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 Anno Liturgico  A  

          TEMPO ORDINARIO / ANNO A /
    
    15 GIUGNO 2008: 11a DOMENICA
        LITURGIA DELLA DOMENICA -  Letture

   

Antifona d'ingresso  

Ascolta, Signore, la mia voce: a te io grido.
Sei tu il mio aiuto, non respingermi, non abbandonarmi,
Dio della mia salvezza. (Sal 27,7.9)

Colletta

O Dio, fortezza di chi spera in te, ascolta benigno le nostre invocazioni,
e poiché nella nostra debolezza nulla possiamo
senza il tuo aiuto, soccorrici con la tua grazia,
perché fedeli ai tuoi comandamenti
possiamo piacerti nelle intenzioni e nelle opere.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

Prima lettura | Es 19,2-6a
       Sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa.

Dal libro dell’Èsodo

In quei giorni, gli Israeliti, levate le tende da Refidìm, giunsero al deserto del Sinai, dove si accamparono; Israele si accampò davanti al monte.
Mosè salì verso Dio, e il Signore lo chiamò dal monte, dicendo: «Questo dirai alla casa di Giacobbe e annuncerai agli Israeliti: “Voi stessi avete visto ciò che io ho fatto all’Egitto e come ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatti venire fino a me. Ora, se darete ascolto alla mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me una proprietà particolare tra tutti i popoli; mia infatti è tutta la terra! Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa”».
Parola di Dio.

Salmo responsoriale | Sal 99

Rit.: Noi siamo suo popolo, gregge che egli guida.

Acclamate il Signore, voi tutti della terra,
servite il Signore nella gioia,
presentatevi a lui con esultanza.

Riconoscete che solo il Signore è Dio:
egli ci ha fatti e noi siamo suoi,
suo popolo e gregge del suo pascolo.

Buono è il Signore,
il suo amore è per sempre,
la sua fedeltà di generazione in generazione.

Seconda lettura | Rm 5,6-11
       Se siamo stati riconciliati per mezzo della morte del Figlio,
       molto più saremo salvati mediante la sua vita.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, quando eravamo ancora deboli, nel tempo stabilito Cristo morì per gli empi.
Ora, a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.
A maggior ragione ora, giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. Se infatti, quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più, ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Non solo, ma ci gloriamo pure in Dio, per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, grazie al quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione.
Parola di Dio

Canto al Vangelo | (Mc 1,15)

Alleluia, alleluia.
Il regno di Dio è vicino:
convertitevi e credete nel Vangelo. Alleluia.

Vangelo | Mt 9,36-10,8
         Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, li mandò.

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù, vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!».
Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì.
Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date».
Parola del Signore.

Preghiera sulle offerte

O Dio, che nel pane e nel vino doni all’uomo il cibo che lo alimenta
e il sacramento che lo rinnova, fa’ che non ci venga mai a mancare
questo sostegno del corpo e dello spirito. Per Cristo nostro Signore.

Antifona di comunione

Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita. (Sal 27,4)

Preghiera dopo la comunione

Signore, la partecipazione a questo sacramento,
segno della nostra unione con te,
edifichi la tua Chiesa nell’unità e nella pace.
Per Cristo nostro Signore.


MEDITAZIONE

Gesù rimane profondamente colpito dalle folle che accorrono ad ascoltarlo: gente stanca, sfinita,
abbandonata da quelli che dovrebbero essere i suoi pastori. Il compito cui si trova di fronte è troppo vasto perché possa venirne a capo da solo. Bisogna chiamare altri: i dodici apostoli, per le dodici tribù d'Israele, per tutta la terra.

L'obiettivo appare decisamente sproporzionato rispetto a quel piccolo gruppo poco omogeneo, che si sfascerebbe subito se non ci fosse Gesù a tenerlo unito: alcuni peccatori, un expubblicano, un partigiano, un futuro traditore, e qualche altro di cui non si sa nulla. Senza la potenza dello Spirito, come potrebbero essere all'altezza dell'incarico che Gesù affida loro?
"Pregate dunque il padrone della messe...".

È un'esigenza primordiale, perché nessuno può autoinviarsi in missione senza rischiare di predicare se stesso invece del Cristo, e di fare dell'apostolato una questione personale invece che un mezzo per la crescita del regno. Ciò che i discepoli sono chiamati a prolungare è l'opera del messia, e non altro. Il loro gruppo, povero e disorganico, deve prendere il posto dei capi ufficiali di Israele, che sono venuti meno al loro ruolo nei confronti del popolo.

L'obiettivo è rappresentato prima di tutto dalle "pecore perdute della casa d'Israele", a causa della loro
situazione disperata che richiede un intervento immediato. La missione universale si aprirà più tardi, dopo la pentecoste. E anche allora, la consegna sarà di rivolgersi in primo luogo ai più abbandonati, a coloro che risvegliano, nel cuore dell'apostolo, la compassione del Cristo. Perché al di fuori di qualsiasi ambizione umana, prima di ogni strategia pastorale, bisogna allargare questa onda di compassione, in modo che raggiunga le pecore là dove si sono perdute: dove Gesù combatte, accanto ai suoi, per guarire, liberare, perdonare. Legare il proprio destino a quello dei più poveri, significa già indicare loro la sorgente e il termine della vita: l'unico regno preparato dalla tenerezza di un Dio che dona tutto, gratuitamente.

                                                         (da "Vienna International Religious Centre")

 
15 Giugno 2008: 11a  Domenica  Tempo Ordinario A  | OMELIE DISPONIBILI:
 D. MARIO MORRA  -  Responsabile CSDM-Centro Sal. Documentazione Mariana
  D. RICCARDO DELLA VALLE -  Confessore in Basilica Maria Ausiliatrice
*  LUCA DESSERAFINO - Diacono Permanente - Basilica Maria Ausiliatrice
*
  D. SEVERINO GALLO  (+) fu Confessore in Basilica M. A. (da Repertorio Omelie)

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