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 Anno Liturgico  A  

          TEMPO ORDINARIO | ANNO A /
        
26 OTTOBRE 2008: 30a DOMENICA
        LITURGIA DELLA DOMENICA
| Sussidio per l'Omelia



       
 PENSIERI - CITAZIONI - AFORISMI UTILI PER....

1  "L'uomo è stato fatto dall'amore ed è per questo che è così portato ad amare".
SANTA CATERINA DA SIENA
"Dio non ha bisogno di vasi d'oro, ma di anime d'oro (cioè, piene di amore) ". S. GIOVANNI CRISOSTOMO
3  
"Come in ogni frammento d'ostia consacrata c'è Cristo, così in ogni uomo c'è Cristo". IGINO GIORDANI.
4  "Vieni, Santo Spirito, riempi i cuori dei tuoi fedeli, e accendi in essi il fuoco del tuo amore" (Sequenza liturgica). "Il nostro cuore desidera l'infinito, ma viceversa si riempie talvolta di una minuzia" G. E. LESSING.
5  "M'hanno detto che da un ramo secco può nascere un frutto. / E io ci credo. M'hanno detto che da una terra arida può nascere un fiore. E io ci credo. / Mi hanno detto che in una stanza buia può entrare un raggio di sole. / E io ci credo. / M'hanno detto che il mondo sta morendo per mancanza d'amore. / E io non ci credo" (CANZONIERE ICS).
6 "Penso che tutto l'amore di cui ha bisogno l'uomo, ci è dato dall'Amore stesso: lo Spirito Santo" JULIEN GREEN."
7 "E' amando gli uomini che si impara ad amare Dio" CHARLES DE FOUCAULD

   RIFLESSIONI VARIE.... e SUSSIDI....

a) Introduzione:

I maestri degli Ebrei, i rabbini, dicevano che per amare Dio bisognava osservare i precetti della Legge di Dio. Ne contavano 613: 365 come i giorni dell'anno negativi e 248 come le ossa del corpo... almeno così pensavano positivi.
Tutti questi precetti sono riassunti nei 10 Comandamenti.

b) Riflessione e spunti

Ai tempi di Gesù si sapeva che bisognava amare Dio e il prossimo, ma spesso al prossimo si dava poca importanza. Gesù volle sottolineare questo amore, volle che amassimo il prossimo come lui lo ha amato, chiarì che il prossimo è chiunque ha bisogno di noi.
L'amore di Dio e del prossimo sono un unico comando. Nessuno li separi. Sarebbe come separare il papà dalla mamma, i figli dai genitori.

"Ho conosciuto un santo, e li ero intimo amico come a un figlio di Dio: si chiamava Don Giovanni Calabria, fondatore d'una grande opera caritativa.
Quando c'incontrammo in occasione della mia prima S. Messa, mi disse: 'Se tu trovassi sulla strada un diamante caduto nel fango che cosa faresti?'. Risposi: Non avrei nessuna ripugnanza a sporcarmi; lo prenderai, lo laverei, ridonandolo in tal modo alla sua originale brillantezza. Fa' così con l'uomo, soggiunse".

Le opere d'umana fraternità.
Queste sono le sette opere d'assistenza corporale:

o dar da mangiare agli affamati,
o dar da bere agli assetati,
o vestire i nudi,
o alloggiare i pellegrini,
o Visitare gli infermi,
o Visitare i carcerati,
o seppellire i morti.
(In termini aggiornati: togliere la fame dal mondo, donare il proprio sangue, non sprecare i soldi dei poveri in inutile sfoggio e consumismo, lavorare perché l'assistenza sanitaria e sociale sia efficiente per tutti, specie in casi di calamità naturali, ecc.).

Queste sono invece le sette opere di assistenza spirituale.
o consigliare i dubbiosi
o insegnare agli ignoranti,
* ammonire i peccatori,
* consolare gli afflitti,
* perdonare le offese,
* sopportare pazientemente le persone moleste,
* pregare Dio per vivi e per i morti.

In termini aggiornati: istituire centri per consulenza vocazionale e professionale, lottare contro l'analfabetismo, eliminare il razzismo, adoperarsi per il recupero dei delinquenti, lavorare per la diffusione della cultura e dell'arte, sacrificarsi per la pace, ecc..

