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TEMPO DI QUARESIMA / ANNO A /
24 FEBBRAIO 2008: 3a DOMENICA
LITURGIA DELLA DOMENICA / Omelia
ACQUA VIVA... A partire da questa Domenica la liturgia ci fa percorrere tre tappe: incontro con Gesù-acqua viva, incontro con Gesù-luce, incontro con Gesù-vita.
Acqua, luce, vita: ecco tre simboli bellissimi di quello che è stato per noi il Battesimo. Oggi il primo di questi simboli.Nella liturgia di questa domenica l'acqua fa la parte di protagonista. Ne parla la prima lettura. Il simbolismo dell'acqua poi viene ripreso da Gesù nel colloquio con la Samaritana (Vang.).
Siamo di fronte a una stupenda pagina evangelica, ad un chiaro esempio di catechesi primitiva: soltanto Gesù è la nostra acqua viva. Egli solo potrà spegnere la nostra sete. Il Battesimo ci ha offerto questa possibilità.Percorriamo, purtroppo rapidamente, questa splendida pagina evangelica.
Gesù nel paese dei Samaritani, cioè degli "scomunicati", a colloquio con una prostituta. Come inizio non c'è male. Sappiamo bene che cosa fossero per i Giudei i Samaritani: gente da scarto, gente eretica e scismatica.
Tanto è vero che una delle ingiurie scagliate contro Gesù dai suoi avversari fu appunto quella di essere un samaritano (cfr. Gv. 8,48).Gesù, dunque, nel paese dei Samaritani, si incontra solo a solo, con una donna. Anche qui motivo di meraviglia per gli Apostoli quando, tornati, videro Gesù a colloquio con lei.
Ma a Gesù preme arrivare al nocciolo della questione e rivolge per primo la parola alla donna: "Dammi da bere" (Gv. 4,7).Il destino di Gesù è quello di chiedere sempre qualcosa:
* Prima di nascere, chiede il consenso alla sua futura Mamma.
* Poco prima di venire alla luce chiede, per mezzo dei genitori, se c'è un posto per Lui all'albergo.
* Agli Apostoli domanda: "Volete venire con me?".
* A Zaccheo e a Levi il pubblicano chiede: "C'è un posto per me alla tua mensa?".
* Prima di fare il suo ingresso in Gerusalemme chiede a un amico: "Mi presti il tuo asinello?".
* Prima di celebrare la Pasqua coi suoi chiede a un conoscente: "Mi concedi l'uso della tua sala?".
* Dopo la risurrezione chiederà agli Apostoli: "Avete qualcosa da mangiare?".Alla Samaritana Gesù dice: "Dammi da bere".
Dio fa sempre così. Come un mendicante.
Un mendicante d'amore. Dio chiede sempre qualcosa. Si presenta all'anima come un povero affamato e assetato ed esige che nei suoi confronti siamo disposti a concedergli qualcosa. E' il primo approccio di Dio con la sua creatura.
Di fronte alla richiesta di Gesù la Samaritana si meraviglia: "Come mai tu, che sei Giudeo, chiedi da bere a me?...".A questa donna non pare vero di aver colto in flagrante bisogno un giudeo, che deve chinarsi di fronte a una donna samaritana per chiederle da bere.
E Gesù allora, con un colpo d'ala: "Se tu conoscessi il dono di Dio...egli ti avrebbe dato acqua viva" (v. 10). Gesù propone il tema: l'anima ha bisogno di un'acqua viva che solo Dio le può dare. Ma come fa a entrare in questo ordine di idee la povera samaritana? Cerchiamo di comprendere almeno noi.
La sete materiale di Gesù, un fatto possibilissimo e naturale, viene a scomparire completamente di fronte al significato superiore che acquista l'acqua posseduta da Gesù, di cui Egli solo è la fonte. E immediatamente le sorti si invertono. Chi è l'assetato? E' proprio la Samaritana. Noi, quindi. Chi possiede l'acqua? Gesù.Dio quando chiede, ha sempre intenzione di donarci qualcosa. Ci chiede e ci toglie cose meschine per darci quanto non avremmo nemmeno osato sperare.
Fu detto: "Se Dio devasta la nostra tana, è per offrirci una dimora eterna, incorruttibile. Se scompiglia il nostro gioco, è per proporcene uno meno precario. Se cancella i nostri sgorbi, è per invitarci a produrre il capolavoro" (A. PRONZATO).Dio vuole noi stessi: i nostri pensieri, i nostri sentimenti, la nostra vita. E quando diamo a Lui qualcosa, noi troviamo la nostra vera ricchezza, troviamo la soddisfazione della nostra inguaribile sete. Rispondendo a Dio, troviamo questa polla d'acqua zampillante verso il Cielo.
Acqua veramente misteriosa! Spegne la sete, ma ce l'accresce continuamente. E cioè, più ne beviamo, più comprendiamo la fecondità di quest'acqua e la necessità che ne abbiamo.Che cos'è quest'acqua viva nel discorso di Giovanni? Ce lo spiega egli stesso: "Nell'ultimo giorno, il grande giorno della festa, Gesù levatosi in piedi esclamò ad alta voce: Chi ha sete, venga a me e beva. Chi crede in me, - come dice la Scrittura - fiumi d'acqua viva sgorgheranno dal suo seno". Questo Egli disse riferendosi allo Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in Lui" (Gv. 7,37-39).
