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TEMPO ORDINARIO | ANNO A
28 SETTEMBRE 2008: 26a DOMENICA
LITURGIA DELLA DOMENICA - Letture
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Antifona d'ingresso
Signore, tutto ciò che hai fatto ricadere su di noi
lhai fatto con retto giudizio; abbiamo peccato contro di te,
non abbiamo dato ascolto ai tuoi precetti; ma ora glorifica il tuo nome e opera con noi secondo la grandezza della tua misericordia. (Dn 3,31.29.30.43.42)Colletta
O Dio, che riveli la tua onnipotenza soprattutto con la misericordia e il perdono,
continua a effondere su di noi la tua grazia, perché, camminando verso i beni da te promessi, diventiamo partecipi della felicità eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...Prima lettura | Ez 18,25-28
Se il malvagio si converte dalla sua malvagità, egli fa vivere se stesso.Dal libro del profeta Ezechièle
Così dice il Signore:
«Voi dite: Non è retto il modo di agire del Signore. Ascolta dunque, casa dIsraele: Non è retta la mia condotta o piuttosto non è retta la vostra?
Se il giusto si allontana dalla giustizia e commette il male e a causa di questo muore, egli muore appunto per il male che ha commesso.
E se il malvagio si converte dalla sua malvagità che ha commesso e compie ciò che è retto e giusto, egli fa vivere se stesso. Ha riflettuto, si è allontanato da tutte le colpe commesse: egli certo vivrà e non morirà». Parola di Dio.Salmo responsoriale | Sal 24
Rit. Ricòrdati, Signore, della tua misericordia.
Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua fedeltà e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza;
io spero in te tutto il giorno.Ricòrdati, Signore, della tua misericordia
e del tuo amore, che è da sempre.
I peccati della mia giovinezza
e le mie ribellioni, non li ricordare:
ricòrdati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore.Buono e retto è il Signore,
indica ai peccatori la via giusta;
guida i poveri secondo giustizia,
insegna ai poveri la sua via.Seconda lettura | Fil 2,1-11
Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù.Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési
Fratelli, se cè qualche consolazione in Cristo, se cè qualche conforto, frutto della carità, se cè qualche comunione di spirito, se ci sono sentimenti di amore e di compassione, rendete piena la mia gioia con un medesimo sentire e con la stessa carità, rimanendo unanimi e concordi.
Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso. Ciascuno non cerchi linteresse proprio, ma anche quello degli altri.
Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù:
egli, pur essendo nella condizione di Dio,
non ritenne un privilegio
lessere come Dio,
ma svuotò se stesso
assumendo una condizione di servo,
diventando simile agli uomini.
Dallaspetto riconosciuto come uomo,
umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte
e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò
e gli donò il nome
che è al di sopra di ogni nome,
perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra,
e ogni lingua proclami:
«Gesù Cristo è Signore!»,
a gloria di Dio Padre. Parola di Dio.Forma Breve:
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési (2, 1-5)
Fratelli, se cè qualche consolazione in Cristo, se cè qualche conforto, frutto della carità, se cè qualche comunione di spirito, se ci sono sentimenti di amore e di compassione, rendete piena la mia gioia con un medesimo sentire e con la stessa carità, rimanendo unanimi e concordi.
Non fate nulla per rivalità o vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso. Ciascuno non cerchi linteresse proprio, ma anche quello degli altri.
Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù. Parola di Dio.Canto al Vangelo | (Gv 10,27)
Alleluia, alleluia.
Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore,
e io le conosco ed esse mi seguono. Alleluia.Vangelo | Mt 21,28-32
Pentitosi andò. I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio.+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: Figlio, oggi va a lavorare nella vigna. Ed egli rispose: Non ne ho voglia. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: Sì, signore. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».
E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli». Parola del Signore.Preghiera sulle offerte
Accogli, Padre misericordioso, i nostri doni, e da questofferta della tua Chiesa
fa scaturire per noi la sorgente di ogni benedizione. Per Cristo nostro Signore.Antifona di comunione
Ricorda, Signore, la promessa fatta al tuo servo:
in essa mi hai dato speranza, nella mia miseria essa mi conforta. (Sal 119,49-50)Preghiera dopo la comunione
Questo sacramento di vita eterna ci rinnovi, o Padre, nellanima e nel corpo,
perché, comunicando a questo memoriale della passione del tuo Figlio,
diventiamo eredi con lui nella gloria. Per Cristo nostro Signore.
MEDITAZIONENon si sottolineerà mai abbastanza la misteriosa simpatia di Gesù per i caratteri forti, poco
inclini a sottomettersi immediatamente all'obbedienza della fede. Forse intuiva le ricchezze
segrete dei cuori ribelli, e le loro possibilità di autentica conversione; o forse si ricordava di
Giobbe, e provava disgusto, come dice l'Apocalisse, per gli uomini tiepidi, né freddi né caldi.
La parabola dei due figli è significativa a questo proposito. Si tratta di due figli che hanno un
comportamento molto diverso nei confronti del padre: il primo dice "sì", ma non fa nulla; il
secondo dice "no", poi si pente e obbedisce. Non è possibile ingannarsi: dietro all'invito a
lavorare nella vigna del padre, c'è la chiamata di tutti gli uomini al regno di Dio."Il secondo ha compiuto la volontà del padre", costatano gli ascoltatori di Gesù. Dunque
hanno capito. E anche noi dovremmo aver capito, di fronte a una parabola in cui si specchia
con terribile chiarezza la nostra vita: i nostri sì che assomigliano tanto a dei no, i nostri buoni
motivi per non fare troppo, il nostro disimpegno, la nostra pigrizia. L'obbedienza si esprime
attraverso gesti concreti, e non semplicemente attraverso un "sì" o un "amen". "Fare la volontà
del Padre" non significa stare fermi, ben installati nella propria buona coscienza, ma significa
piuttosto pentirsi del proprio rifiuto e lavorare alla realizzazione del Regno.Bisogna che ci guardiamo in questo specchio, noi battezzati di vecchia data, e bisogna che si
guardi in questo specchio la nostra chiesa antica di venti secoli, la nostra chiesa d'occidente
così ricca di denaro, di tradizioni e di cultura. I pubblicani e i peccatori rischiano ancora di
precederci nel regno, perché c'erano più promesse e più futuro nel figlio che diceva "no" e poi,
convertito, andava a lavorare nella vigna, che in quello che diceva "sì" fin dall'inizio, e poi si
fermava alle parole.(da "Vienna International Religious Centre")
28 Settembre 2008: 26a Domenica - T. Ordinario A | OMELIE DISPONIBILI:
* D. MARIO MORRA - Responsabile CSDM-Centro Sal. Documentazione Mariana
* LUCA DESSERAFINO - Diacono Permanente - Basilica Maria Ausiliatrice
* D. SEVERINO GALLO (+) fu Confessore in Basilica M. A. (da Repertorio Omelie)
* Sussidio: D. TOMMASO DURANTE, Salesiano, Capellano delle FMA a Mornese (AL)
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