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 Anno Liturgico  B  



      TEMPO di QUARESIMA - ANNO LITURGICO B   | 1a DOMENICA: 01 Marzo 2009
      LITURGIA e LETTURE DELLA DOMENICA  
|  Sussidio per l'Omelia

  PENSIERI, CITAZIONI, AFORISMI UTILI....



"A Calcutta si possono vedere ricoveri per persone morenti, ma nelle città occidentali molti giovani vivono in lussuose case per moribondi: in occidente molta gente non è viva e non ha voglia di vivere". MADRE TERESA DI CALCUTTA

'L'adorazione non è un privilegio di coloro che possono disporre del tempo e che si trovano liberi dalla preoccupazione del pane quotidiano. L'adorazione non è un momento della vita, ma è l'anima di tutti gli atti della vita". C. BARRA

"Non vi sono vette troppo alte, ma soltanto ali troppo corte" (GIOVANNI PAPINI).

"Tutta la nostra civiltà è afrodisiaca: essa è un costante appello ai sensi per l'intermediario dell'immaginazione" (HENRI BERGSON).

"Il quadrato costruito sulla libidine è uguale alla somma dei quadrati costruiti sulla vanità e sulla pigrizia" (ALDOUS LEONARD HUXLEY).

"Scala discendente verso l'impurità: tentazione - consenso - ricaduta - abitudine - necessità -disperazione - dannazione" (S. BERNARDO DI CHIARAVALLE).

RIFLESSIONI VARIE…



E' iniziata la Quaresima.
In una preghiera del mercoledì delle Ceneri si benedicono i cristiani che riceveranno l'imposizione delle Ceneri. E' il credente che si deve convertire.
In questa domenica il Vangelo di Marco ci dice che prima Gesù è stato battezzato nel Giordano e poi lo Spirito l'ha spinto nel deserto. Gesù ha accettato in tutto fuorché nel peccato la nostra situazione di credenti.
E la Quaresima, ce lo ricordano i Padri della Chiesa, e ce lo ricorda in maniera specifica anche Papa Benedetto nel messaggio quaresimale ai credenti cristiani, è fatta di preghiera, mortificazione e carità. E' importante che entriamo in questo mistero di continua conversione.

La preghiera, il Digiuno e la Carità ci servono per essere:
Cristiani coerenti

Il famoso predicatore domenicano Mac Nabb, dalla tribuna aperta di Myde Park a Londra, lodava le meraviglie compiute dal cristianesimo in duemila anni di storia; a un certo punto un ascoltatore gli obiettò:
- Tu lodi molto il cristianesimo, ma io vedo che dopo venti secoli ci sono ancora troppi da convertire, c'è ancora troppa miseria spirituale.
Rispose:
- Mio caro, la religione è come il sapone. Il sapone esiste da tantissimi secoli, eppure c'è ancora tanta gente sporca, c'è ancora chi non lo usa.

Per fare un continuo esame di coscienza.
Giove pose sulle spalle degli uomini due bisacce: dietro le spalle la bisaccia piena dei difetti propri; davanti, a vista, quella piena dei difetti altrui.
Succede così che ciascuno difficilmente veda le sue mancanze e scorga invece con molta facilità le mancanze altrui. -(Esopo).

Per ascoltare La Parola di Dio.
Il saggio Zenone, trovandosi un giorno in compagnia di un giovane che voleva dire la sua opinione su tutte le più svariate questioni, gli disse:
-Figliolo, sappi che abbiamo due orecchie, ma una sola bocca! Quindi siamo invitati ad ascoltare il doppio di quello che ci è permesso di dire!

Un uomo che non ha ricevuto in gioventù i principi di una sana educazione, può paragonarsi ad un anno che non abbia avuto primavera: l'estate non avrà niente da maturare e l'autunno non presenterà nessun frutto da cogliere. -

Non pretendere l'impossibile. Non familiarizzare con la tentazione.
Pinocchio tentato. Ricordate come Pinocchio si fece tentare da un po' di musica, da un corteo carnevalesco e soprattutto si fece convincere da un sogno, quello del Paese dei Balocchi?
Come gli andò a finire?
Finì nel corpo di una balena, finì male, come finiscono male tutti i cuori che si fanno ingannare dalle promesse false e cattive del diavolo. Diremo bene insieme: Signore non ci indurre in tentazione. Amen. - (Don ENZO CARLI).