L'acqua viva è, dunque, la salvezza, è il dono dello Spirito, è la grazia, è l'amicizia con Dio, la comunione senza fine con Lui, è la fecondità spirituale.
In altre parole, quest'acqua viva è il Battesimo, di cui ogni anima deve essere assetata. Per noi, battezzati, quest'acqua viva è la fedeltà al dono della grazia già ricevuta, e il desiderio di accrescerla continuamente (questo è lo scopo dell'itinerario quaresimale).
Qui dobbiamo chiederci se noi abbiamo questa sete nell'anima e se abbiamo individuato bene la fonte a cui attingere.L'acqua viva che Gesù ci offre, è dono immenso, ma dono sconosciuto. Molto spesso, noi di fronte alle richieste di Dio, ci rifiutiamo, quasi avessimo paura di perdere qualcosa. Preferiamo tenerci la nostra acquetta putrida e rifiutiamo i torrenti dell'acqua salutare che Egli ci offre. Questo era già il lamento del profeta Geremia (Ger. 2,13).
Di fronte al brusco volto di Gesù la samaritana rimane un attimo scombussolata, e preferisce divagare. Ma Gesù la inchioda bruscamente alle sue responsabilità: "Va' a chiamare tuo marito..." (v. 16).
E' l'inizio di un procedimento col quale Gesù tende a mettere a nudo questa povera anima davanti a se stessa.
La medesima cosa Dio richiede da noi ogni momento: una estrema sincerità con noi stessi prima, e poi davanti a Lui. E' l'inizio della vera conversione, a cui, ancora una volta, la Quaresima ci invita.Dobbiamo fermarci qui, anche se ci sarebbero ancora stupende riflessioni da fare sulla pagina evangelica...
Noi sappiamo quale fu l'epilogo dell'incontro di Gesù con la Samaritana: dono di salvezza per quella povera donna, e suo apostolato fra gli abitanti di Samaria.
Lo stesso succederà a noi, se sapremo mettere a frutto, come la Samaritana, l'incontro con Gesù, attingendo a piene mani l'acqua viva, di cui Egli è munifico donatore... Da evangelizzati, diventeremo anche noi evangelizzatori.Soffermiamoci solo un momento sulla sete del mondo di oggi. Verrebbe voglia di iniziare il discorso proprio dalla sete reale che angustia il mondo: sete di acque pure, sete di energia, sete di aria respirabile, sete di petrolio... Problemi enormi. Problemi urgenti. Ma soprattutto indice di una sete ben più profonda, una sete interiore, di cui le manifestazioni esterne sono l'angoscia, l'inquietudine, la contestazione, ed anche le ricerche irrazionali di paradisi artificiali nella droga, nell'erotismo, nella violenza scatenata.
L'uomo moderno è insoddisfatto. Tanto più insoddisfatto, quanto più ha a disposizione mezzi e risorse, che egli usa a proprio danno.L'uomo ha sete di pace, di serenità, di tranquilla convivenza. L'uomo ha sete di fratellanza, di unità, di comunione di intenti, di attività.
L'uomo ha bisogno, soprattutto di ideali, grandi e sublimi, fatti a misura d'uomo. Ideali sconfinati come è sconfinata la grandezza del suo spirito pensante e aperto all'eterno.
Su questa sconfinata sete dell'uomo si apre il mistero dell'acqua viva di Gesù. Ma chi la darà al popolo assetato?Nel deserto del mondo moderno l'umanità assetata continua a gridare, come gli Ebrei a Mosè: "Dacci da bere! Stiamo morendo di sete!...".
Noi cristiani, noi Religiosi, dove abbiamo messo l'acqua viva che ci è stata donata nel Battesimo e nella nostra consacrazione religiosa? Dove sono le nostre riserve? Tremendo grido d'accusa. Tremenda responsabilità.
Un soldato e un ufficiale devono attraversare il deserto. La provvista di acqua viene meno. Il soldato non ne può più.
"Coraggio! L'oasi è vicina; prima di sera giungeremo alla fonte".
Le parole non servono e il soldato, dopo sforzi inauditi, si accascia al suolo, riempiendosi la bocca di sabbia per la sete ardente che lo divora. L'ufficiale continua la marcia faticosa. L'oasi si profila. Ecco la fonte! Beve e gli tornano le forze. Si ricorda del soldato. Riempie il casco d'acqua e rifà la via percorsa. Trova il poveretto disteso al suolo privo di sensi.
Lo scuote mormorando: "L'acqua!". Il soldato si riprende, si alza, afferra il casco, straluna gli occhi, e dando in una risata nervosa, rovescia il casco per terra. Era impazzito.Care Sorelle e cari Fratelli, la nostra anima è assetata di grazia. Il Signore ce ne offre in quantità nei momenti in cui ci troviamo a pregare, specialmente al mattino, durante l'ora della luce, e alla sera durante l'ora delle stelle.
Chi è disattento e non si impegna a pregare bene, è come quel povero soldato pazzo: sciupa la grazia di Dio.
Nessuno di noi può accusare la sorgente. Gesù è e rimane la fonte inesauribile d'ogni dono, d'ogni grazia. Siamo noi che abbiamo otturato i canali di trasmissione alle anime. Quando li riapriremo?La Madonna, Madre della divina grazia, ci aiuti ad essere veramente gl'inesauribili canali di Gesù, acqua viva zampillante verso il cielo.
D. SEVERINO GALLO sdb (+ 23. 3. 2007)
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