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 Anno Liturgico  A  

          TEMPO ORDINARIO | ANNO A
    
    14 SETTEMBRE 2008: 24a DOM.: Esaltazione della Croce
        LITURGIA DELLA DOMENICA -  Letture

   

Antifona d'ingresso  

Di null’altro mai ci glorieremo
se non della Croce di Gesù Cristo, nostro Signore:
egli è la nostra salvezza, vita e risurrezione;
per mezzo di lui siamo stati salvati e liberati. (cf. Gal 6,14)

Colletta

O Padre, che hai voluto salvare gli uomini con la Croce del Cristo tuo Figlio,
concedi a noi che abbiamo conosciuto in terra il suo mistero di amore, di godere in cielo i frutti della sua redenzione. Per il nostro Signore Gesù Cristo...

Prima lettura | Nm 21,4b-9
         Chiunque sarà stato morso e guarderà il serpente, resterà in vita.

Dal libro dei Numeri

In quei giorni, il popolo non sopportò il viaggio. Il popolo disse contro Dio e contro Mosè: «Perché ci avete fatto salire dall’Egitto per farci morire in questo deserto? Perché qui non c’è né pane né acqua e siamo nauseati di questo cibo così leggero».
Allora il Signore mandò fra il popolo serpenti brucianti i quali mordevano la gente, e un gran numero d’Israeliti morì.
Il popolo venne da Mosè e disse: «Abbiamo peccato, perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; supplica il Signore che allontani da noi questi serpenti». Mosè pregò per il popolo.
Il Signore disse a Mosè: «Fatti un serpente e mettilo sopra un’asta; chiunque sarà stato morso e lo guarderà, resterà in vita». Mosè allora fece un serpente di bronzo e lo mise sopra l’asta; quando un serpente aveva morso qualcuno, se questi guardava il serpente di bronzo, restava in vita.
Parola di Dio.

Salmo responsoriale | Sal 77

Rit.: Non dimenticate le opere del Signore!

Ascolta, popolo mio, la mia legge,
porgi l’orecchio alle parole della mia bocca.
Aprirò la mia bocca con una parabola,
rievocherò gli enigmi dei tempi antichi.

Quando li uccideva, lo cercavano
e tornavano a rivolgersi a lui,
ricordavano che Dio è la loro roccia
e Dio, l’Altissimo, il loro redentore.

Lo lusingavano con la loro bocca,
ma gli mentivano con la lingua:
il loro cuore non era costante verso di lui
e non erano fedeli alla sua alleanza.

Ma lui, misericordioso, perdonava la colpa,
invece di distruggere.
Molte volte trattenne la sua ira
e non scatenò il suo furore.

Seconda lettura | Fil 2,6-11
        Cristo umiliò se stesso, per questo Dio lo esaltò.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Filippési

Cristo Gesù,
pur essendo nella condizione di Dio,
non ritenne un privilegio l’essere come Dio,
ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo,
diventando simile agli uomini.
Dall’aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso
facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce.
Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome
che è al di sopra di ogni nome, perché nel nome di Gesù
ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra,
e ogni lingua proclami: «Gesù Cristo è Signore!»,
a gloria di Dio Padre.
Parola di Dio.

Canto al Vangelo | ()

Alleluia, alleluia.
Noi ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo,
perché con la tua croce hai redento il mondo. Alleluia.

Vangelo | Gv 3,13-17
      Bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo.

+ Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo:
«Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui». Parola del Signore.

Preghiera sulle offerte

Ci purifichi, o Padre, da ogni colpa il sacrificio del Cristo tuo Figlio,
che sull’altare della Croce espiò il peccato del mondo.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

Antifona di comunione

“Quando sarò elevato da terra,
attirerò tutti a me”, dice il Signore. (Gv 12,32)

Oppure:
“Chi crede nel Figlio di Dio, non muore,
ma ha la vita eterna”, dice il Signore. (cf. Gv 3,16)

Preghiera dopo la comunione

Signore Gesù Cristo,
che ci hai nutriti alla mensa eucaristica,
fa’ che il tuo popolo, redento e rinnovato dal sacrificio della Croce,
giunga alla gloria della risurrezione. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.



 MEDITAZIONE

Icona del crocifisso e simbolo del mistero pasquale, la croce venerata come emblema di
gloria ci ricorda prima di tutto che il Cristo ha meritato questa gloria subendo il
supplizio degli schiavi. E ci annuncia che se porteremo dietro a lui la nostra croce e
moriremo con lui, allo stesso modo vivremo con colui che, innalzato da terra, attira a sé
tutti gli uomini.

Gesù avrebbe potuto morire in molti modi, ma è stato inchiodato all'albero della croce,
quasi obbedendo a un simbolismo particolarmente significativo. La psicologia moderna
infatti ha scoperto nell'immagine dell'albero un simbolo in cui ciascuno proietta
intensamente se stesso, con le sue pulsioni più segrete: ciascuno di noi sa di essere
radicato, come un albero, nel passato delle generazioni, fino al cuore dell'umanità. Lo
stesso avviene per la croce. Fin dall'antichità pagana essa ha un significato cosmico,
perché evoca l'intero universo con le sue quattro dimensioni, i quattro punti cardinali, i
quattro elementi. Erede di questo simbolismo naturale attraverso le prospettive della
filosofia, il cristianesimo primitivo gli darà un significato nuovo, riassumendo nella croce
la totalità del mistero redentore. L'opera del Verbo, già attiva al momento della
creazione, è diventata palese per mezzo del legno della croce: su di essa Gesù ha
allargato le braccia, riunendo giudei e pagani in un solo popolo ed esprimendo così
l'ampiezza, la lunghezza, l'altezza e la profondità del suo amore che sorpassa ogni
conoscenza.

Tutta la storia della salvezza si svolge fra due alberi: l'albero del frutto proibito e
l'albero della vita piantato in mezzo al giardino. Se vogliamo mangiare il frutto della
vita, dobbiamo convertirci alla sapienza di Dio e non avere altro titolo di gloria che la
croce del Cristo: "Signore, riallacciami all'albero a cui appartengo: non ho senso se
rimango da solo!" (
A. de Saint-Exupéry).

                                                         (da "Vienna International Religious Centre")

 
14 Settembre 2008: 24a  Domenica - T. Ordinario A  | OMELIE DISPONIBILI:
 D. MARIO MORRA  -  Responsabile CSDM: Centro Sales. Documentazione Mariana
*  LUCA DESSERAFINO - Diacono Permanente - Santuario Basilica Maria Ausiliatrice
*
  D. SEVERINO GALLO  (+) fu Confessore in Basilica Maria A. (da Repertorio Omelie)
*  Sussidio: D. TOMMASO DURANTE, Salesiano, Capellano delle FMA a Mornese (AL)

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