TEMPO DI AVVENTO | ANNO B
08 DICEMBRE 2008: 2a
DOM. | MARIA
IMMACOLATA
LITURGIA DELLA DOMENICA |
Omelia
NOSTALGIA DI CANDORE
"Tota
pulchra es, Maria, et macula originalis non est in te:
sei tutta bella, o Maria, e la macchia originale non esiste in
te";
così
oggi la Chiesa saluta la Madonna.
Su questa bassa
e fangosa terra c'è ancora una visione di bellezza che
affascina e incanta i nostri sguardi: sono le cime immacolate
dei monti; in mezzo a tanto fango di corruzione e di peccato
una divina visione di cielo rapisce i nostri cuori: è
l'Immacolata Mamma di Gesù.
Il cuore umano
ha una divina nostalgia di candore e di purezza: è per
questo che restiamo incantati davanti all'innocenza dell'infanzia;
di fronte al bimbo innocente, anche l'odio più brutale
si placa, come dinanzi all'Immacolata Mamma di Gesù si
spezzano i cuori più induriti e si convertono i peccatori
più ostinati.
Il candore
è il divino cacciatore delle nostre anime. La Madonna
Immacolata è Colei che affascina divinamente i nostri
cuori.
Nel Paradiso
terrestre, un brutto giorno, successe una terribile tragedia:
quel pugno di polvere - che era Adamo - violò il comando
di Dio, gustando del frutto proibito.
E tosto, il re del creato si vide scoronato della gemma più
preziosa con la perdita della grazia santificante (= peccato
originale) e con questa, tutte le altre conseguenze: concupiscenza,
cioè inclinazione al male, ignoranza, malattie e morte.
Queste brutte
cose Adamo le meritò non solo per sé, ma anche
per tutti i suoi figli, che siamo noi. Eppure, in quello stesso
giorno, Dio fece una delle più grandi promesse; infatti,
rivolgendosi al serpente tentatore e ingannatore, disse: "Inimicitias
ponam inter te et mulierem: porrò inimicizia tra te e
la donna
".
Ecco in queste parole preannunziata Colei che "con piede
verginale avrebbe schiacciato il capo dell'infernale serpente".
Quando Dio
deliberò di farsi uomo, dovette scegliersi una Mamma.
E' questo l'unico esempio, nella storia, di un Figlio che abbia
scelto la propria Mamma.
Se ci fosse stata concesso di esistere prima della nostra mamma,
certamente noi l'avremmo creata come la donna più perfetta
del mondo - creatura così bella che sarebbe stata dolcemente
invidiata da tutte le altre donne - l'avremmo fatta così
gentile e caritatevole, che tutte le altre madri avrebbero desiderato
di imitare le sue virtù.
Perché
allora pensare che Dio avrebbe fato diversamente?
Quando gli furono fatti gli elogi per il ritratto della madre,
il pittore americano Whistler, rispose: "Sapete com'è:
si cerca di fare la propria mammina meglio che si può".
Noi amiamo pensare che anche Dio, sommo pittore e architetto
dell'universo, quando divenne Uomo, volle fare la Sua Mamma meglio
che poteva e la creò perfetta.
I due capolavori
di Dio sono la creazione dell'uomo e la sua seconda creazione,
cioè la redenzione.
Prima di creare l'uomo, Dio creò un giardino di delizie
- bello come soltanto Iddio poteva crearlo. Quando l'uomo, in
quel terribile giorno, si ribellò gustando del frutto
proibito, Dio stabilì di creare l'uomo una seconda volta,
redimendolo; ma prima di fare questo, Egli creò un altro
giardino.
Questo però
non sarebbe stato un giardino terrestre, ma un giardino umano;
sarebbe stato un giardino sulle cui porte la parola "peccato"
non sarebbe mai stata scritta; un giardino nel quale la mala
erba della ribellione non sarebbe mai cresciuta per soffocare
i fiori della divina grazia; un giardino così puro, che
il Divin Padre non avrebbe esitato a mandarvi a vivere il proprio
Figlio e questo giardino incantato, fu la nostra Benedetta Mamma.
Come l'Eden
era stato il Paradiso della creazione, così Maria sarebbe
stata il paradiso dell'incarnazione, e in Lei, come in un giardino
si sarebbero celebrate le prime nozze di Dio e dell'uomo.
