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 Anno Liturgico  B - 2009  

       TEMPO di QUARESIMA - ANNO LITURGICO B   | 6a DOMENICA: 05 Aprile 2009
       LITURGIA e LETTURE DELLA DOMENICA         
|  Sussidio per l'Omelia


PENSIERI, CITAZIONI, AFORISMI...


"Se volete essere discepoli di Cristo, ricordatevi che dovete essere martiri e non carnefici". VOLTAIRE (sì, proprio lui!)

"Il mondo è stanco di odio!". GANDHI.

"Se dici: Fammi vedere il tuo Dio, io ti dirò: Fammi vedere l'uomo che è in te, e io ti mostrerò il mio Dio. Fammi vedere se gli occhi della tua anima vedono e le orecchie del tuo cuore ascoltano". S. TEOFILO Di ANTIOCHIA.

"Chi non ama, non ha conosciuto Dio, perché Dio è Amore. In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è Lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati". SAN GIOVANNI APOSTOLO.

"Durch Leiden zu Freude" (attraverso il dolore verso la gioia) (BEETHOVEN).

"Volete sapere perché l'uomo è tra le creature quella che più può soffrire? Perché ha come un piede nel finito e l'altro nell'infinito: è squartato non da quattro cavalli, come s'usava nei tempi più orribili, ma da due mondi" (LAMMENAIS).

"Il più bello dei mari è quello che non navigammo. / Il più bello dei nostri figli non è ancora cresciuto. / I più belli dei nostri giorni non li abbiamo ancora vissuti, / e quello che vorrei dirti di più bello non te l'ho ancora detto" (NAZIM HIKMET).

RIFLESSIONI …


Riflettiamo soprattutto sulla Passione di Gesù:

Dobbiamo ricordarci che Gesù ha appena lavato i piedi ai suoi discepoli e istituito L'Eucaristia (cfr Vangelo di Giovanni).

Possiamo dividere la Passione secondo Marco che leggiamo oggi in cinque grandi momenti.

" Gesù nell'orto (agonia-arresto);
" Gesù davanti al sinedrio (interrogatorio - oltraggi - rinnegamento di Pietro);
" Gesù davanti a Pilato (interrogatorio - oltraggi - condanna);
" Gesù verso il calvario (Via dolorosa - Crocifissione e morte);
" Gesù nel sepolcro (Giuseppe d'Arimatea - sepoltura).

Come dobbiamo metterci davanti alla Passione.

La personificazione di diversi tipi di caratteri nel dramma della passione serve ad un obiettivo religioso. Noi uditori o lettori siamo invitati a partecipare, chiedendoci quale atteggiamento avremmo assunto di fronte al processo e alla crocifissione di Gesù.
Con quali personaggi del racconto mi vorrei identificare?
Può darsi che la distribuzione dei rami d'ulivo in chiesa m'induca a credere troppo in fretta che il mio posto sarebbe stato tra la folla osannante all'arrivo di Gesù.
Non è più probabile una mia collocazione tra i discepoli che fuggirono di fronte al pericolo, abbandonando Gesù?
O in certi momenti della mia vita non ho forse recitato il ruolo di Pietro che nega Gesù, o addirittura quello di Giuda che lo tradisce?
Non mi sono mai trovato nei panni del Pilato giovanneo che evita di decidersi tra il bene e il male?
O in quelli del Pilato matteano, che prende una decisione sbagliata e quindi se ne lava le mani ("E i documenti storici mostreranno che non mi si può accusare di nulla")?
                                          Cfr Raimond E. Brown: La passione nei Vangeli, Queriniana.

In una delle rivelazioni a Sant'Angela da Foglino Gesù Le ha detto:
"Non vi ho amato per scherzo".


I Difetti di Gesù.

Un giorno, ho trovato un modo particolare di spiegarmi. Chiedo la vostra comprensione ed indulgenza se ripeto qui, davanti alla Curia, una confessione che può suonare come un'eresia:

      «Ho abbandonato ogni cosa per seguire Gesù,
perché amo i difetti di Gesù».

difetto: Gesù non ha buona memoria

Sulla croce, durante la sua agonia, Gesù udì la voce del ladrone alla sua destra: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno» (Lc 23,42). Se fossi stato io, gli avrei risposto: «Non ti dimenticherò, ma i tuoi crimini devono essere espiati, almeno con 20 anni di purgatorio». E invece Gesù gli risponde: «Oggi sarai con me nel paradiso» (Lc 23,43). Egli dimentica tutti i peccati di quell'uomo.

