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 Anno Liturgico  B - 2009  

TEMPO di PASQUA - ANNO LITURGICO B     |  6a DOMENICA: 17 maggio 2009
LITURGIA e LETTURE DELLA DOMENICA    
|   Sussidio per l'Omelia


PENSIERI, AFORISMI, CITAZIONI ...


""Colui che stima il suo tempo troppo prezioso per poterlo perdere ad ascoltare gli altri, in realtà non avrà mai tempo né per Dio, né per il prossimo; ne avrà soltanto per se stesso e per le proprie idee". Dietrich BONHOEFFER

"Si possono avere tutti i sacramenti ed essere cattivi, ma non si può avere la carità ed essere cattivi". S. AGOSTINO.

"Il bene che si fa, vale più del male che si denuncia".C. THIBON.

"L'amore è un'erba spontanea, non una pianta da giardino" IPPOLITO NIEVO.

"Forse è proprio vero che le strade del Cielo attraversano i poveri incroci della terra" MONS. TONINO BELLO.

"Anche tra le pentole c'è il Signore" TERESA D'AVILA.

"Per un cristiano fare il possibile significa raggiungere l'impossibile" RAOUL FOLLERAU.

 RIFLESSIONI VARIE ...


Il Vangelo di Domenica scorsa ci parlava della Vite e dei tralci. Il tralcio da buoni frutti solo se è attaccato alla vite, e il Vangelo di oggi ci ricorda quali sono i frutti che dovrebbe dare…

E' il Vangelo più difficile, perché fino a quando citiamo "fate agli altri quello che volete sia fatto a Voi", diciamo qualcosa che possiamo anche fare con la grazia del Signore, ma se pensiamo quale amore ha avuto per noi il Signore: E' morto ed è risorto per noi, ha dato cioè la vita per noi…, e che anche noi dovremmo dare la nostra vita per i fratelli… e questo non è un amore facile, diventa più facile se amiamo di tutto cuore il Signore… e se siamo veramente attaccati a Lui. L'Eucaristia domenicale ci aiuta a vivere e a interiorizzare questo concetto, quando ascoltiamo la Sua Parola, e quando dopo aver condiviso il Segno di pace nel suo nome, ci nutriamo del suo Corpo e del suo Sangue.

Il Vangelo di oggi ci interroga su come trattiamo il nostro amico Gesù: la sua Amicizia ci pesa, e gli diamo il tempo indispensabile, o è nostro amico costantemente in tutto quello che viviamo, e siamo contenti se ci troviamo in sua compagnia, e solo con la sua compagnia che sappiamo amare come Lui ci chiede di amare.

I Santi hanno dato "frutti buoni" proprio perché sono stati attaccati alla vite, e vorrei ricordare anche perché il 13 maggio è stata la sua Festa "Santa Maria Domenica Mazzarello" (1837-1881), una ragazza del popolo, una contadina del suo tempo, che ha saputo dare frutti stupendi perché è stata sempre attaccata alla vite, e perché ha saputo amare come ha chiesto Gesù. Ricordo questa Santa, perché con Don Bosco ha fondato Le Suore Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA) e perché scrivo dal suo paese natale, Mornese (Al).

Un 'antica leggenda, di cui non ho trovato la fonte, cerca di farci capire quanto sia difficile, persino a Dio, ad unirci nell'amore.
Un giorno la seconda Persona della Trinità andò dal Padre e gli chiese:
- Io amo tanto gli uomini. Per dimostrare loro il mio amore vorrei compiere per loro l'opera più difficile.
Dio Padre, nella sua infinita saggezza, sorridendo, rispose:
- Potresti abbattere tutte le montagne con un piccolo martello... Potresti vuotare tutti gli oceani e tutti i mari con una piccola conchiglia... Ma se vuoi veramente un lavoro, il più difficile, il più lungo, il più duro, scendi sulla terra ed educa gli uomini a volersi bene!
Sono passati secoli e millenni e ancora Gesù sta faticando nella sua opera d'infinito amore!

E S. Kierkegaard, ha questa stupenda preghiera:

"O Dio, tu ci hai amati per primo (1 Gv 4,10).
Ahimè, noi ne parliamo come di un semplice fatto storico, come se una volta soltanto tu ci avessi amati per primo.
E tuttavia tu lo fai e lo farai sempre.
Molte volte, ogni volta, durante tutta la vita.
Tu ci ami per primo. Quando ci svegliamo al mattino e volgiamo a te il nostro pensiero, tu sei il primo.
Tu ci hai amati per primo.
E se mi alzo all'alba e nello stesso secondo volgo a te l'adorazione dell'animo mio, tu mi hai già preceduto e amato per primo.
Quando da una dissipazione raccolgo l'animo mio e penso a te, tu sei stato il primo.
E così sempre.
E noi, ingrati, parliamo sempre, come se una volta sola tu ci avessi amati per primo".
                       

ESEMPI UTILIZZABILI....


Polvere in cassaforte
Ogni giorno ci vengono offerte delle occasioni per amare in concreto il buon Dio e il nostro prossimo. E noi tralasciamo di amare, come quel personaggio di Ibsen, nella "Fattoria Romsen", che confessa: "Come un avaro stetti 25 anni, giorno e notte, seduto davanti alla mia cassaforte, dove conservavo i miei ideali, gli affetti, i ricordi. Ieri volli aprire, e trovai che il mio tesoro non c era più. Il tempo l'ha ridotto in polvere. Del mio tesoro non rimane più nulla". Attenzione dunque: anche oggi è giornata buona per amare sul serio.

Trilogia di Santi
Quando
S. Gregorio Magno venne a sapere che un povero era stato trovato morto, probabilmente di fame, ne fu così rattristato, che si astenne per alcuni giorni dalla celebrazione della Messa, rimproverandosi l'accaduto, "come se l'avesse ucciso con le proprie mani" (GIOVANNI DIACONO)...

Un altro episodio di amore si trova nelle biografia di S. Giovanni di Dio: costui era solito lavare i piedi dei poveri prima di farli sedere a mensa; un giorno, mentre si chinava a baciare i piedi a un mendicante, vide che erano piagati, come se fossero stati trapassati dai chiodi: "Sei tu, Signore?" domandò trepidante. Il mendicante sorrise...

Ecco infine la risposta di S. Gaetano da Thiene a chi gli faceva osservare che avrebbe trovato una grande differenza tra l'aiuto che poteva ricevere dai veneziani rispetto a quello dei napoletani: "Il Dio di Napoli non può esser molto diverso da quello di Venezia. E io ho fiducia nella sua Provvidenza ovunque".

Il Curato di Montagnac
In un villaggio francese, alcuni giovinastri avevano sequestrato un gobbo, l'avevano denudato e l'avevano legato a un fanale, per puro divertimento. Liberato all'alba il gobbo si era ucciso per la vergogna. Al suo funerale il parroco disse: "Quando dovrò presentarmi al giudizio divino, il Signore mi domanderà: 'Dove sono gli agnelli del gregge che ti ho affidato?'. E io abbasserò gli occhi senza dir parola. Il Signore di nuovo chiederà: 'Signor curato di Montagnac, dove sono gli agnelli della tua parrocchia?'. E io arrossendo dovrò tacere ancora. Per la terza volta il buon Dio si rivolgerà a me dicendomi: 'Signor Curato di Montagnac dove sono gli agnelli del gregge che ti ho dato da custodire?'. Allora io risponderò: "Non erano agnelli, Signore; erano lupi!".

                                                             D. TOMMASO DURANTE sdb |  E-mail:  tduranteicp@pcn.net 

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