TEMPO DI AVVENTO | ANNO B
30 NOVEMBRE 2008: 1a
DOMENICA
LITURGIA DELLA DOMENICA
| Omelia

Dio viene
come Redentore
Il nuovo anno liturgico si
apre oggi con l'Avvento che comprende quattro domeniche e relative
settimane, in preparazione del S. Natale. L'Avvento, secondo
il significato della stessa parola, ha lo scopo di prepararci
alla venuta del Signore.
Secondo
S. Bernardo, la "venuta" del Signore è triplice:
* la prima venuta è costituita
dal S. Natale, quando il Figlio di Dio "apparso nell'umiltà
della nostra natura umana
portò a compimento la promessa
antica, e ci aprì la via dell'eterna salvezza" (Prefazio);
*
l'ultima "venuta"
è quella futura, di Gesù giudice dell'universo,
alla fine del mondo, "quando verrà di nuovo nello
splendore della sua gloria, potremo alla fine ottenere, in pienezza
di luce, i beni promessi che ora osiamo sperare vigilanti nell'attesa
" (Prefazio);
* vi
è poi una "venuta intermedia", nascosta, intima,
interiore: è la venuta di Gesù nel cuore degli
uomini "nella potenza dello Spirito Santo". Gesù
nel Vangelo di Giovanni ci dice infatti:
"Se
qualcuno mi ama, osserverà la mia parola e mio Padre lo
amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora in lui "
(Gv 14,23).
Il profeta
Isaia, nel brano della 1a lettura, constata la condizione di oppressione e di disgregazione
del suo popolo, e scopre che la causa ultima di tale stato è
il peccato, l'infedeltà a Dio, l'indurimento del cuore
ed il vagare lontano da Dio. "Abbiamo peccato contro di
Te da lungo tempo e siamo stati ribelli
Siamo diventati
tutti come cosa impura;
tutti siamo avvizziti come foglie,
le nostre iniquità ci hanno portato via come foglie al
vento
ci hai messo in balia delle nostre iniquità".
Sono immagini di un realismo
molto espressivo, che mettono in evidenza la forza distruggitrice
del peccato che sbriciola l'interiorità dell'uomo, togliendogli
ogni capacità di resistenza al male ed ogni volontà
di bene.
È necessario che intervenga
Dio; senza di lui nulla si rinnova nel cuore dell'uomo
solo
lui può plasmare, come l'argilla, il cuore dell'uomo e
rinnovarlo dal di dentro. Il profeta Isaia esprime tutta la sua
fiducia nell'intervento di Dio, perché Dio è Padre,
"e noi siamo argilla" fragile, ma plasmata da lui,
"siamo opera delle sue mani" e Dio non può lasciar
perire le sue creature.
Come è attuale il messaggio
di Isaia! Lo possiamo applicare perfettamente al nostro tempo
ed alla nostra società, che sembrano più che mai
in fase di disfacimento dal loro interno; ci sentiamo anche noi
"in balia delle nostre iniquità". Ed anche noi
dobbiamo riconoscere che la causa di questa disgregazione è
ancora e sempre il peccato, l'allontanamento cioè da Dio,
la dimenticanza, o addirittura il disprezzo della sua legge.
Anche noi constatiamo la necessità
che Dio venga in nostro aiuto, ed imploriamo la venuta del Salvatore,
che venga a cambiare il cuore dell'uomo di oggi: "Se tu
squarciassi i cieli e scendessi!". Ma noi, più del
profeta, dobbiamo essere pieni di fiducia, perché sappiamo
quanto Dio ha già fatto per noi, sacrificando il suo Figlio,
inviato a salvarci.
Dio Padre, ci dice S. Paolo nella lettera
ai cristiani di Corinto,
ci ha già fatto dono del suo Figlio, e con lui ci ha già
fatto dono di ogni grazia per liberarci definitivamente dal peccato.
Noi dobbiamo però collaborare con il nostro impegno personale
ed operare per il trionfo del bene sul male, in noi ed attorno
a noi.
Nel Vangelo
Gesù ci esorta alla vigilanza, in attesa della sua venuta. Vigilanza che non
è disimpegno, ma che anzi è senso di responsabilità,
perché il Signore, come nella parabola, ha assegnato ad
ognuno di noi un compito da eseguire, del quale ci chiederà
conto; vigilanza che implica impegno nella lotta per vincere
il male con il bene, e comporta attenzione e prontezza nel cogliere
i segni attraverso i quali Egli ci parla, cioè: la sua
Parola ed i Sacramenti, la voce della Chiesa, le buone ispirazioni,
il fratello, la sorella che ci chiede un aiuto, il nostro dovere
quotidiano che pesa, le piccole gioie da gustare, le tribolazioni
che mettono alla prova la nostra fedeltà. È sempre
Lui che bussa alla nostra porta in tutti questi modi.
Rendiamo allora familiare nella
nostra giornata la preghiera con la quale abbiamo iniziato questa
assemblea liturgica:
"O
Dio, nostro Padre, suscita in noi la volontà di andare
incontro con le buone opere al tuo Cristo che viene, perché
Egli ci chiami accanto a sé nella gloria".
Abbiamo iniziato la Novena
in preparazione alla festa dell'Immacolata. La Madonna che ci
porta Gesù nel Natale, ci aiuti a preparare il nostro
cuore per la sua venuta, perché lo trovi ricco di buone
opere e caldo di amore.
D. MARIO MORRA sdb
Visita Nr.