Analoga cosa avviene con la peccatrice che gli ha cosparso di profumo i piedi: Gesù non le chiede nulla sul suo passato scandaloso, ma dice semplicemente: «Le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato» (Lc 7,47).

La parabola del figliol prodigo ci racconta come questi, sulla via del ritorno alla casa paterna, prepara in cuor suo quello che dirà: «Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di essere chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni» (Lc 15,18-19).

Ma quando il padre lo vede arrivare da lontano, ha già dimenticato tutto, gli corre incontro, lo abbraccia, non gli lascia il tempo di pronunciare quel suo discorso e si rivolge ai servi che rimangono sbigottiti: «Portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l'anello al dito e i calzari ai piedi. Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita» (Lc 15,22-24).

Gesù non ha una memoria come la mia; non solo perdona, e perdona ogni persona, ma dimentica pure che ha perdonato.

difetto: Gesù non conosce la matematica

Se Gesù avesse sostenuto un esame di matematica, forse sarebbe stato bocciato. Lo dimostra la parabola della pecorella smarrita. Un pastore aveva cento pecore. Una di esse si smarrisce e senza indugi egli va a cercarla, lasciando le altre novantanove nel deserto. Ritrovatala, carica la povera creatura sulle sue spalle (cfr Lc 15,4-7).

Per Gesù, uno equivale a novantanove, e forse anche di più! Chi accetterebbe mai questo? Ma la sua misericordia si estende di generazione in generazione...

Quando si tratta di salvare una pecora smarrita, Gesù non si lascia scoraggiare da nessun rischio, da nessuna fatica. Contempliamo i suoi gesti pieni di compassione, quando siede presso il pozzo di Giacobbe e dialoga con la Samaritana, oppure quando vuole far sosta nella casa di Zaccheo! Quale semplicità che non conosce calcolo, quale amore per i peccatori!

difetto: Gesù non conosce la logica

Una donna che ha dieci dramme ne perde una. Quindi, accende la lucerna per cercarla. Quando la trova, chiama le sue vicine e dice loro: «Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la dramma che avevo perduta» (cfr Lc 15,8- 10).

E’ davvero illogico disturbare le sue amiche solo per una dramma! E poi, far festa per festeggiarne il ritrovamento! E per di più, invitando le sue amiche, spende ben più di una dramma! Neanche 10 dramme sarebbero sufficienti a coprire la spesa... Qui, possiamo davvero dire, con le parole di Pascal: «Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce». (B. Pascal, Pensèes, n. 477, in Oeuvres complètes, ed. J. Chevalier, Paris 1954).

Gesù, a conclusione di quella parabola, svela la strana logica del suo cuore: «Così vi dico, c'è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte» (Lc 15,10).

difetto: Gesù è un avventuriero

Chi cura la pubblicità di una compagnia o si presenta come candidato alle elezioni prepara un programma ben preciso, con molte promesse.

Nulla di simile per Gesù. La sua propaganda, giudicata con l'occhio umano, è votata al fallimento.
Egli promette, a chi lo segue, processi e persecuzioni.

Ai suoi apostoli, che hanno lasciato ogni cosa per lui, non assicura né il vitto né l'alloggio, ma solo la condivisione del suo stesso modo di vivere.

Ad uno scriba desideroso di arruolarsi fra i suoi, risponde: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il figlio dell'uomo non ha dove posare il capo» (Mt 8,20).

Il brano evangelico delle beatitudini, vero «autoritratto» di Gesù avventuriero dell'amore del Padre e dei fratelli, è dall'inizio alla fine un paradosso, anche se siamo abituati ad ascoltarlo:

«Beati i poveri in spirito....beati gli afflitti...,
beati i perseguitati per causa della giustizia...
beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia.
Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli» (Mt 5,3-12).

