Questo tempo liturgico, è
uno nuovo richiamo per una vita cristiana degna nei tempi difficili
che stiamo percorrendo.
La Parola di Dio, da parte
nostra, dovrebbe occupare la centralità delle riflessioni
che ci accompagnano lungo questa strada spirituale e culturale
e che prepara la celebrazione delle Pasqua del Signore in quest'anno
2009.
Il contributo dell'uomo alla
sua salvezza eterna è un impegno serio e responsabile;
possiamo anche sentire la gioia dei beni futuri, ciò non
toglie la serietà dell'impegno.
Il Signore
costantemente, nella sua infinita misericordia, ci dispensa delle
numerose mozioni interiori, affetti e messaggi spirituali: abbiamo
delle risorse soprannaturali che dicono quanto è importante
questo tempo, quest'opportunità e questa situazione per
un vero progresso verso la santità.
Appunto, pensando in questa
domenica prima della quaresima,nella prima lettura, Noè
e i suoi figli, davanti alla Parola di Dio, accolgono l'impegno
della salvezza e dell'avvicinamento di Dio alla loro vita. Sono
salvati nella risposta a Dio." Ecco io stabilisco la mia
alleanza con voi e con i vostri discendenti, dopo di voi "
(Gen 9,9) " Io stabilisco un'alleanza con voi, non sarà
mai distrutto nessun vivente dalle acque del diluvio, né
più il diluvio devasterà la terra".
La fiducia di Dio arriva anche
a noi: Dio continua a cercare l'umanità perché
la ama, per l'amore infinito che lo spinge: vuole la salvezza
dell'uomo. Dio c'invita a rendere feconda, fruttifera la sua
alleanza, l'amicizia, l'amore per ogni uomo. Quale tipo di fede
coltiva la nostra vita allo scopo di rendere attivo l'accordo
con il Signore?
Il testo
del Vangelo propone
la tentazione di Gesù e in qualche modo il suo progetto
di salvezza nell'obbedienza al Padre.
"Lo
spirito sospinse Gesù nel deserto ed egli vi rimase quaranta
giorni, tentato da satana: stava con le fiere e gli angeli lo
servivano".
* Il deserto, ambiente citato frequentemente
nei testi biblici, è considerato alle volte, come un luogo
di solitudine, d'abbandono, quasi come un castigo o luogo d'espiazione
delle mancanze commesse.
* Il
deserto è scelto anche come un ambito di solitudine corretta,
di ricerca dell'uomo interiore, quando no, di preghiera, d'avvicinamento
a Dio, al dialogo con Lui.
* Il
deserto ci appare anche come un luogo di silenzio, d'incontro
con sè stesso.
* Anche
la vita spirituale personale qualche volta ha bisogno di deserto
interiore, di silenzio in contrasto con la realtà rumorosa
di ogni giorno.
Oggi, più d'altri tempi,
il deserto spirituale e anche fisico è invocato come un
bisogno di Dio, di pace interiore, ricerca d'identità
vocazionale. Certo che, in un cammino di fede impegnata, il deserto
anche il silenzio diventa una necessità non indifferente
per assicurare una crescita spirituale e morale. Proviamo a fare
ogni tanto un silenzio che ci avvicini a Dio e ci toglie le nebulose
del nostro spirito.
Il tema della tentazione nell'inizio
della vita pubblica del Signore, significa tra l'altro, mettere
a prova il significato e l'identità della presenza del
Figlio di Dio, nella sua obbedienza al Padre, nella missione
di salvezza che porta con sé. In questa sua obbedienza
e fedeltà al Padre, capovolge l'intenzionalità
del demonio, vince le potenze del male e ci offre la testimonianza
della sua completa disponibilità al disegno del Padre:
difatti perché comunica fedelmente l'intenzione del suo
Padre, Gesù può annunciare " il tempo è
compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete
al Vangelo"
Gesù vince le prove
della tentazione: invito a noi per far fronte con fermezza e
profonda fiducia in Dio, nel Signor Gesù, quando siamo
tentati. Questa esperienza voluta dal Signore, per noi diventa
un richiamo quanto mai attuale e necessario per imparare e per
convincerci dell'importanza della fede cristiana e dell'identità
di battezzato, in questi tempi.
Quando si perde il senso del
peccato, del male personale e sociale, quando si rinuncia al
uso della propria volontà, quando la libertà ha
perduto la sua forza nel sconvolgente mondo del piacere e del
potere: si perde il significato del bene e del male.
La coscienza
personale cede al più semplice relativismo e la capacità
che prendere una vera vita cristiana diventa difficile.
* Le tentazioni sono delle occasioni per discernere
tra il bene e il male; tra il regno di Dio e il regno dell'idolatria,
o del orgoglio personale.
* Le
tentazioni ci portano ad un vero e costante combattimento spirituale,
alle volte senza resa.
* Dio
è con noi, mai ci abbandona anche in mezzo alle tentazioni,
la preghiera personale, la preghiera liturgica, sono delle manifestazioni
per dire che Dio e il nostro aiuto, la nostra fortezza, la roccia
che si salva: "Il nostro aiuto è nel nome del Signore".
* La tentazione che sovente scuote tutta la nostra
vita, può diventare un esercizio nella scelta del bene
sul male, è un attimo che segna l'importanza della libertà
matura e sensibile ai beni del Vangelo. "
Infine Gesù conosce
la presenza di Dio: " gli angeli lo servivano (Mc 1,13).
L'angelo vicino a chi lotta è immagine che indica la presenza
di Dio che si fa sentire al cuore della lotta della preghiera
e della tentazione. ( cfr. Lc 22, 41-44)" ( cfr Comunità
di Bosè, Eucaristia e Parola, V e P,2008, p. 57).
Il discorso
ora si apre al tema della conversione, come esperienza capitale
e fondamentale del tempo quaresimale.
D. SERGIO A. CUEVAS
sdb