TEMPO DI AVVENTO | ANNO B
07 DICEMBRE 2008: 2a
DOMENICA
LITURGIA
DELLA DOMENICA | Omelia
PREPARIAMO LA VIA PER IL SIGNORE...
La situazione
esistenziale del popolo di Israele, al tempo di Isaia, e di cui
abbiamo un riflesso nella prima lettura della Liturgia della Parola della
II domenica di Avvento,è molto simile a quella di oggi.
In quel tempo
l'israelita è affranto di fronte alla difficoltà
del suo vivere: nel 587 a.C. Gerusalemme viene conquistata dal
nemico; gran parte della popolazione vive in esilio; il Tempio
(centro della vita religiosa) è in rovina; Dio sembra
assente perché umiliato dalle divinità babilonesi.
Una situazione
analoga la stiamo vivendo anche oggi: il terrorismo inquieta;
in nome della religione ci sono conflitti; la sicurezza sociale
viene meno; il benessere è minacciato dalla crisi del
mondo del lavoro
In questo contesto
al grido "vegliate" lanciato dal Vangelo della scorsa
domenica viene allegato l'invito a rimboccarsi le maniche ed
a cambiare vita seguendo l'esempio di Giovanni il Battista.
Perchè
proprio il Battista? Perché è il modello di chi aspetta
concretamente il Messia che viene. Egli, infatti, ha saputo ricavare
dentro il suo cuore quello spazio vuoto che la Bibbia ritiene
indispensabile per qualsiasi tipo di relazione con Dio. Dio si
manifesta (Shekinah) solo nel vuoto.
Se noi siamo
pieni di noi stessi, delle nostre prosopopee, dei nostri valori,delle
nostre cose e delle nostre preoccupazioni, allora Dio gira alla
larga e ci lascia nello squallore della nostra nullità
di argilla morta di cui parlava Isaia nella prima lettura di
domenica scorsa.
I peli di cammello,
la cintura di pelle, le locuste ed il miele selvatico ci dicono
che in Giovanni il bisogno dell'avere, che tanto ci assilla,
è stato ridotto all'essenziale. Il vuoto di cose lo abilitano
a riconoscere il Messia che viene.
Proprio perché
sintonizzato sulle lunghezze d'onda di Dio, Giovanni è
credibile quando ci propone e ci indica la strada del Signore
ricca di conversione e di perdono dei peccati.
Pietro nella
seconda lettura ci
presenta altre caratteristiche che questa strada deve avere per
portarci a scoprire "cieli nuovi e terra nuova" dove
la giustizia regna sovrana. Preparare la strada al Signore comporta
la santità della condotta e la pietà nelle relazioni.
Solo la conversione,
la santità della condotta e la genuina pietà ci
abilitano a fare nostro l'odierno invito di Isaia ad alzare la
voce e a proclamare che il prossimo Natale il Signore Dio viene
e come un pastore, se lo vogliamo,ci raduna con il suo braccio
e ci stringe al suo petto dandoci quel calore, quella felice
tranquillità e quella agognata pace di cui tutti noi abbiamo
un gran bisogno.
In quest'ottica
l'invito "vegliate!" non è solo una pia esortazione
ma diventa
un concreto impegno
* di appianare le strade
delle nostre 'paturnie',
* di abbassare i monti e i colli del
nostro perbenismo e moralismo,
* di livellare il terreno
accidentato del nostro fariseismo e
* di eliminare gli sbalzi
morali che rendono scoscesa la nostra vita.
Durante la
prima settimana di Avvento abbiamo fatto nostro l'invito a vegliare?
Solo se la
risposta è positiva possiamo passare a porre mano seriamente
alla nostra conversione che deve essere la caratteristica ineliminabile
del nostro camminare verso Betlemme durante questa seconda tappa.
D. ERMETE TESSORE sdb
Visita Nr.