Più ci si avvicina al fuoco, più forte diviene
il calore; più ci si avvicina a Dio, più grande
è la purezza. Ma siccome mai nessuno fu più vicino
a Dio della Mamma di Gesù, I'Uomo-Dio, così non
esiste nessuno che sia più puro di Lei.
Questa purezza
noi la chiamiamo Immacolata Concezione.
La parola "Immacolata" deriva dal latino e significa:
"Non macchiata". Concezione vuol dire che nel momento
stesso in cui fu concepita, la Mamma di Gesù, in virtù
dei meriti della redenzione del Suo Divin Figlio, fu preservata
dalla macchia del peccato originale.
Ci è ben noto che noi tutti nasciamo con la macchia d'origine,
la quale ci viene tolta nel S. Battesimo. Non fu così
per Maria Santissima.
Gesù,
essendosi scelto una Mamma perfetta, non permise che fosse contaminata
da questa macchia neppure per un solo istante della sua esistenza.
La creò invece tutta raggiante della divina grazia.
Di qui le parole dell'Angelo: "Ave, gratia plena
Dominus
tecum: ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con
te".
La Madonna
fu in ogni istante la tutta pura, la tutta santa, l'Immacolata.
L'onda fangosa del peccato originale si arrestò dinanzi
a Lei, come si arrestarono le acque del Giordano al passaggio
dall'Arca Santa: la Madonna doveva diventare la culla dorata
di Gesù, perciò non poté mai essere contaminata
dall'empia bava di satana.
Con questo
non vogliamo dire che la Madonna non abbia avuto bisogno di redenzione.
Come tutti i discendenti di Adamo, anch'Ella fu salvata da Gesù,
ma fu salvata in modo totale e completissimo: con effetto addirittura
preventivo; fu prevenuta dal cadere.
E' il massimo
della salvezza, ed era giusto che questo tratto di delicatezza,
che questo privilegio, fosse riservato da Dio a Sua Mamma.
Il dogma dell'Immacolata Concezione non vuol dire altro se non
questo: tutti gli uomini contrassero il peccato originale, la
Madonna no.
NB/ Quanto segue tra parentesi
si potrebbe omettere
(E' un dogma
che non ha assolutamente a che fare con quello della verginità
di Maria, il quale riguarda tutt'altro campo. Il dogma dell'Immacolata
Concezione riguarda più l'integrità dell'anima
che non quella del corpo.
Si riferisce infatti al momento in cui ebbe inizio l'esistenza
di Maria e non a quello in cui, molto più tardi, Ella
divenne Mamma di Gesù. Che la Madonna in quest'ultima
circostanza sia rimasta vergine è anche un dogma di fede,
ma il dogma dell'Immacolata è un altro: esso significa
che Maria Santissima era già piena di grazia fin dal primo
istante della sua vita. Ecco la consolante verità di fede,
di cui è oggetto l'Immacolata nostra Mamma).
Dio, dovendo
scegliersi una Mamma, la creò Immacolata: è assai
eloquente il fatto. Dio, che è purissimo spirito, aborre
da tutto ciò che è macchia, da ciò che è
peccato.
Quale lezione per noi, poveri impasti di miserie e di fango;
per noi che riteniamo il peccato veniale come cosa da poco. Rispecchiamoci
nell'Immacolata Madonna e risolviamo.
Un
giorno, una
giovane collegiale chiese alla mamma un piccolo specchio. La mamma
le mandò tre pacchetti. Nel retro del primo la giovane
lesse: "Ecco ciò che sei": conteneva lo specchio.
Nel secondo pacchetto trovò l'immagine di un teschio,
con la scritta: "Ecco ciò che sarai!". Nel terzo
trovò un'immagine della Madonna, con le parole: "Ecco
ciò che devi essere".
La giovinetta baciò l'immagine della Madonna e disse:
"Sì, o Maria, voglio essere pur e candida come Te".
Questo deve essere anche il nostro impegno.
Noi abbiamo tanti mezzi per avvicinarci l candore dell'Immacolata.
Due sono i principali: confessione e Comunione.
La confessione ci restituisce il candore perso per il peccato:
l'anima nostra immersa nel palpitante Sangue di Gesù,
ne esce più candida della neve. Oh, il candore di un'anima
in grazia dopo una bella e santa confessione! E' un Paradiso
in terra, è un 'immagine dell'Immacolata nostra Mamma.
