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 Anno Liturgico  B  



    TEMPO di QUARESIMA - ANNO LITURGICO B  |  1a DOMENICA: 01 Marzo 2009
    LITURGIA e LETTURE DELLA DOMENICA  
|   Omelia di approfondimento


         LO SPIRITO LO SPINSE CON FORZA NEL DESERTO

Questo tempo liturgico, è uno nuovo richiamo per una vita cristiana degna nei tempi difficili che stiamo percorrendo.

La Parola di Dio, da parte nostra, dovrebbe occupare la centralità delle riflessioni che ci accompagnano lungo questa strada spirituale e culturale e che prepara la celebrazione delle Pasqua del Signore in quest'anno 2009.

Il contributo dell'uomo alla sua salvezza eterna è un impegno serio e responsabile; possiamo anche sentire la gioia dei beni futuri, ciò non toglie la serietà dell'impegno.

Il Signore costantemente, nella sua infinita misericordia, ci dispensa delle numerose mozioni interiori, affetti e messaggi spirituali: abbiamo delle risorse soprannaturali che dicono quanto è importante questo tempo, quest'opportunità e questa situazione per un vero progresso verso la santità.

Appunto, pensando in questa domenica prima della quaresima,nella prima lettura, Noè e i suoi figli, davanti alla Parola di Dio, accolgono l'impegno della salvezza e dell'avvicinamento di Dio alla loro vita. Sono salvati nella risposta a Dio." Ecco io stabilisco la mia alleanza con voi e con i vostri discendenti, dopo di voi " (Gen 9,9) " Io stabilisco un'alleanza con voi, non sarà mai distrutto nessun vivente dalle acque del diluvio, né più il diluvio devasterà la terra".

La fiducia di Dio arriva anche a noi: Dio continua a cercare l'umanità perché la ama, per l'amore infinito che lo spinge: vuole la salvezza dell'uomo. Dio c'invita a rendere feconda, fruttifera la sua alleanza, l'amicizia, l'amore per ogni uomo. Quale tipo di fede coltiva la nostra vita allo scopo di rendere attivo l'accordo con il Signore?

Il testo del Vangelo propone la tentazione di Gesù e in qualche modo il suo progetto di salvezza nell'obbedienza al Padre.

"Lo spirito sospinse Gesù nel deserto ed egli vi rimase quaranta giorni, tentato da satana: stava con le fiere e gli angeli lo servivano".

* Il deserto, ambiente citato frequentemente nei testi biblici, è considerato alle volte, come un luogo di solitudine, d'abbandono, quasi come un castigo o luogo d'espiazione delle mancanze commesse.
* Il deserto è scelto anche come un ambito di solitudine corretta, di ricerca dell'uomo interiore, quando no, di preghiera, d'avvicinamento a Dio, al dialogo con Lui.
* Il deserto ci appare anche come un luogo di silenzio, d'incontro con sè stesso.
* Anche la vita spirituale personale qualche volta ha bisogno di deserto interiore, di silenzio in contrasto con la realtà rumorosa di ogni giorno.

Oggi, più d'altri tempi, il deserto spirituale e anche fisico è invocato come un bisogno di Dio, di pace interiore, ricerca d'identità vocazionale. Certo che, in un cammino di fede impegnata, il deserto anche il silenzio diventa una necessità non indifferente per assicurare una crescita spirituale e morale. Proviamo a fare ogni tanto un silenzio che ci avvicini a Dio e ci toglie le nebulose del nostro spirito.

Il tema della tentazione nell'inizio della vita pubblica del Signore, significa tra l'altro, mettere a prova il significato e l'identità della presenza del Figlio di Dio, nella sua obbedienza al Padre, nella missione di salvezza che porta con sé. In questa sua obbedienza e fedeltà al Padre, capovolge l'intenzionalità del demonio, vince le potenze del male e ci offre la testimonianza della sua completa disponibilità al disegno del Padre: difatti perché comunica fedelmente l'intenzione del suo Padre, Gesù può annunciare " il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al Vangelo"

Gesù vince le prove della tentazione: invito a noi per far fronte con fermezza e profonda fiducia in Dio, nel Signor Gesù, quando siamo tentati. Questa esperienza voluta dal Signore, per noi diventa un richiamo quanto mai attuale e necessario per imparare e per convincerci dell'importanza della fede cristiana e dell'identità di battezzato, in questi tempi.

Quando si perde il senso del peccato, del male personale e sociale, quando si rinuncia al uso della propria volontà, quando la libertà ha perduto la sua forza nel sconvolgente mondo del piacere e del potere: si perde il significato del bene e del male.

La coscienza personale cede al più semplice relativismo e la capacità che prendere una vera vita cristiana diventa difficile.

* Le tentazioni sono delle occasioni per discernere tra il bene e il male; tra il regno di Dio e il regno dell'idolatria, o del orgoglio personale.
* Le tentazioni ci portano ad un vero e costante combattimento spirituale, alle volte senza resa.
* Dio è con noi, mai ci abbandona anche in mezzo alle tentazioni, la preghiera personale, la preghiera liturgica, sono delle manifestazioni per dire che Dio e il nostro aiuto, la nostra fortezza, la roccia che si salva: "Il nostro aiuto è nel nome del Signore".
* La tentazione che sovente scuote tutta la nostra vita, può diventare un esercizio nella scelta del bene sul male, è un attimo che segna l'importanza della libertà matura e sensibile ai beni del Vangelo. "

Infine Gesù conosce la presenza di Dio: " gli angeli lo servivano (Mc 1,13). L'angelo vicino a chi lotta è immagine che indica la presenza di Dio che si fa sentire al cuore della lotta della preghiera e della tentazione. ( cfr. Lc 22, 41-44)" ( cfr Comunità di Bosè, Eucaristia e Parola, V e P,2008, p. 57).

Il discorso ora si apre al tema della conversione, come esperienza capitale e fondamentale del tempo quaresimale.
                            
                                                      D. SERGIO A. CUEVAS sdb

                                                                      

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