Queste sono le sette opere d'assistenza sociale:
favorire gli immigrati,
trovare lavoro per i disoccupati,
adottare i bambini abbandonati,
aiutare gli sprovveduti socialmente
prevenire gli infortuni della strada e del lavoro,
difendere i giovani dall'immoralità e dalla droga
liberare gli oppressi dai sistemi ingiusti e violenti.

L'amore di Dio e del prossimo è inscindibile. L'amore del prossimo senza quello di Dio e l'amore di Dio senza quello del prossimo sono come... due pezzi di un biglietto da 50 €. Una metà non ha nessun valore; dite metà unite invece hanno valore.

UN SINGOLARE GIARDINO

C'era una volta un potente signore che possedeva un meraviglioso giardino con ogni tipo di fiori e alberi da frutto. Questo signore concedeva a tutti i bambini del paese di giocare nel suo bel giardino e anche di gustare tutti i deliziosi frutti che in questo crescevano. Esisteva però una regola ferrea: fin che si era nel giardino si poteva mangiare a volontà, ma a nessuno era consentito raccogliere frutti da portare via. Come si entrava a mani vuote, cosi si doveva uscire.

Ci si poteva nutrire, ma non riempire le tasche. Molti dei bambini interpretarono la regola nel modo più immediato: mangia a crepapelle fin che puoi e non ti preoccupare di quello che accadrà quando sei fuori dal giardino. Un bambino però scoprì che non si infrangeva la regola se, una volta raccolti i frutti, con un po' di sforzo si riusciva a lanciarli al di là della siepe. Si trattava solo di metterci un po' di buona volontà.

La vita umana è un po' come quel giardino: non è consentito uscirne con le tasche piene. Possiamo però lanciare qualcosa oltre l'orizzonte della vita terrena amando Dio sopra ogni cosa e gli altri uomini come noi stessi.

Martino, ancora soldato e catecumeno,

diede ogni suo avere ai poveri. Un giorno, avendo veduto alla porta di Amiens, nel gran rigore del freddo, un povero nudo e abbandonato, tagliò il suo mantello in due parti e gliene diede una. La notte gli apparve in sogno Cristo Gesù, vestito con quella metà di "cappa", che egli aveva donato al povero. Diceva agli angeli:
Questi è Martino che, ancor catecumeno, mi ricoprì di quest'abito!
Questo sogno incoraggiò talmente il santo, allora aveva diciotto anni, che subito volle ricevere il battesimo e diventare cristiano. (SULPICIO SEVERO, Vita di S. Martino).

ESEMPI UTILI PER L'OMELIA O PER....

IL MONACO.... INNAMORATO

S. Bernardo aveva notato un giovane monaco che era sempre sorridente e si mostrava contento anche in prove dolorosissime, malattie, contrarietà e avversità d'ogni genere. Gli chiese quale fosse il suo segreto. E il giovane monaco rise nella sua serenità: "Nessuno può rapirmi il mio Dio".

LA PREDICA SULLA BENEFICENZA

La predica più corta che sia mai stata pronunciata credo proprio che sia stata quella di Swift quando dovette raccogliere una colletta e illustrò il tema la beneficenza cristiana". Disse soltanto: "Nella Bibbia sta scritto che chi dà al povero presta a Dio. La garanzia mi sembra sufficiente. Amen".

UN FILM Di DE SICA

Ricordiamo un vecchio film neorealista intitolato "Il Tetto" con la regia di De Sica: due sposini, che avevano trovato lavoro a Milano, vivevano illegalmente in una baracca alla periferia. Più volte le autorità li avevano ammoniti che se non ci fosse stato un vero e proprio tetto, sarebbero stati espulsi da quell'alloggio abusivo.

Giunse anche un ultimatum: se l'indomani non ci fosse stato il tetto, le forze dell'ordine li avrebbero costretti a tornare al loro paese d'origine. I due erano disperati e non sarebbero riusciti certo a cavarsela se i vicini e gli amici non li avessero aiutati a tirar su di notte le pareti e a sovrapporvi un tettuccio di fortuna: i passanti si lasciano contagiare dalla solidarietà di quei poveretti e tutti si danno da fare, cosicché al mattino, quando arrivano i carabinieri, per effettuare lo sfratto, il tetto è al suo posto. Ancora una volta vince l'amore.

                                                                                   D. TOMMASO DURANTE SDB


                                                                      

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