TEMPO di QUARESIMA - ANNO LITURGICO B | 1a DOMENICA: 01 Marzo 2009 LITURGIA e LETTURE DELLA DOMENICA | Omelia di approfondimento Lo Spirito sospinse Gesù nel deserto Con questa domenica iniziamo il tempo della Quaresima che nel suo duplice carattere "battesimale e penitenziale" è tutto proteso verso la Pasqua e ripropone al popolo cristiano un cammino impegnativo di conversione. In questo tempo, siamo chiamati a ritornare al Signore, concentrando la nostra attenzione su di Lui e scoprendo che Egli ci attende e ci guarda con infinita misericordia. Lo sguardo di Dio su di me desidera incontrare il mio sguardo su di Lui. Se Dio mi guarda, io non posso guardare altrove. Questa è la tentazione che subiamo di continuo: voltare le spalle a Lui per lasciarci catturare da ciò che non è Dio e non può assicurarci felicità e salvezza.
L'autore del Libro della Genesi mostra la larghezza e la profondità del male che aveva avvelenato il cuore sin nel profondo: "Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni disegno concepito dal loro cuore non era altro che male". Il diluvio, inevitabile conseguenza di un mondo intriso di peccato, fece scomparire la vita dalla terra, sommergendola nelle acque torbide dell'odio e della violenza. Ma il Signore non abbandona i suoi
figli. E, dopo il diluvio, interviene con una sorta di nuova
creazione stabilendo un nuovo patto con Noè, con i suoi
figli, con i discendenti e con tutti gli esseri viventi. Dio strinse un patto di alleanza con tutti i popoli, perché tutti appartengono a lui. Di più, il Signore promise solennemente a se stesso e a Noè la saldezza di questo patto: "non sarà più distrutto nessun vivente dalle acque, né più diluvio devasterà la terra". Dio non voleva dimenticare mai più la sua alleanza con l'umanità, e proprio per questo, pose tra il cielo e la terra un arcobaleno, segno dell'alleanza ristabilita.
Nel deserto, dove Gesù si prepara alla sua missione, avviene lo scontro con Satana, uno scontro che riemergerà in tutto il vangelo di Marco. L'opera del Figlio di Dio infatti manifesterà progressivamente ciò che lo scarno episodio di Marco in un certo senso anticipa: il forte (= Satana) sarà incatenato e vinto dal più forte (= Gesù). Con Gesù è finalmente giunto il tempo in cui Dio irrompe nella storia in modo decisivo, per dirigerla verso il suo radicale compimento.
Non si tratta solo di rinunciare al peccato, ma di dare un orientamento nuovo alla propria vita, aderendo al Vangelo. Uno sguardo lucido e schietto alla nostra esistenza di cristiani può far emergere situazioni di compromesso e di comodo, valori inconsistenti, prospettive sbagliate, buone abitudini senza convinzioni di fondo, sottomissione passiva agli idoli del mondo.
A quale condizione? "Convertitevi e credete al Vangelo". Dio non ci costringe, non può regalarci se stesso se noi non ci stiamo e non gli spalanchiamo la porta del nostro cuore. Convertirsi - ecco l'impegno quaresimale - vuol dire appunto restituire a Dio il primo posto nella vita, stanando e scacciando Satana da ogni angolo, anche il più nascosto della nostra esistenza. Credere al Vangelo vuol dire lasciarsi affascinare dalla buona notizia del Regno, cioè Dio amore che si dona in Gesù, e testimoniarlo nella propria vita credente. Per raggiungere un traguardo, lo sappiamo per esperienza, non è sufficiente un entusiasmo epidermico o una volontà generica: occorre un impegno preciso, una lunga e laboriosa preparazione.
LUCA DESSERAFINO sdb
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