TEMPO DI AVVENTO | ANNO
B
07 DICEMBRE 2008: 2a
DOMENICA
LITURGIA
DELLA DOMENICA | Omelia
Il
Signore non ritarda nel compiere la sua promessa
In questa seconda domenica
del tempo di Avvento la liturgia ci presenta un'altro verbo che
ci aiuta a vivere bene l'attesa del Natale.
Se la scorsa settimana, come
abbiamo potuto dire, il verbo interessato era il vegliare, questa settimana, il verbo interessato
è convertire.
Presentandoci la figura di
Giovanni il Battista, la Scrittura ci ricorda che ,come lui,
anche ogni battezzato deve prepararsi all'incontro con il Figlio
di Dio. In questo modo egli fa da promemoria per ognuno di noi,
ci stimola nella vigilanza e ci spinge alla conversione attenta
e puntuale.
Agli Ebrei
del VI secolo rimasti in Palestina o deportati in Babilonia,
la parola del profeta ridà
speranza e invita alla fiducia: Dio viene, e cammina alla testa
del suo popolo per riportarlo, libero, dal paese della schiavitù
verso la propria terra. Pastore buono, ha cura di chi è
debole e piccolo; Dio forte, trova la sua gioia nel perdonare
e nel rifare tutto nuovo.
Salvezza, gioia, amore, verità,
giustizia, costituiscono il corteo del Signore Dio. Sono questi,
i beni dell'alleanza, dell'amicizia tra Dio e i suoi, ritratti
nella prima lettura. Come dire che essi non provengono da noi,
ma ci sono donati da colui che ci chiama a convertirci a lui,
affinché i nostri peccati siano perdonati.
Nella seconda
lettura,
rispondendo alle obiezioni
di certi fedeli sul ritorno del Signore, Pietro afferma: "Dio
ha una nozione del tempo diversa dalla nostra"; e aggiunge:
"Dio è paziente e attende che il maggior numero possibile
di peccatori si converta".
Dio, incarnandosi, tiene conto
dell'uomo, della sua crescita e del suo comportamento, non lo
guarisce senza la fede, senza la conversione; prende il tempo
necessario per condividere la vita col suo interlocutore, perché
egli lo pone al centro di una Alleanza che chiama in causa la
sua libertà e il suo amore.
In un mondo votato al cambiamento
ed alla attesa del giorno di Dio che realizzerà nuovi
cieli e una terra nuova, la santità della vita e la pietà
danno sicurezza e tranquillità di fronte agli elementi
che si dissolvono e si fondono.
La santità della vita
non è solo oggetto del giudizio finale, ma già
prepara questo giudizio; la preghiera che sale dal cuore non
chiede soltanto la venuta del Signore come un avvenimento improvviso,
ma già lo legge negli episodi della storia umana, perché
"Il Signore non ritarda nel compiere la sua promessa".
Nel brano
del Vangelo, Giovanni
invita ad esprimere, attraverso
un segno che non è soltanto cerimoniale, la volontà
di conversione e la speranza dei tempi nuovi, caratterizzati
dall'effusione dello Spirito Santo.
In questi tempi nuovi, che
per noi sono già cominciati, anche se non ancora del tutto
realizzati, l'invito alla conversione sfocia necessariamente
in gesti significativi di perdono reciproco, nei quali è
testimoniato l'amore preveniente e misericordioso del Padre.
Momenti privilegiati d'incontro
con il Dio che salva e che perdona, sono il sacramenti del battesimo
e della penitenza , ma non devono mancare anche gli atteggiamenti
concreti della comunità e dei singoli (condividere, perdonare,
accogliere...), da cui traspare la realtà di un cuore
nuovo.
"Preparare
la strada"
all'accoglienza del dono d'amore del Padre
vuol dire predisporre il nostro cuore e la nostra
vita
all'accoglienza della Parola,
come lo è stato per Maria, modello verace
di ogni credente.
LUCA DESSERAFINO sdb