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TEMPO ORDINARIO / ANNO A
29 GIUGNO 2008: 13a DOMENICA: Santi Pietro e Paolo
LITURGIA DELLA DOMENICA / OmeliaIO SONO L'ETERNITA' Due messaggi:
Il 1° messaggio:
ai suoi apostoli e ai suoi discepoli di tutti i tempi, quindi anche a noi, qui e oggi, Gesù non ha annunciato né promesso una vita facile, comoda, ricca, senza rischi, senza furti, senza disgrazie e senza cassa integrazione, bensì una vita di lotta e di battaglie, come ci dice l'apostolo Paolo nella 2° lettura:
Volesse Dio che tutti i genitori ed educatori sapessero educare i figli e gli allievi alle oneste e semplici gioie della vita, come pure al dovere e al lavoro, al sacrificio e al vicendevole perdono. Si eviterebbero così da una parte le facili illusioni e dall'altra le inevitabili delusioni.
Per questo Gesù ci ha detto: "Come hanno perseguitato me, così perseguiteranno anche voi".
Ecco infatti puntuale la 1° lettura odierna: "In quel tempo il re Erode cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa e fece uccidere di spada l'apostolo Giacomo, fratello di Giovani . Vedendo poi che questo era gradito ai Giudei, decise di arrestare anche Pietro".L'arresto di Pietro non è quindi motivato da qualche grave infrazione alle leggi romane, ma solo del fatto che la cosa faceva piacere ai Giudei.
Altro che difesa della giustizia. Qui siamo all'assurdo. Però anche nelle prove e nelle persecuzioni Dio vede e provvede.
Infatti, afferma San Paolo nella 2° lettura: "Dio è giudice giusto che dà sempre a chi combatte la sua buona battaglia, la corona e la giusta ricompensa.
Perciò cari fedeli, ottimismo e fiducia: dio veglia su di noi ed è al nostro fianco. Oggi e sempre.2° messaggio:
Ci sono oggi nel Vangelo delle parole di Gesù estremamente chiare e precise:
"Beato te, Simon Pietro, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato che io sono il Cristo, il Figlio del Dio vivente, ma il Padre mio che è nei cieli. Ed io ti dico: tu sei Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le forze dell'inferno non prevarranno mia contro di essa".
E noi cosa dobbiamo fare di fronte a questo solenne giuramento di Gesù? Un grande atto di fede. Quel Gesù che ha detto "Questo è il mio corpo e questo è il mio Sangue" è lo stesso Gesù che ha anche detto "Tu sei Pietro e su questa pietra io edificherò la mia chiesa per l'eternità.
Ad Elaiopoli, città dell'Egitto, il faraone aveva innalzato mille obelischi di durissimo granito, come sfida contro i secoli. Ma un giorno un vecchio dai capelli bianchi si presentò al faraone gli disse: "Lascia tutto e vattene".
"E chi sei tu, sorrise ironico il faraone, per comandarmi questo? Credi di essere più potente di me?"
"Certo che lo sono: io sono il Tempo!, rispose il vegliardo. A quel nome il faraone impallidì, discese dal trono e il suoi impero tramontò.
Il vecchio ripetè la stessa cosa a Babilonia, tra templi e piramidi a gradini, poi a Ninive tra superbe fortezze e muraglioni, poi a d Atene tra i bianchi marmi della splendida Acropoli, poi a Roma, tra poderose statue e l'imponente Colosseo.
Ovunque il vegliardo si presentava, là i potenti chinavano il capo e i lori regni si sfasciavano.
Un giorno si presentò sul colle del vaticano e lì trovò un vegliardo chiamato 'papa'. E anche a lui diede lo stesso comando. Ma il papa di Roma - pur fragile come tutti - non diede ascolto alle sue minacce e restò fermo e solenne di fronte a lui.
"Ma io sono il Tempo" urlò furioso il vecchio. "Ed io sono l'Eternità", rispose sereno e mite il bianco papa di Roma. (Chesterton).
Amen! D. RICCARDO DELLA VALLE sdb
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