Il Signore è sempre con noi. Attenti a non allontanarci da lui.
In un convento di Napoli, un frate era molto tentato di uscire dal suo Ordine religioso.
In sonno gli parve di essere con gli altri frati in chiesa e di pregare così:
- Non mi lasciare, padre santo!
E il Signore a lui:
- Io non ti abbandono, figliuolo, ma sei tu che vorresti abbandonare me. - (Vitae Fratrum, 32).

ESEMPI UTILI....


Il gioco della dama (Programma per riuscire nella vita).
Un giorno il rabbino Nahum arrivò inaspettato alla scuola e trovò gli scolari che giocavano a dama, che era di moda in quel periodo.
Quando lo videro entrare, rimasero confusi e smisero di giocare. Ma egli li salutò amichevolmente e chiese:
- Conoscete le regole del gioco della dama?
E poiché quelli, timorosi, non aprivano bocca, rispose da sé:
- Ve le ricorderò io.
La prima è: non si possono fare due passi alla volta.
La seconda: si deve soltanto andare avanti, senza possibilità di tornare indietro.
E la terza: quando si è in cima, si può andare dove si vuole e si raddoppia la capacità di gioco.
Queste tre regole valgono anche per la vita di oggi!

C'era una volta un ragazzo che voleva un dado...
Quando ebbe un dado, non desiderava che una palla; avuta la palla, voleva soltanto una trottola, non bramava che un aquilone, e, avuti il dado, la palla, la trottola e l'aquilone, si sentiva ancora infelice.
Cercare di rendere felice una persona scontenta è come cercare di riempire un setaccio con l'acqua: per quanta acqua ci si versi, essa scorrerà sempre troppo rapidamente perché la si possa raccogliere. - (FULTON SHEEN).

Un piccolo albanese. (Vincere la tentazione del "consumismo").
Camminavo sotto il portico di Piazza Cavour, ad Ancona, dove spesso stazionano i mendicanti. Da qualche tempo vi è approdato un piccolo albanese di 12 anni che vive con gli oboli dei passanti.
Si è rivolto anche a me, col suo implorante, stentato italiano. In cambio di una moneta di 500 lire mi ha dato una immaginetta di santa Maria Goretti.
Mentre mi allontanavo mi ha chiesto se gli procuravo un paio di scarpe usate. Ai piedi aveva scarpe di pezza rotte in più punti.
L'ho invitato allora a seguirmi in un vicino negozio. Mi guardava incredulo e ho dovuto spingerlo per farlo entrare. La commessa ci ha mostrato un bellissimo paio di scarpe col prezzo ribassato, da 99.000 a 69.000 lire. Il ragazzino le ha rigirate nelle mani, poi sorridendo ha esclamato: "No, queste costano troppo!". Avrei potuto insistere perché le prendesse ugualmente, ma ho preferito lasciarlo libero di comportarsi secondo la sua sensibilità e la stia intelligenza.
Paziente, la commessa e scomparsa nel retrobottega per tornare subito dopo con altre scarpe, molto belle al prezzo di 45.000 lire. Il piccolo albanese, dopo aver rigirato anche quelle fra le mani, sorridendomi di nuovo, "No - ha aggiunto - sono troppo care".
Rendendosi conto della situazione, alla fine, la commessa ha preso delle scarpe che costavano solo 19.000 lire. Il ragazzino, visibilmente felice, dopo essersele messe ai piedi e avermi ringraziato, è volato via a riprendere il suo posto di lavoro.
Sono andato via commosso. Quel piccolo albanese aveva ricambiato il mio dono con una generosità infinitamente più grande. Aveva saputo rinunciare a qualcosa di bello, pur di non farmi spendere molto. Eppure ero solo uno dei tanti passanti, un semplice sconosciuto che però lui, con la sua attenta intelligenza, aveva trattato come fossi suo padre... - (in Città Nuova, 18/1991, pp. 3-7).