Ma i discepoli avevano fiducia in quel l'avventuriero. Da 2000 anni, e fino alla fine del mondo, non si esaurisce la schiera di coloro che hanno seguito Gesù. Basta guardare i santi di tutti i tempi. Molti di loro fanno parte di quella benedetta associazione di avventurieri. Senza indirizzo, senza telefono, senza fax ... !

difetto: Gesù non si intende né di finanze né di economia

Ricordiamo la parabola degli operai della vigna: «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che usci all'alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Uscito poi verso le nove e verso mezzogiorno e verso le tre e ancora verso le cinque... li mandò nella sua vigna». La sera, incominciando dagli ultimi per finire con i primi, pagò un denaro a tutti quanti (cfr Mt 20,1-16).

Se Gesù fosse nominato amministratore di una comunità o direttore di un'impresa, quelle istituzioni fallirebbero e andrebbero in bancarotta: come si fa a pagare a chi inizia a lavorare alle cinque del pomeriggio uno stipendio uguale a chi lavora sin dal mattino? Si tratta di una svista? O Gesù ha fatto male i conti? No! Lo fa di proposito, perché spiega -: «Non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?». (Mons. Francísco Xavier Nguyen Van Thuan , Testimoni della Speranza, Città Nuova, Roma 2000, pp. 28-33).  

ESEMPI UTILIZZABILI....



* Gesù crocifisso è il nostro libro.
S. Filippo Benizi sul letto di morte fece un cenno, come se volesse qualcosa, forse un libro. Gli presentarono vari libri, ma egli scosse sempre la testa... Finalmente si riesce a capire:
gli si presenta il Crocifisso: il suo vero libro.
- Su questo libro si legge l'immensa cattiveria dell'uomo.
- Su questo libro si legge l'immensa gravità del peccato.
- Su questo libro si legge l'immensa bontà di Dio.

* Gesù crocifisso è il nostro specchio.
S. Girolamo Emiliani, dopo le lunghe e faticose giornate spese per i suoi orfani, si ritirava di notte in un eremo tra i boschi, per 'rispecchiare' la sua vita su Gesù Crocifisso.
- Su questo specchio si legge l'obbedienza perfetta a Dio.
- Su questo specchio si legge l'amore perfetto per l'uomo.

* Gesù crocifisso è la chiave del Paradiso.
La croce di Gesù apre a noi peccatori le porte del Regno di Dio, cioè della Paternità di Dio.

E DELLA PASSIONE DEL SIGNORE TRIONFI DI CROCE
All'inizio della Settimana Santa ricordiamo una pagina del romanzo di Bloy, La femme pauvre, in cui si narra di una giovane che "tra dure prove vive nella melma con l'anima di una santa". Un sacerdote che l'ha vista piangere dinanzi all'ostensorio nell'Adorazione Eucaristica, le disse: "Dovete essere molto infelice, povera donna!". "Sono completamente felice", rispose: "non si entra in Paradiso domani o dopodomani o fra dieci anni, ma oggi stesso, quando si è poveri e si è crocifissi". Nella croce quella donna trovava l'unione col Salvatore trionfante di ogni fango e di ogni male. Con lui entreremo anche noi nella Gerusalemme Celeste.

NEL NOME Di CRISTO
Ogni osanna, ogni applauso, ogni agitare di palme va diretto al Signore Gesù. Tra i suoi trionfi possiamo rammentare quello delle insegne di Costantino vittorioso al Ponte Milvio ("In hoc signo vinces"); il perdono accordato da S. Giovanni Gualberto all'uccisore di suo fratello in nome di Gesù (e il crocifisso chinò il capo approvando); la Croce piantata da Colombo, appena sbarcato sul suolo americano, simbolo di mille conquiste spirituali...

IL RIMPROVERO
Nel dramma di Diego Fabbri, intitolato Processo a Gesù, il momento più suggestivo si ha quando il Tribunale chiama a deporre Giuda e lo mette a confronto con Giovanni, l'evangelista. E una scena che strappa immancabilmente l'applauso, se appena il traditore mette un po' d'anima nel rimproverare il discepolo prediletto: "Tu lo sapevi, perché te lo aveva confidato Lui, che io uscendo nella notte sarei andato a consegnarlo ai suoi nemici. Ma non mi hai bloccato con un gesto di fraternità, non mi hai fermato in nome dell'amore"... Qualcuno di noi deve rimproverarsi purtroppo analoghe omissioni di affetto verso coloro che "Escono nella notte".

                                                D. TOMMASO DURANTE sdb |  E-mail:  tduranteicp@pcn.net

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