La bianca Ostia poi, venendo in noi, centuplica questo candore,
dandoci l'Autore stesso della purezza e della grazia: l'innocentissimo
nostro Gesù.
Non è possibile che ci accostiamo tanto spesso a ricevere
Gesù-Ostia, senza che riportiamo in noi una soavissima
fragranza d'innocenza e di purezza. Noi diventiamo necessariamente
il "bonus odor Christi". L'olezzante profumo di Gesù.
S. Francesco di Sales, nella sua amabile
semplicità, fa un grazioso paragone a questo riguardo.
Dice:
"
come sulle nostre montagne le lepri diventano tutte bianche,
d'inverno, non vedendo né mangiando altro che neve, così,
voi, anima devota, continuando a fare vostro cibo la bellezza,
la bontà e la purezza stessa in questo divin Sacramento,
diventerete tutta bella, tutta buona e tutta pura" (S. FRANCESCO
DI SALES, La Filotea, Pia Società San Paolo, Alba 14.1.1944,
p. 161.
Facciamone anche noi la prova!).
La purezza è virtù dei grandi, dei forti, degli
eroi. E quelli che attraversiamo sono tempi eroici.
Ai giorni nostri o si è eroi con l'Immacolata, oppure
si diventa vittime travolte nelle fangose onde del male. La lotta
è troppo impegnativa: la fabbrica del peccato è
assai ben organizzata, troppo organizzata.
Due sono i campi: da una parte la Chiesa ispiratrice di ogni
bontà e bellezza con a capo il Papa, che cerca di portarci
tutti sotto il candido manto dell'Immacolata; dall'altra parte
c'è l'industria del peccato organizzato, che cerca di
strappare dal cuore umano, soprattutto dal cuore di tanti piccoli
innocenti, la perla più preziosa: il candore dell'anima.
Se sapeste quanti giovani della vostra stessa età sono
rovinati nell'anima e nel corpo da furie infernali scatenate
da satana in questo periodo di lotta.
Conviene saperlo
per tenercene lontani e per sacrificarci e pregare per tante
innocenze profanate.
Tempi eroici i nostri, e gli eroi non mancano davvero. Apre questa
gloriosa schiera l'illibato, piccolo grande Santo, Domenico Savio;
e dietro di lui tutti gli eroici giovani dei nostri Istituti,
Collegi, Oratori. In una parola: i giovani tutti, di tutto il
mondo cristiano. L'innamorato dell'Immacolata ci trascina tutti
nella sua luminosa scia di purezza e di candore.
E non mancano gli eroi del sangue: i martiri immacolati. Siano
essi vissuti in Ispagna durante la rivoluzione, o vivano tuttora
in paesi rossi di nome e di sangue sparso generosamente per Gesù
e per la Chiesa.
Assai vivo
è il contrasto: accanto al candido manto dell'Immacolata,
sta la rosseggiante porpora dei piccoli innocenti martiri. Ma
è un contrasto divino: anche sull'altare, accanto alla
candida Ostia, sta il vivo sangue di Gesù, primo e perpetuo
Martire per i nostri peccati.
Apriamo gli occhi e sappiamo leggere profondamente nel libro
della nostra fede: l'integrità e la purezza dell'anima
ci costa necessariamente la vita del corpo.
In questa terribile
lotta fra l'Immacolata nostra Mamma e l'infernale serpente, schieriamoci
decisamente per una vita di candore, a costo anche del martirio:
una vetta immacolata ripaga ben poche gocce di sangue sparso
lungo il cammino. Siamo degni di tanti piccoli eroi nostri fratelli).
Un
giorno fu domandato a S. Bernardetta Soubirous se era bella la Signora che le era
apparsa nella grotta di Lourdes.
"Se era bella! - esclamò. Era talmente bella che,
quando si è veduta una volta, non si desidera altro che
di morire per andarla a rivedere per sempre"".
Anche per noi sia questo l'unico, più ardente desiderio:
vivere innocenti e puri per andare a vedere e abbracciare per
sempre l'Immacolata nostra Mamma.
"Regina sine labe originali concepta, ora pro nobis".
D. SEVERINO GALLO sdb
(+ 2007)
Visita Nr.