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 Anno Liturgico  A  

          TEMPO ORDINARIO / ANNO A /
        
27 LUGLIO 2008: 17a DOMENICA
        LITURGIA DELLA DOMENICA / Omelia


La mia sorte
è custodire le tue parole

Le lettura della liturgia di questa XVII Domenica del Tempo Ordinario, convinuano la riflessione sul Regno di Dio e ci descrivono qula'è la forma con cui esso si presenta. Lungi da noi il pensare un Regno imponente con le situazioni e le operazioni che normalmente un regno umano attua per instaurarsi. Il Regno di cui parla il Vangelo è un regno che dai paragoni descritti, tesoro nascosto, perla, rete, non ci fa immaginare a sicuremente ad una grandezza.

Sono essi infati tutti elementi che al nostro immaginario si presentano piccoli, ma allo stesso tempo sono realtà dinamiche che, come il granello e il lievito, sono fatte per crescere, per evolversi, hanno insieme la possibilità e il dovere di crescere.

La prima lettura, tratta dal Libro dei Re, ci descrive il passaggio dei due grandi re di Israele, Davide e Salomone. Il re considerato come il protavoce di Dio, colui che per il popolo significava non solo un regnante ma anche un uomo che aveva "filing" con Dio e con cui poteva addirittura parlargli insieme. In questo passo è proprio Dio che apparendo ain sogno a Salomone gli domada quale sia il dono che egli preferisce da parte Sua.

Se Davide è il re preferito da Dio e dal popolo, considerato tra i maggiori re d'Israele, Salomone non sarà da meno. E lo dimostra nel richiedere a Dio il dono della saggezza, Salomone intuisce che per governare un popolo come quello d'Israele bisogna che sia proprio la sapienza la caratteristica più opportuna e per cui il dono più preminetne da chiedere al Sapienza per eccellenza, a Dio.

Salomone, possiamo dire, ha centrato l'obiettivo, ha capito cosa ci vuole per essere un buon regnante e quale sia la caratteristica del governare di Dio, tant'è che "Al Signore piacque che Salomone avesse domandato la saggezza nel governare" e come è nella logica di Dio oltre al dono della sapienza riveste Salomone di ulteriori doni a cui egli dovrà mantenere fede.

La seconda lettura, tratta dalla Lettera ai Romani, ci porta al centro, al nucleo della forma, di cosa sia il Regno di Dio. Usando un termine caro alla lettura paolina, predestinazione, questo breve scritto ci delinea cosa essa sia. Da subito essa ci spiega che tutta la realtà coopera con questa predestinazione, il disegno di amore del Padre; ed è proprio coloro che amano Dio sono coloro che sono chiamati a vivere il Regno di Dio e nel Regno di Dio. Ma come l'umano può corrispondere a questo disegno, qual'è la forma giusta che essa deve assumerne per onorare questo giusto patto d'Alleanza del Padre?

E' proprio il Figlio, Gesù, che da' all'umano il giusto orientamento alla corrispondenza del disegno di Dio ed è in Lui che il Regno si attua, in Lui si concentra per espandersi a tutti i credenti, di modo che anch'essi possano beneficiare ed esserne testimoni. Questa predestinazione implica, dunqeu, anche una chiamata, la chiamata alla santità, la chimata, cioè a lasciare che questo amore raggiunga la vita di ognuno e che possa trasformare i cuori in cui entra per attuare il vero Regno d'amore del Padre.

E dunque i tre verbi scanditi verso la fine della pericope, chiamati, giustificati, glorificati, ci mostrano il cammino dell'Alleanza, ci mostrano che l'amore del Padre, di cui la croce di Gesù ne è piena manifestazione, interpella tutti, rende giusti (= giustifica) nelle azioni, e porta alla santità (=alla glorificazione, alla piena realizzazione di tutta la creazione al progetto d'amore del Padre).

Il Vangelo, come anticipato, ancora ci indica delle parabole che mettono sotto i nostri occhi la realtà del Regno di Dio. Un Regno, che inizia con la creazione ma che trova la sua piena attuazione nell'amore soltanto alla fine dei tempi, quando cioè la conformazione nell'amore del Figlio sarà attuata in ogni creatura. Solo così, come per la zizzannia, possiamo comprendere il lavoro dei pescatori, che tolgono dalla rete i pesci pescati e li destinano al loro giusto spazio.

Saremo valutati sull'amore, su come cioè avremo vissuto dell'amore e nell'amore nel rapporto col Padre e nel rapporto con i nostri fratelli, incominciando da coloro che ci sono più vicini e che ci stanno più a cuore; e Gesù, la perla preziosa ed il tesoro nascosto, che apre la strada e abilita l'umano a rendersi servitore di questo disegno d'amore per poter parteciparvi con dignità di figlio.

                                                                                    LUCA DESSERAFINO sdb


                                                                      

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