbrosi, giunse sul luogo che aveva scelto come centro della sua attività missionaria, si vide circondato da indigeni ostili o indifferenti dei quali non capiva neppure la lingua. Si fermò dinanzi a quei pagani con certo timore, ma subito si rischiarò in volto perché uno di essi gli era venuto accanto con aria di protezione e quindi si era chinato a tracciare sulla terra con la lancia un grande segno di croce. E il simbolo per cui in ogni terra, sotto ogni cielo, i cristiani si riconoscono: "Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo". Facciamolo bene questo segno per affermare l'unità della nostra fede dinanzi a ogni paganesimo, per difenderci da ogni pericolo in nome e per il potere della Trinità, per riaffermare la nostra buona volontà di ubbidire sempre ai "nostri Tre".
                                                            D. TOMMASO DURANTE sdb |  E-mail:  tduranteicp@pcn.net 

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