MORTIFICAZIONE E MORTE
Nel romanzo di Cristopher Isherwood intitolato A single Man (Un uomo solo), troviamo un uomo di mezza età che si guarda nello specchio: fissando e rifissando la propria immagine, vede molte facce dentro la sua faccia: la faccia del bambino, del ragazzo, del giovanotto, dell'uomo non più giovane, e tutte presenti, immobili, conservate come fossili in strati sovrapposti e - come fossili - morte. Il loro messaggio a questa natura viva che sta morendo è: "Guardaci. Siamo morte. Che motivo c'è d'aver paura?".
L'uomo risponde loro: "Ma in questo caso accade così gradualmente, così facilmente, e invece io ho paura che mi si faccia premura". La liturgia quaresimale ci fa premura invece, perché, mortificandoci comunitariamente ci prepariamo alla morte comune, e attendiamo alla risurrezione pasquale con Cristo.

                                                                                    D. TOMMASO DURANTE sdb



          
Così
PAOLO VI parlò di Satana
        
in una catechesi del 15 novembre del 1972 (rimasta famosa):

"Il demonio è il nemico numero uno, è il tentatore per eccellenza.
Sappiamo che questo essere oscuro e conturbante esiste davvero, e che con proditoria astuzia agisce ancora; è il nemico occulto che semina errori e sventure nella storia umana.
E' l'insidiatore sofistico dell'equilibrio morale dell'uomo.
E' lui il perfido e astuto incantatore, che in noi sa insinuarsi per via dei sensi, della fantasia, della concupiscenza, della logica utopistica, o di disordinati contatti sociali nel gioco del nostro operare, per introdurvi deviazioni, altrettanto nocive quanto all'apparenza conformi alle nostre strutture fisiche o psichiche, o alle nostre istintive, profonde aspirazioni.

La nostra dottrina si fa incerta, oscurata com'è dalle tenebre stesse che circondano il demonio. Ma la nostra curiosità, eccitata dalla certezza della sua esistenza molteplice, diventa legittima con due domande. Vi sono segni, e quali, della presenza dell'azione diabolica? E quali sono i mezzi di difesa contro così insidioso pericolo?
La risposta alla prima domanda impone molta cautela, anche se i segni del maligno sembrano talora farsi evidenti.

Potremo supporre la sua sinistra azione là dove la negazione di Dio si fa radicale, sottile ed assurda, dove la menzogna si afferma ipocrita e potente, contro la verità evidente, dove l'amore è spento da un egoismo freddo e crudele, dove il nome di Cristo è impugnato con odio cosciente e ribelle, dove lo spirito del Vangelo è mistificato e smentito, dove la disperazione si afferma come l'ultima parola, ecc..

Altra domanda: quale difesa, quale rimedio opporre all'azione del demonio? Potremmo dire: tutto ciò che ci difende dal peccato, ci ripara per ciò stesso dall'invisibile nemico. La grazia è la difesa decisiva. L'innocenza assume un aspetto di fortezza. E poi ciascuno ricorda quanto la pedagogia apostolica abbia simboleggiato nell'armatura di un soldato le virtù che possono rendere invulnerabile il cristiano (cfr Rm 13,12; Ef 6,11.14.17; 1Ts 5,8).
Il cristiano deve essere militante; deve essere vigilante e forte; e deve talvolta ricorrere a qualche esercizio ascetico speciale per allontanare certe incursioni diaboliche; Gesù lo insegna indicando il rimedio "nella preghiera e nel digiuno" (Mc 9,29). E l'Apostolo suggerisce la linea maestra da tenere: 'Non lasciarti vincere dal male, ma vinci nel bene il male'" (Rm 12,21; Mt 13,29).

                                                                      

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